Palestina. Si apre oggi una nuova fase per il governo di unità. Fuori Hamas? Domina l’incertezza

Palestina. Si apre oggi una nuova fase per il governo di unità. Fuori Hamas? Domina l’incertezza

Nel corso di una visita importante del ministro degli Esteri francese Laurent Fabius a Gerusalemme e nella Striscia di Gaza, il presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Mahmoud Abbas, ha detto che i membri del nuovo governo di Palestina, che dovrà essere formato nei prossimi giorni, dovranno riconoscere lo stato di Israele, e dunque, che escluderà, di fatto, la presenza di Hamas. La dichiarazione di Abbas ai francesi conferma il ruolo assunto dalla Francia negli ultimi mesi di vero e proprio dominus della politica estera europea, esautorando di fatto la Commissione. I francesi sono ormai presenti su tutto lo scacchiere internazionale, e in tutte le aree di crisi, e in tutti i tavoli negoziali: dal conflitto russo-ucraino al Medio Oriente all’Africa.

Tornando alla Palestina, il futuro del governo di unità palestinese potrà decidersi lunedì 22 giugno nel corso di un vertice del comitato esecutivo dell’OLP, l’Organizzazione della Liberazione della Palestina (guarda caso, al termine dell’incontro con il ministro degli esteri francese), collegiale e a porte chiuse. Il presidente Abbas si augura di sostituire questo governo composto da tecnocrati sostenuto da Al-Fatah e da Hamas, ma distanti dai due partiti, con un governo interamente costituito da politici. Abbas tira così le somme dei dissensi palestinesi e della incapacità dell’attuale governo di esercitare la sua autorità nella Striscia di Gaza, dove Hamas non dà segni di voler cedere il suo potere. In particolare, Abbas sembrerebbe allarmato, secondo la testimonianza di Fabius, dei contatti che Hamas, bypassando l’Autorità palestinese, avrebbe avuto con Israele per tentare di pervenire ad una tregua durevole nella Striscia di Gaza. La formazione di un nuovo governo pone l’interrogativo sul ruolo riservato ad Hamas, considerato come organizzazione terroristica dalla UE, dagli Stati Uniti e da Israele.

Fabius ha dunque interpellato il primo ministro israeliano Benyamin Netanyaou sui contatti che avrebbe avuto con Hamas – iniziativa che conferma la grande credibilità diplomatica internazionale della Francia. La risposta del premier israeliano sarebbe stata, secondo Fabius, una conferma dei contatti tra Hamas e Israele, centrati “sul destino di Gaza e sul miglioramento della condizione umanitaria”. Questa confessione apre nuovi scenari in Palestina, perché nonostante la guerra, nonostante l’inimicizia tra Hamas e Israele, la mossa del premier Netanyaou vuol dire che l’interlocutore in Palestina lo sceglie direttamente lui, scavalcando di fatto il governo palestinese e l’Autorità nazionale. Lo stesso Fabius si è detto pertanto molto preoccupato della situazione in Palestina, e in particolare nella Striscia di Gaza.

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