Due assessori pronti a lasciare Marino, ma il Sindaco punta la destra: “Senza vergogna, torni nelle fogne”

Due assessori pronti a lasciare Marino, ma il Sindaco punta la destra: “Senza vergogna, torni nelle fogne”

Non si arrende il Sindaco Marino e per lui arriva il sostegno del popolo del Pd, almeno di quello che è lontano anni luce dagli impicci di mafia capitale e dagli intrighi che nelle prossime ore potrebbero portare due suoi assessori, vicini a Matteo Renzi, a rassegnare le loro dimissioni, provocando un terribile scossone alla Giunta che governa la Capitale. “Non mollare”, “Daje”, “Continua così”. Applausi e un caloroso benvenuto, malgrado tutto, per il sindaco di Roma, Ignazio Marino, che domenica sera ha partecipato alla festa dell’Unità di Roma. Al suo ingresso assedio dei giornalisti per riuscire a strappargli una battuta ma a “perseguitarlo” la troupe del programma tv “Le Iene”, ha impedito praticamente qualsiasi esternazione. “Sono felice di essere qui stasera – ha detto il Sindaco una volta liberato dal pressing degli uomini del ‘biscione’- per fare un bilancio con il mio popolo di due anni di attività e guardare al futuro per la Roma che vogliamo per il prossimo decennio. Se dopo il 2023 dovessi scrivere un libro su quello che ho visto dovrei iniziare con la frase del film che dice ‘Ho visto cose che voi umani non avete visto mai’. Ed è quello che ho visto in Campidoglio dopo l’arrivo di una destra che non ha vergogna: tornino nelle fogne da dove sono venuti invece di dare lezioni di democrazia e rigore a noi che siamo i naturali eredi. Per me dover spiegare quando parlo con Bill de Blasio sindaco di New York, come questo pomeriggio, che il mio predecessore ha un avviso di garanzia per associazione mafiosa, non mi sento bene a dirlo”. Ed ancora più preciso: “Ricevetti una telefonata dal mio predecessore. Mi disse ‘So che state cambiando i consigli di amministrazione. Ti posso dare due nomi?’. Io gli risposi ‘Ma perché hai qualcuno con un curriculum davvero preparato?’ Silenzio dall’altra parte. E dopo mi disse: ‘Ma il Pd non ti ha parlato?’. Io risposi di no. Qui adesso non c’è quel Pd a cui forse eri abituato tu”. Infine la chiusura scoppiettante del suo intervento: “Io ho un dovere morale: non posso fare un passo indietro neanche di un millimetro perché non sono stato eletto dai capibastone ma da voi cittadini. Ho bisogno della vostra forza, capacità e anche della pazienza se non faremo tutto insieme. Nel 2023 avremo portato questa città in un’altra epoca. Roma non appartiene ai corrotti ma a noi”. Sulle parole del sindaco Marino, da registrare la dura replica del suo predecessore Alemanno: “Ignazio Marino ormai è al delirio: si inventa telefonate che tra di noi non ci sono mai state, giunge all’insulto personale e utilizza un inconcepibile violenza verbale contro la destra. Ho già dato mandato ai miei legali di procedere con una querela per diffamazione nei confronti del sindaco Marino. È un personaggio ormai finito di cui Roma si deve rapidamente liberare”.

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