L’eurogruppo uccide la Grecia. Nel plotone d’esecuzione anche Renzi e Padoan. Lo scandaloso documento integrale contro Atene

L’eurogruppo uccide la Grecia. Nel plotone d’esecuzione anche Renzi e Padoan. Lo scandaloso documento integrale contro Atene

“Una giornata pessima per l’Europa” ha commentato Yannis Varoufakis lasciando il Tavolo del negoziato a Bruxelles. Ed è proprio così. L’eurogruppo, dominato dal lato oscuro del capitalismo finanziario, che trova in Christine Lagarde l’angelo vendicativo contro chiunque non si pieghi alle sue volontà, ha decretato il fallimento, il default, come si dice con parola tecnica, dello stato e del popolo greco. E in un comunicato che contiene parole che mai avremmo voluto leggere in un atto ufficiale dell’Europa contemporanea, i ministri delle Finanze dei 18 paesi membri dell’Eurozona, Grecia esclusa, ovviamente, si sono comportati come un vero e proprio plotone di esecuzione. Avrebbero voluto disarcionare Tsipras e Syriza dal governo eletto democraticamente dai greci. Hanno ucciso un intero popolo. Nel plotone d’esecuzione non manca la firma del governo italiano, rappresentato dal ministro delle Finanze Padoan, che si è reso così complice dell’assassinio politico della Grecia, e con essa dell’utopia europeista. Tempi durissimi attendono il Vecchio Continente d’ora in avanti, grazie a questa decisione, che politicamente appare irrazionale, ma ispirata dagli interessi prevalenti di gruppi e fazioni opachi del grande capitale finanziario internazionale.

Nel corso della serata, fonti governative greche rendono note due telefonate burrascose di Tsipras con Merkel e Hollande, i veri padroni d’Europa. E sembra che quando Merkel ha urlato a Tsipras che un referendum si ridurrebbe a uno scontro sulla scelta tra euro e dracma, il premier greco le ha risposto a muso duro e con grande fierezza: “Non lo è. Questo è luogo di nascita della democrazia. Siamo un paese sovrano e nessuno ci imporrà l’interrogativo da porre nel referendum. Il referendum avrà luogo a prescindere da qualunque decisione assumerà l’eurogruppo”. Nulla invece è trapelato sul dialogo con Hollande, anche se il suo ministro delle Finanze, Sapin, pare sia rimasto l’ultimo, insieme col commissario europeo francese Moscovici, a insistere per il proseguimento dei negoziati ad oltranza per salvare il popolo greco e mantenere la Grecia nell’Euro.

L’Italia? Silenziosa. Assente dal dibattito, come se la vicenda greca non fosse nell’agenda del governo. Nessuna posizione ufficiale nota. Però, nel pomeriggio firma il documento che  ufficialmente mette fine ad ogni speranza. Qualcuno assumerà nel Parlamento italiano la responsabilità di questo atto gratuito e irrazionale? Le opposizioni, a partire dalla minoranza interna del Pd, che intanto si guarda l’ombelico, sapranno portare questa decisione del governo in un dibattito parlamentare? Se consideriamo come finora ha governato, Renzi non ammetterà mai responsabilità dirette, lasciando ancora una volta, a Merkel e Hollande il primato politico in Europa. Cosa scrive il documento? Lo traduciamo a beneficio dei lettori italiani, che scopriranno il disegno politico preordinato altrove e la malafede dei ministri finanziari.

Dall’accordo del 20 febbraio 2015 dell’Eurogruppo sulla estensione dell’attuale aiuto finanziario, hanno avuto luogo intensi negoziati tra le istituzioni e le autorità greche per raggiungere una felice conclusione della revisione. Data la prolungata fase di stallo dei negoziati e l’urgenza della situazione, le istituzioni hanno avanzato una proposta complessiva sulla condizionalità politica, facendo uso della flessibilità fornita nell’ambito dell’attuale accordo.

Purtroppo, nonostante gli sforzi a tutti i livelli e il pieno sostegno dell’eurogruppo, questa proposta è stata rigettata dalle autorità greche che hanno rotto unilateralmente le trattative sul programma nella serata del 26 giugno. L’Eurogruppo richiama i trasferimenti importanti e il sostegno fornito alla Grecia nel corso degli anni. L’Eurogruppo è stato aperto fino all’ultimo momento ad altri sostegni al popolo greco attraverso un programma orientato alla crescita.

L’Eurogruppo prende nota della decisione del governo greco di avanzare una proposta di referendum, che pare aver luogo domenica 5 luglio, data successiva alla scadenza del periodo del programma. L’attuale accordo di aiuto finanziario con la Grecia avrà termine il 30 giugno 2015, e con esso tutti gli accordi sull’attuale programma, compreso il trasferimento da parte degli stati membri dell’eurozona dei profitti equivalenti SMP e ANFA.

Le autorità dell’eurozona restano pronte a fare qualunque cosa sia necessaria per garantire la stabilità finanziaria dell’area euro”.

Davvero l’Italia ha firmato queste parole scandalose?

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