Scuola. I sindacati a Renzi: andremo avanti con tutti gli strumenti di lotta possibili

Scuola. I sindacati a Renzi: andremo avanti con tutti gli strumenti di lotta possibili

I sindacati della scuola tirano le somme della mobilitazione dei docenti, del personale Ata, degli studenti, delle famiglie, contro la  legge sulla scuola sulla quale Renzi ha messo la fiducia in discussione nell’Aula di Palazzo Madama.  Si tratta di dati “storici”, affermano in una nota tutti i sindacati, con una partecipazione allo sciopero unitario di 618 mila lavoratori, un milione di fiaccole nelle piazze delle città italiane, 10 milioni di post, una adesione altissima allo sciopero degli scrutini. “Se il governo pensa di aver chiuso la questione con il voto di fiducia si sbaglia – dice Mimmo Pantaleo, segretario generale Flc Cgil – la battaglia dei lavoratori della scuola, degli studenti, delle famiglie, si può affermare che comincia oggi. Ha un nuovo inizio che vede i sindacati ancora più rafforzati dal consenso avuto in tutti questi mesi, dal successo delle iniziative  che si sono svolte in tutta Italia e che vedono ancora  presidi nei pressi delle sedi istituzionali e domani una manifestazione nelle strade della Capitale. Intanto si tratta di una legge delega, deve esser messo nero su bianco sui decreti attuativi.

Pantaleo (Flc Cgil): alla ripresa saremo nelle scuole, nelle piazze, nei tribunali

Nella legge,  che continuo a definire dannosa malgrado la grancassa suonata sul maxiemendamento  ci sono cose, tante cose, non chiare, incongruenze. Daremo battaglia già in questa fase e poi alla ripresa dell’anno scolastico saremo nelle scuole, nelle piazze e anche nei tribunali. Ci saranno ricorsi  a non finire, da parte proprio di precari, di seconda e terza fascia, di docenti che dovranno scegliere fra cinque province dove trasferirsi, la vita delle persone, di famiglie intere, sconvolta”. La nota dei sindacati  è durissima, un atto  di accusa contro il governo, insieme scendono in campo associazioni degli studenti,  ci sono appelli di personalità del mondo della cultura, di movimenti che rappresentano il cosiddetto “terzo settore”, Arci in primo piano. Cgil, Cisl, Uil portano la solidarietà e l’impegno fattivo  di tutto  il mondo del lavoro. Il governo è isolato, quasi chiuso in una sorta di bunker perché cosi Renzi ha voluto.

Il maxiemendamento, ennesimo atto di arroganza

“La decisione del governo di procedere sulla riforma con un maxiemendamento – afferma  il comunicato di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal, Gilda Unams – su cui viene  posto il voto di fiducia, è l’ennesimo atto di arroganza nei confronti della scuola, del Parlamento e del Paese. Una decisione intollerabile per il metodo e per i contenuti, che abbiamo più volte avuto modo di contestare. Le nostre critiche e proposte sono rimaste inascoltate, al di là dei soliti annunci di apertura, giunti dal presidente del Consiglio.”

“Il governo ha deciso, infatti, di forzare la mano per approvare un provvedimento dannoso per la scuola -prosegue la nota – ignorando le ragioni di insegnanti, studenti, famiglie e le prerogative del Parlamento. Esso verrebbe così privato degli spazi e dei tempi necessari per discutere una riforma decisiva per il Paese, resa ancora più ampia da ben otto deleghe in bianco. Vengono messi in discussione basilari principi costituzionali: inclusività, uguaglianza sociale e libertà di insegnamento. Non si può migliorare il sistema scolastico, come l’esecutivo invece proclama, con provvedimenti che l’intero mondo della scuola ritiene, con solide motivazioni, sbagliati.”

Il problema del precariato resta non risolto, anzi si aggrava

Nel  comunicato viene messo in evidenza che la legge non risolve ma aggrava il problema del precariato; esclude e ignora le professionalità ATA; mortifica la partecipazione e la collegialità; non rispetta la libertà di insegnamento; cancella diritti contrattuali fondamentali e indebolisce la funzione del contratto nazionale.

Poi i dati sul “dissenso” che abbiamo riportato all’inizio. “Dissenso – scrivono i sindacati – che non si fermerà. Andremo avanti con tutti gli strumenti di lotta possibili. Non si illuda il premier che la scuola, complice il periodo estivo, possa alla fine rassegnarsi alla sua decisione. Il prossimo anno scolastico sarà contrassegnato dal caos di scelte organizzative e didattiche improvvide e sbagliate, in cui la voce di protesta si farà sentire ancora più forte e chiara. Renzi e il Governo sappiano che la scuola non accetta padroni, che esiste una comunità educante fatta di professionalità e competenze che ogni giorno lavora con passione e dedizione, a dispetto di stipendi bassissimi, mancato rinnovo del contratto nazionale e tanta precarietà. Questi lavoratori formano al valore della conoscenza e della democrazia le giovani generazioni. La scuola non può tollerare prepotenze e improvvisazioni, ma pretende di essere ascoltata, rispettata e valorizzata”.

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