Jurassic World: i dinosauri tornano ad essere protagonisti

Jurassic World: i dinosauri tornano ad essere protagonisti

Sono passati ormai ventidue anni dalla colossale esperienza di Jurassic Park.

 Era il lontano 1993, ed un astutissimo Steven Spilberg, dopo aver letto l’omonimo libro di Michael Crichton, ne acquistava i diritti, fiutando le straordinarie capacità di quel racconto e proponendone subito una trasposizione cinematografica.

Al botteghino fu subito un successo, un vero e proprio fenomeno mediatico che influenzò un’ intera generazione di bambini ed adolescenti, diventando un cult non solo nel mondo del cinema, ma anche nell’immaginario collettivo degli anni ’90. I due sequel non ebbero lo stesso successo del primo capitolo della saga e così, dopo l’anonimo passaggio nelle sale di Jurassic Park III (2001), firmato Joe Johonston, la dinosauro-mania sembrò concludersi, trascinata via nel dimenticatoio del vecchio millennio. Ma quando ormai nessuno credeva più alla possibilità di una nuova avventura oltre i confini del tempo, ecco che il susseguirsi di rumors è diventato finalmente realtà.

Jurassic World, primo nuovo capitolo di una quanto mai probabile nuova trilogia, esce nelle sale dopo una campagna pubblicitaria massiccia, che ha interessato non solo i soliti mezzi di comunicazione, ma anche i più importanti social network.
La nostalgia è tanta, soprattutto se si compara questa operazione mediatica con quella avvenuta per Jurassic Park.

I tempi sono cambiati e, nonostante l’apparente trama affidata esclusivamente a fervori fantascientifici, il regista Colin Trevorrow riesce a fotografare questo cambiamento in maniera ottimale, non disdegnando un citazionismo che spesso e volentieri rimanda ai precedenti film.

Il parco a tema in cui poter ammirare da vicino animali vissuti milioni di anni fa è diventato finalmente realtà, grazie al magnate indiano Simon Masrani. La gente però si abitua presto alle novità, per cui un’equipe specializzata ha studiato il modo per far crescere un ibrido di proporzioni mastodontiche, un Godzilla moderno che, sin da subito, porterà scompiglio nel parco.

In una generale sensazione di stupore, aiutata anche dalla possibilità di vedere, per la prima volta nella storia di Jurassic Park, i dinosauri in 3D, la critica ad una società sempre più assetata di sangue ed orrore, resta molto forte.

E così il lunapark diventa metafora di una società troppo abituata agli eccessi, assuefatta al dolore e alla spettacolarizzazione. Una critica profonda e ben delineata, in un film che sicuramente conferma le aspettative di divertimento, ma che  forse diventa quasi contraddittorio nelle esagerazioni del finale.

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