Ballottaggi: fiducia in Renzi, speranza in Salvini o una possibilità ai 5 Stelle?

Ballottaggi: fiducia in Renzi, speranza in Salvini o una possibilità ai 5 Stelle?

Renzi, Salvini e Grillo (o, per essere precisi, Di Maio, divenuto ormai l’anima e il portavoce più illustre del Movimento 5 Stelle): ancora una volta, saranno loro a contendersi la vittoria ai ballottaggi delle Amministrative che si svolgeranno domani e, per quanto riguarda la Sicilia, anche lunedì, vedendo al voto oltre due milioni di cittadini.

Perché sì, si vota per i comuni, talvolta anche per comuni molto piccoli, ma è inutile nascondersi l’evidenza: se dovesse prevalere il PD, Renzi potrebbe dire che il Paese è ancora con lui, pronto a proseguire lungo il sentiero delle riforme avviate; se dovesse prevalere il leghismo lepenista di Salvini, il leader del Carroccio si accrediterebbe ulteriormente come sfidante dell’altro Matteo e potrebbe lanciarsi nella sfida di costruire un’unica, grande lista di centrodestra insieme a una Forza Italia ormai deberlusconizzata e ai Fratelli d’Italia della Meloni; se dovessero avere la meglio i 5 Stelle, infine, per l’esecutivo sarebbero dolori perché diverrebbe centrale il tema della “questione morale” e le urne, già probabili nella prossima primavera, si avvicinerebbero sempre di più.

Cosa accadrà, dunque, in questi ballottaggi?

Partiamo da Venezia, dove il candidato del centrosinistra Felice Casson parte con dieci punti di vantaggio sull’imprenditore Luigi Brugnaro, sostenuto da Forza Italia e Lega e i maligni sospettano anche dall’ala più renziana del Partito Democratico, da sempre ostile a Casson e non certo contenta della sua netta affermazione alle primarie. Dalla sua, invece, il candidato del centrosinistra può contare sui voti di un’ampia parte della base grillina che, al di là del rifiuto del Movimento 5 Stelle di apparentarsi ufficialmente, è molto vicina alle posizioni del senatore democratico, saggio nel far proprio il programma stellino e agevolato dai numerosi endorsment a suo favore da parte dei cosiddetti “intellettuali d’area” (da Travaglio a Rodotà, da Scanzi al giudice Imposimato, candidato dei 5 Stelle alla Presidenza della Repubblica).

Dovrebbe, dunque, farcela ma, se vittoria sarà, sarà sofferta e con un margine ristretto.

Sempre in Veneto va al ballottaggio Rovigo, dove il candidato del centrodestra Massimo Bergamin, pur partendo in svantaggio, grazie alla ritrovata unità del centrodestra, è dato per favorito sulla candidata del centrosinistra Nadia Romeo. Anche qui, sarà una sfida all’ultimo voto e molto, moltissimo conterà l’astensione, la cui percentuale si prevede piuttosto alta a causa della crisi economica e dello sfarinamento del tessuto sociale che ha travolto l’intero Nord-Est.

Mattia Palazzi e Paola Bulbarelli, rispettivamente per il centrosinistra e per il centrodestra, si contenderanno invece il comune di Mantova, dove però Palazzi parte con oltre venti punti di vantaggio e, pertanto, non dovrebbe incontrare particolari difficoltà nel succedere al sindaco uscente di centrodestra, Nicola Sodano.

A Lecco, interessante sfida fra Renzi e Salvini, con il sindaco uscente Virginio Brivio per cui si è mobilitato addirittura il ministro Boschi e lo sfidante leghista Alberto Negrini per cui si è mosso il leader in felpa in prima persona.

Potrebbe essere un antipasto della prossima primavera?

Meno scontata del previsto la sfida ad Arezzo, patria di Fanfani e del ministro Boschi. È vero, infatti, che Matteo Bracciali del Partito Democratico parte con un vantaggio di quasi nove punti sullo sfidante del centrodestra, Alessandro Ghinelli, ma anche qui non sarà per nulla semplice riconquistare i cuori degli elettori delusi e molto conterà, ancora una volta, l’astensionismo.

