Piena di sorprese l’agenda di Salvatore Buzzi. L’irriverenza nei confronti del Pm Ielo

Piena di sorprese l’agenda di Salvatore Buzzi. L’irriverenza nei confronti del Pm Ielo

Dalla data per l'”apertura dell’emergenza freddo” al “terremoto in Giappone”, passando per numeri di telefono, nomi, luoghi, cifre e appuntamenti. Per tre anni, tra il 2011 e il 2012, Salvatore Buzzi, ha annotato scrupolosamente sulle sue agende tutto quello che gli capitava attorno, senza tralasciare di appuntare accanto ai nomi di politici come Alemanno, D’Alema e Zingaretti, l’ “inizio del Ramadan”, una visita dal dentista, l’ “Europa gay pride” piuttosto che le “dimissioni di Berlusconi”, “la morte di Lucio Dalla” o un appuntamento dal dietologo con relativo calo di peso registrato nei giorni seguenti. Non solo riferimenti a impegni professionali, dunque, ma anche una buona fetta della vita privata del ras delle cooperative; l’uomo che, secondo la procura, è stato per anni il braccio destro di Massimo Carminati. Così, se tra le pagine dei diari finiti negli atti dell’inchiesta si accavallano e si susseguono nomi e circostanze che nulla hanno a che vedere con Mafia Capitale -come quello del vincitore del premio Strega 2013, Walter Siti, o come un ritaglio di giornale su miopia e interventi con il laser- sono ricorrenti, tra gli altri, nomi e numeri di telefono degli indagati Coratti, Oedvaine, Lacopo, Tredicine e Scozzafava.

Dalle ultime intercettazioni anche la possibilità di fare affari con i rifiuti. L’incontro Buzzi-Cerroni

Ma ci sono anche altre intercettazioni che allargano la capacità di ‘fare impresa’ di Buzzi. Ci sarebbe anche la gestione dei rifiuti tra le attività finite nel mirino del gruppo di Mafia Capitale. In una intercettazione in particolare, riportata negli atti allegati all’inchiesta su Mafia Capitale, il presidente della cooperativa 29 giugno, spiega a un interlocutore di trovarsi insieme a Manlio Cerroni, all’epoca patron di Malagrotta: “Sto con il re dei rifiuti, con Cerroni -afferma Buzzi- Poi ti dico stiamo a tentare di fare delle cose… che ci arrestano tutti…ehhhh”. Stando a questa conversazione, avvenuta l’11 agosto del 2014, sembrerebbe dunque che, tra gli interessi del gruppo di Buzzi ci fossero non solo i settori della manutenzione del verde pubblico, delle pulizie stradali e dell’emergenza immigrati ma anche il business dei rifiuti.

La sfida del patron della 29 giugno al Pm Ielo: “E’ un guascone. Gli piace vincere facile”

Ma Buzzi è anche assolutamente poco disposto a lasciare spazio ai magistrati che lo hanno indagato, anzi, da indagato cerca di diventare vittima e lo fa con una lettera inviata al Pm Paolo Ielo: “Io credo fermamente che né lei né i suoi colleghi avete letto con cura le migliaia di pagine di intercettazioni e relazioni prodotte dai Ros, quindi siete stati fuorviati dalle tante inesattezze scritte e mi creda ce ne sono tante”. Il presidente della cooperativa 29 giugno, ristretto nel carcere di Nuoro, si rivolge al Pm Paolo Ielo attribuendogli un atteggiamento da ‘guascone’. Poi, lamentando di “avere pochi contatti con i suoi difensori -perché detenuto in Sardegna”- non risparmia una battuta al magistrato, scrivendogli: “Ti piace vincere facile”.

Zingaretti annuncia: “La Regione Lazio sarà parte civile al processo”

Da registrare, sempre nella giornata di mercoledì la decisione presa dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: “Alla procura va il nostro ringraziamento e sostegno. Ribadisco la nostra scelta di costituirci parte civile nel processo che inizierà il 5 novembre prossimo”. Ma lo scandalo di Mafia Capitale esaspera anche le Forze dell’Ordine e sul punto interviene il Silp Cgil, con il suo Segretario generale di Roma e del Lazio, Antonio Patitucci “L’inchiesta ‘Mondo di mezzo 2’ conferma, ancora una volta, che associazioni di stampo mafioso in collusione con esponenti del mondo politico hanno condizionato gravemente la gestione amministrativa e politica della realtà metropolitana romana.

In campo anche il Silp Cgil. Ecco la denuncia sul malaffare del sindacato dei poliziotti

Da tempo – continua – insieme alla Cgil, chiediamo una nuova ed efficace legislazione in materia di appalti ed evasione fiscale per contrastare la corruzione e le collusioni politiche emerse nel sistema delle cooperative, cosi come documentano le gravi accuse della Procura di Roma. Purtroppo le autorità inquirenti confermano un sistema degli appalti e della gestione dei soldi pubblici malato e corrotto. Tale vicenda ha fatto emergere oltre a un elevato livello del malaffare anche conseguenze che inevitabilmente si ripercuotono sul mondo del lavoro, con gravi compromissioni della qualità lavorativa e del livello occupazionale dei cittadini romani. La percezione di insicurezza degli stessi cittadini romani, degli impiegati comunali, dei dipendenti delle aziende partecipate si unisce allo sconforto che il mondo del lavoro sta pagando in termini di mancato salario a causa di una gestione amministrativa e politica inqualificabile”. “Questo grave contesto – prosegue – aggrava il disagio professionale dei poliziotti: all’emergenza immigrazione, ordine pubblico e terrorismo essi vedono aggiungersi uno scenario di economia illegale che in modo trasversale accomuna criminalità organizzata e alcuni esponenti politici di destra e di sinistra che con la corruzione, il riciclaggio e l’evasione fiscale hanno inquinato in modo radicale la vita pubblica della Capitale. Appare chiara l’assenza di una reale volontà politica di contrasto al malaffare e alla corruzione. Sicuramente è più facile tassare i soliti noti”.

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