FCA di Termoli: vince la Fiom Cgil e diventa il primo sindacato

FCA di Termoli: vince la Fiom Cgil e diventa il primo sindacato

Alle prime elezioni libere nello stabilimento Fca, ex Fiat, di Termoli la Fiom è il primo sindacato. Per la prima volta tutti i sindacati erano presenti, si è registrata una grande partecipazione, hanno votato 2097 lavoratrici e lavoratori: il 100% degli impiegati presenti, l‘85% degli operai nel reparto motori e il 90% nel reparto cambi. La Fiom ha vinto ottenendo 537 voti (circa il 28%), risultando il primo sindacato sia nell’area motori che in quella cambi. Le altre organizzazioni sindacali si sono così piazzate: Fim 512 voti, Fismic 476, Uilm 351, Ugl 136.

“Si tratta di uno straordinario risultato (basta ricordare che nell’ultima elezione per le Rsu in cui erano presenti tutti i sindacati, nel 2009 la Fiom arrivò al quarto posto) considerando anche che, alla quinta consultazione dei lavoratori in Fca e Cnh, la Fiom è indiscutibilmente il primo sindacato tra i lavoratori.  Questo voto – dicono Michele De Palma, responsabile Fiom per l’automotive,  e Giuseppe Tarantino, segretario regionale della Fiom molisana –  impegna ulteriormente la nostra organizzazione e i suoi delegati a rappresentare i bisogni dei lavoratori sulle condizioni di lavoro e salariali. La scelta della direzione aziendale di stabilimento e di quella del gruppo di confrontarsi esclusivamente con i sindacati firmatari del contratto aziendale Fca esce evidentemente bocciata dal voto dei lavoratori.” “Sono questi ultimi – proseguono i due dirigenti Fiom – che scelgono chi li debba rappresentare e non la direzione aziendale. A questo punto è sempre più evidente che, a partire dagli stabilimenti in cui si sta votando, l’azienda debba riconoscere la Fiom come legittima rappresentante di una parte consistente dei dipendenti Fca e Cnh e porre fine al regime di esclusione in atto”.
La Fiom, conclude la nota sindacale, “ringrazia i propri iscritti e delegati per il loro impegno e per aver resistito al regime di discriminazione che hanno dovuto sopportare da parte dell’azienda, come è successo per la decurtazione salariale (tra i 300 e i 400 euro al mese) che gli iscritti Fiom hanno subito, ripristinato solo grazie all’intervento della magistratura”.

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