Carla Cantone (Spi-Cgil). È giunto il tempo di aprire una grande vertenza nazionale sulle pensioni

Carla Cantone (Spi-Cgil). È giunto il tempo di aprire una grande vertenza nazionale sulle pensioni

Dalla Festa di LiberEtà, il giornale del sindacato pensionati, Spi-Cgil, Carla Cantone, segretario generale, lancia l’apertura di una “grande vertenza sociale”  per “costruire – dice – coesione e giustizia”. La festa, giunta alla XXI edizione, ormai un appuntamento che richiama non solo anziani e pensionati, ma un punto di riferimento per tutta la Cgil innanzitutto, ma anche di forze sociali, di giovani, di studenti che con lo Spi hanno  da anni un rapporto molto significativo, si svolge a Genova. Cantone  da qualche giorno  è la candidata ufficiale  alla segreteria  generale  della Federazione europea dei pensionati e degli anziani ( Ferpa) aderente alla Confederazione dei sindacati europei ( Ces).

 Le risorse per il welfare? Vanno trovate dove ci sono. Intanto la patrimoniale sulle grandi rendite

La sua  candidatura è stata approvata alla unanimità, un voto molto importante per una organizzazione che conta più di dieci milioni di iscritti e può svolgere in Europa un ruolo di grande importanza. “Come  ti avevo detto quando mi era stata avanzata la proposta della Ferpa – mi dice –  il nuovo incarico non mi terrà lontana dallo Spi, lascerò solo alla scadenza del mio mandato. Insomma non viene meno il mio impegno. La vertenza che penso si deve  aprire mi vedrà ben presente.” E subito previene la domanda: ma le risorse per il welfare? “Vanno trovate dove ci sono – afferma – con la patrimoniale sulle grandi rendite. Bisogna eliminare i grandi e antichi sprechi che fanno del nostro paese un paese povero per i poveri e ricco per i ricchi.

Penso a una sinistra che dia al Paese una identità di uguaglianza e libertà”

Questa è la nostra idea di solidarietà e per una sinistra che dia al nostro paese quell’identità di uguaglianza e libertà che si è conquistata 70 anni fa con la Costituzione”. “Il welfare – prosegue – non è una noiosa richiesta di anziani e pensionati, ma una opportunità di lavoro, sviluppo e democrazia. Per l’Italia e per l’Europa.” Richiama il Piano del Lavoro, proposte concrete messe a punto dalla Cgil con le quali governo e forze politiche si devono confrontare, “perché il welfare è assistenza, servizi all’infanzia, scuola, casa, sicurezza, tutela ambientale, trasporti, città sicure. Investire nel welfare significa proteggere il nostro paese, valorizzarlo, difendere le tante conquiste realizzate negli scorsi decenni”. Ma le orecchie che dovrebbero sentire sembrano colpite da sordità. La Festa di LiberEtà è dedicata al lavoro.

I giovani, una generazione abbandonata. Le aziende pensano più ai profitti che ad investire sul lavoro

“Senza lavoro – dice Cantone – non c’è dignità”. E parla dei giovani, un chiodo fisso. Mentre in tanti si esercitano, dissertano sullo scontro fra giovani e anziani, la segretaria generale dello Spi opera perché giovani e anziani, insieme, possano fare insieme tanta strada. Dice: “I giovani, una generazione abbandonata da chi dovrebbe creare lavoro e non lo crea.

Le aziende hanno pensato più ai loro profitti che a investire nel lavoro. Occorre smetterla di aiutare solo le imprese, soprattutto quelle che delocalizzano all’estero per sfruttare manodopera a basso costo, dove il sindacato non c’è. Il presidente di Confindustria Squinzi non si può tirare fuori da questi discorsi, ma  si deve assumer le proprie responsabilità”. Indica alcuni dei grandi problemi da affrontare: basta con i vitalizi, togliere i privilegi a tutti i corrotti, dare più diritti a chi lavora e a chi ha diritto alla pensione, combattere il lavoro nero e illegale”.  E torna sul discorso delle risorse per il welfare. Non ha dubbi, “vanno chieste a chi si arricchisce illecitamente, a chi ha due, tre, quattro pensioni”. Poi sbotta, lo fa di rado, i suoi interventi, anche in tv dove è molto richiesta, sono sempre pacati, una punta di ironia non guasta mai. Ma quando si toccano i pensionati  non le manda  a dire: “Bisogna smetterla di far sentire in colpa chi colpe non ha, cioè i pensionati. E smetterla – afferma – di incitare allo scontro intergenerazionale, stroncare la vergognosa campagna denigratoria e diffamatoria in corso contro anziani e pensionati. Più sono ricchi e guadagnano, più alta è la loro cattiveria verso chi la pensione se l’è guadagnata con il lavoro. Il  70% dei pensionati italiani vive con meno di mille euro al mese e sono i più tartassati d’Europa”. La interrompo, mi guarda male, “ma sai quante ne avrei da dire”.

La Consulta ha sancito un diritto. I diritti costituzionali vanno rispettati

Allora dimmene una al volo, ti ricordo la recente sentenza della Corte costituzionale… Non lascia finire: “La Consulta ha sancito un diritto. I diritti costituzionali devono essere rispettati, soprattutto quelli di chi sta sotto i livelli di povertà: più bassa è la pensione, e più quei pensionati si sono impoveriti negli ultimi anni”. Ma dopo i fuochi, di paglia, dibattiti, interventi di Renzi, di ministri, da Padoan a Poletti, di esperti, l’argomento sembra essere scomparso dalla scena nazionale. “Il sindacato – risponde –  deve mettere in campo le sue armi, che non sono poche. Penso che insieme alla Cgil, alle altre organizzazioni, si debba aprire grande vertenza del sistema pensionistico, per mettere in discussione la riforma Fornero, che troppi danni ha fatto a tutti. Apriamo la vertenza pensioni per costruire più tutele per i giovani, per gli anziani, per gli esodati. Ripartiamo dalla piattaforma unitaria dei pensionati, perché la sentenza della Consulta non ha risolto tutti i problemi, sopratutto di chi, mese per mese, è sempre più in difficoltà economiche”.

 

 

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