A Fermo, la sfida sarà fra Pasquale Antonio Zaccheo (centrosinistra) e il civico Paolo Calcinaro, con il Movimento 5 Stelle che si tira fuori dalla competizione e lascia libertà di voto, motivando la scelta con il netto dissenso e la presa di distanza da entrambi i candidati su tutti i temi cardine del movimento.

Dovrebbe prevalere Zaccheo ma non c’è niente di scontato e anche qui l’astensione avrà il suo impatto.

A Macerata, Romano Carancini del centrosinistra parte in netto vantaggio rispetto alla sfidante del centrodestra, Deborah Pantana, la quale punta molto sul salvinismo e sul contrasto all’immigrazione per tentare di recuperare un distacco che appare abissale.

Dovrebbe vincere senza patemi d’animo l’uscente Carancini ma un pizzico di scaramanzia è d’obbligo.

A Chieti, invece, è in vantaggio il centrodestra con Umberto Di Primio, tallonato da Luigi Febo del centrosinistra. Anche in questo caso, il Movimento 5 Stelle si tiene neutrale, non considerando all’altezza e in sintonia col proprio programma nessuno dei contendenti. Deciderà, dunque, l’astensione e la capacità di convincere i cosiddetti elettori “last minute” dei due candidati che se la giocano sul filo.

Amedeo Bottaro (centrosinistra) e Tonino Florio (centrodestra), entrambi avvocati, il primo amministrativista, il secondo penalista, sono i due sfidanti a Trani, in Puglia, terra di Raffaele Fitto e delle divisioni sanguinose nel centrodestra. Non a caso, il primo parte in netto vantaggio sul secondo e, a meno di cataclismi, dovrebbe farcela senza particolari problemi.

La sfida di Matera, invece, si gioca fra Salvatore Adduce del centrosinistra e Raffaello De Ruggieri del centrodestra e sarà interessante seguirla soprattutto in vista dell’evento di Matera capitale europea della cultura del 2019.

Un ballottaggio tutto da seguire, sperando che a vincere non sia l’astensione.

Infine Nuoro, dove Alessandro Bianchi del centrosinistra parte leggermente favorito rispetto al civico Andrea Soddu. Anche in questo caso, a decidere l’esito della contesa saranno l’astensione e i  voti grillini.

A proposito del Movimento 5 Stelle, in conclusione, è doveroso segnalare che sono diversi i comuni in cui gli stellini sono arrivati al ballottaggio: comuni piccoli, magari, ma non per questo meno influenti. E considerando che nel 2012 l’avanzata grillina partì da Parma e dalla Sicilia, sarebbe molto grave sottovalutare i risultati di Venaria Reale, Porto Torres, Gela, Augusta e Quarto, di cui vi daremo ampiamente conto. Possiamo dirvi sin d’ora che, soprattutto in Sicilia, le piazze del Movimento erano sempre piene ed estremamente vive (forse anche per le ragioni che si leggono sul sito del Movimento 5 Stelle Sicilia: “Il M5S riaccorcia le distanze tra Palermo e Catania. Saranno i soldi cui rinunciano mensilmente i 14 parlamentari Cinquestelle all’ARS a finanziare la realizzazione della strada a ridosso del paese di Caltavuturo che permetterà ai siciliani di fare la spola tra la Sicilia occidentale e quella orientale con meno disagi e con oltre quaranta minuti in meno rispetto ai tempi di percorrenza attuali. Una volta completata (massimo in un mese) la strada consentirà infatti ai tantissimi automobilisti in marcia sulla A19 di evitare il lungo e tortuosissimo giro da Polizzi, che attualmente li costringe ad “arrampicarsi” sulle montagne  per bypassare il tratto di autostrada interdetto  dopo il crollo del pilone del ponte Himera”), proprio come tre anni fa, quando sottovalutammo erroneamente la nuotata di Grillo e una campagna elettorale condotta con pochi soldi, tanta passione e quel pizzico d’incoscienza che non guasta mai.

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