Monfalcone, 5000 lavoratori restano a casa. Provvedimento di sequestro dei cantieri

Monfalcone, 5000 lavoratori restano a casa. Provvedimento di sequestro dei cantieri
Sono 5000 i lavoratori degli impianti Fincantieri di Monfalcone che, dalla giornata di martedì, resteranno a casa ed al momento senza lavoro. Lo stop alla produzione è legato ad un provvedimento giudiziario che ha sospeso tutta l’attività produttiva dell’intero cantiere in seguito a un provvedimento di sequestro preventivo disposto dal Tribunale di Gorizia ed eseguito dal Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente – Nucleo Operativo Ecologico di Udine. La notizia è stata resa pubblica dalla stessa società, specificando che le aree sottoposte al sequestro sono quelle “destinate alla selezione dei residui di lavorazione, strategiche per il regolare svolgimento del ciclo produttivo”. Si tratta di quattro aree: quella adibita a selezione e cernita dei rifiuti derivanti dagli scarti di lavorazione delle navi passeggeri e altre tre destinate allo stoccaggio dei materiali.  La storia risale addirittura al giugno 2013 quando la Procura della repubblica di Gorizia,  si era vista respingere la richiesta di sequestro sia dal Gip e successivamente dal Tribunale. Il diniego era stato motivato con l’assenza di urgenze tali da giustificare una situazione di pericolo ambientale. Il Pm allora ha presentato ricorso presso la terza sezione penale della Cassazione. L’oggetto dell’inchiesta è la gestione degli scarti di lavorazione nelle navi prodotti da parte delle ditte subappaltatrici di Fincantieri, che non risultano titolari dell’autorizzazione a gestire i rifiuti. La Corte, ora, ha accolto la tesi della Procura, per cui tutte le ditte in subappalto, e non solo Fincantieri, sarebbero soggette all’autorizzazione al trattamento rifiuti, anche in caso di semplice ‘stoccaggio’. La procedura utilizzata nel cantiere raffigurerebbe quindi un “deposito incontrollato”, sanzionato dal decreto legislativo sul trattamento dei rifiuti. Ora la società, “ferma restando l’intenzione di assumere con urgenza tutte le opportune iniziative in sede giudiziaria al fine di ottenere la revoca di detta misura, che considera particolarmente gravosa anche in ragione dei danni che il permanere degli effetti della stessa potrebbe provocare, è costretta, in ottemperanza al predetto provvedimento del Tribunale, a disporre a far data da oggi la sospensione dell’attività lavorativa di tutto il personale coinvolto nel ciclo produttivo del cantiere di Monfalcone”. 
 
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