Arresti e denunce per i rimborsi ‘truffa’ in Regione Calabria

Arresti e denunce per i rimborsi ‘truffa’ in Regione Calabria

Nuovo ciclone giudiziario per i rimborsi ai politici eletti ed impegnati nei Consigli Regionali. Questa volta, dopo i casi registrati in quasi tutte le Assemblee regionali, è stata la volta della Calabria. Le accuse identiche alle altre tornate giudiziarie: peculato e falso nella gestione dei fondi destinati alle attività dei Gruppi politici. I militari della Guardia di Finanza, su disposizione della magistratura di Reggio Calabria hanno disposto tre ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e cinque ordinanze di divieto di dimora. Nel corso dell’operazione, chiamata in codice “Erga Omnes”, sono stati sequestrati anche beni per 2,5 milioni di euro nei confronti di 27 indagati. Le indagini, effettuate anche attraverso intercettazioni telefoniche e accertamenti bancari, avrebbero consentito di individuare discrasie tra le movimentazioni ed i saldi in conto corrente dei gruppi consiliari regionali negli anni 2010/2011/2012 e le presentazioni del rendiconto annuale. 
In alcuni casi sarebbe stata riscontrata anche la presentazione di una doppia documentazione di spese per ottenere un doppio rimborso. Tra i destinatari di ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari anche il senatore dell’Ncd, Giovanni Bilardi. E visto che si tratta di un esponente parlamentare l’ordine di arresto non è stato eseguito dai militari delle Fiamme Gialle in attesa dell’autorizzazione a procedere. Secondo i primi riscontri delle Fiamme Gialle, tra le spese rendicontate e rimborsate ai consiglieri, viaggi vacanza all’estero, multe, acquisto di televisori per la casa, tablet e smartphone. Il periodo delle indagini abbraccia il triennio 2010-2012 per tutti i gruppi consiliari, tranne che per i gruppi di Forza Italia e Alleanza Nazionale, nel cui caso sono stati esaminati anche gli anni ricompresi dal 2007 al 2010. Il procuratore aggiunto Gaetano Paci, che ha ereditato l’indagine dal collega Ottavio Sferlazza, che recentemente ha lasciato la Procura di Reggio per assumere il ruolo di capo di quella di Palmi.

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