Champions 2015: Juve, grazie lo stesso !

Champions 2015: Juve, grazie lo stesso !

“Ce la giochiamo” avevano detto tutti prima, con la segreta speranza di potercela fare…L’essere arrivati in finale, stavolta, aveva fatto assumere, in tutti gli ambienti juventini (società, squadra, tifoseria) più consapevolezza nella propria forza anche se nessuno si sarebbe mai sognato di paragonare il Barcellona alle solite avversarie italiane tipo Roma, Napoli e, da quest’anno, Lazio, tutte tenute sempre a debita distanza nel gioco e nella classifica.

La Juve, straprima in Italia negli ultimi quattro campionati, era chiamata a misurarsi con l’Europa e, questa vola, senza dichiararlo pubblicamente, arrivati in finale, c’eravamo illusi un pò tutti che, contro questa Juve imbattibile nei propri confini, quel meraviglioso giocattolo che si chiama Barça, funzionante da sempre, per una sola, misera, volta, si potesse inceppare, potesse almeno rallentare la sua cronometrica marcia e, per incoraggiarci, si finiva sempre col dire “proviamoci”, sperando che, almeno per una serata, il diavolo non fosse così brutto come veniva presentato da sempre.

Purtroppo, non è stato così e il Barcellona, impietosamente, ha mostrato ancora una volta la sua forza e la sua potenza, con la sola differenza che non ha stracciato l’avversario, non lo ha stradominato e umiliato come, ad esempio aveva fatto col grande Bayern, la concorrente più accreditata per contrastarlo. E questo, per un motivo molto semplice: la Juve, pur nella sua indiscutibile inferiorità, ha retto bene il confronto, forse con timore reverenziale solo nei primi minuti quando, con le solite quattro pennellate d’artista, il Barcellona è andato in vantaggio, facendo addirittura presagire una goleada; poi, grazie ad alcuni interventi di Buffon, degni di lui, si era riusciti ad evitare di chiudere in anticipo la partita, perché i catalani attuavano il loro estenuante pressing che li vedeva padroni del gioco (possesso di palla del 66%) ma senza concretizzare in termini di punteggio.

La Juve, dal canto suo, si era limitata a contenere i danni riuscendoci bene ma facendosi viva in area blaugrana solo ad un minuto dal termine con un tiraccio di Marchisio. Certo, un pò troppo poco per sperare di vincere ma lo svantaggio di un solo gol alla fine del primo tempo, serviva a mantenere accesa quella seppure esile fiammella e il pareggio di Morata, anche questo a conclusione di una splendida azione, ad inizio di ripresa, ringalluzziva tutti: tifo alle stelle, col Barcellona che a tratti sembrava stordito, è stato questo il periodo nel quale le differenze di valori non apparivano troppo distanti e in molti avevano sperato nel colpo che sovvertisse il risultato. Si registrava pure una, chiamiamola così, distrazione arbitrale di fronte ad un deciso atterramento di Pogba per il quale tutti invocavano il penalty, ma il Barcellona non capitolava e in una perfetta azione di contropiede infilava Buffon con Suarez. Anche se la Juve le tentava tutte per pareggiare, ci si avviava lentamente e con ansia, da ambo le parti, al sospirato 90′ che si prolungava di ulteriori 6′ nei quali il Barcellona chiudeva con il terzo gol di Neymar la partita con la vittoria che equivaleva alla quinta Champions e al triplete tanto desiderato. Alla fine, ha vinto la squadra più forte ma la compagine di Allegri se ne torna a casa, con una delusione ma con tante motivazioni che, certo, non fanno risultato né le consentono di entrare nella storia del torneo più importante, però, fanno comprendere a tutti che la Juve, d’ora in avanti, è entrata a far parte, a pieno titolo, delle squadre più forti d’Europa, rappresentando un’Italia calcistica in piena crisi e di questo tutti gli sportivi italiani devono renderle giusto merito.

Aver partecipato a 8 finali di Champions, vincendone solo 2, peraltro in epoche lontane, non è un bel record da evidenziare però, come ha affermato Arrigo Sacchi, è stato sempre meglio che essere usciti nelle fasi eliminatorie, come era successo più volte in precedenza.

Del Barcellona c’è da dire solo che ha rispettato le previsioni dall’alto della posizione di leader europeo e mondiale, dopo aver vinto, stravinto e accumulato trofei e record anche in quest’annata che, a metà strada, non sembrava particolarmente favorevole ma poi….strada facendo, uno dopo l’altro, ogni avversario si è dovuto arrendere. E di fronte ad una macchina così ben sincronizzata, anche la Juventus non avrebbe potuto fare di più.

Per questo e in ogni caso, è doveroso riconoscere i meriti della prima e unica squadra italiana a livello europeo: Juve, grazie lo stesso.

 

 

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