Vertice europeo di Riga: buone notizie per la Grecia, anzi no. Cameron conferma il referendum Brexit

Vertice europeo di Riga: buone notizie per la Grecia, anzi no. Cameron conferma il referendum Brexit

A Riga, in Lettonia, ha avuto luogo un vertice europeo sul tema del cosiddetto “partenariato orientale”, ovvero, su come orientare al meglio i rapporti tra la UE e sei paesi della ex Unione Sovietica, tra i quali l’Ucraina, la Georgia e l’Azerbaigian. Si è svolto a Riga per effetto della presidenza semestrale di turno del Consiglio europeo, che spetta fino al primo luglio alla Lettonia. Nonostante le 10 pagine in cui sono state condensate le linee delle relazioni tra i sei paesi orientali e la UE, su temi scottanti, quali le relazioni commerciali, la mobilità, l’energia, sono stati altri i temi su cui i capi di stato e di governo hanno dovuto confrontarsi quasi in modo inevitabile: la presenza di Tsipras ha garantito visibilità alla questione greca e alla ricerca di soluzioni possibili nel breve periodo, mentre l’arrivo di David Cameron da nuovo premier britannico vincente ha imposto una prima riflessione sulla cosiddetta Brexit, ovvero sul referendum relativo alla permanenza del Regno Unito nella UE.

Gli accordi di partenariato orientale

Per quanto riguarda i temi relativi al “partenariato orientale”, la sostanza dell’accordo è un impegno economico ulteriore per l’Ucraina, altri 1,6 miliardi di euro, oltre agli 1,2 miliardi già dati, e una maggiore apertura del regime dei visti d’ingresso sul modello moldavo. Per il resto, nel corso della conferenza stampa “più noiosa cui un giornalista abbia mai assistito” (la testimonianza è di un giornalista di una nota agenzia di stampa internazionale), il presidente Tusk ha detto con chiarezza che “nessuno ha promesso che i colloqui sul partenariato sono la strada maestra per l’adesione alla UE. Si tratta solo di un’alleanza, di lungo periodo. Siamo giunti dove potevamo giungere”. Per quanto riguarda il regime dei visti, la UE si è impegnata a liberalizzare gli ingress per I cittadini della Georgia e dell’Ucraina, ma occorre un voto unanime dei 28 paesi.

I colloqui Tsipras, Merkel e Hollande

Più complessa, naturalmente, la partita greca, al centro di colloqui trilaterali tra Tsipras, Hollande e Merkel, che si sono svolti nella notte e nella mattinata di martedì, parallelamente al summit sul partenariato. Al termine di questi incontri trilaterali sono state fornite due versioni, una ottimistica da parte greca, e una più cauta da parte tedesca e francese.  Alexis Tsipras, nella mattina di venerdì ha dichiarato: “i colloqui di ieri sera con la cancelliera Angela Merkel e col presidente Francois Hollande sono stati costruttivi e tenuti in un’atmosfera buona e cordiale. Sono ottimista sul fatto che arriveremo presto a dare soluzioni stabili, di lungo termine e soddisfacenti agli errori del passato – e sul fatto che la Grecia tornerà a crescere. Sono ottimista”. Gli errori del passato si riferiscono alla spirale debito-deflazione che la Grecia sostiene di voler evitare. Sempre da fonti greche, si fa rilevare che Merkel e Hollande “hanno compreso le necessità di un accordo dilungo periodo”, e hanno detto di essere “pronti a contribuire personalmente, se necessario, alla conclusione rapida dell’accordo”. Il portavoce del governo greco, Gabriel Sakellaridis, si è perfino spinto a dichiarare che “esistono le condizioni mature perché i colloqui vadano fino in fondo e nei prossimi 10 giorni si potrà firmare l’accordo”. La data non è casuale, perché tra la fine di maggio e l’inizio di giugno vi sono scadenze economiche importanti per la Grecia, rate da molti miliardi di euro da rimborsare alla BCE e al Fondo Monetario. Infatti, lo stesso Sakellaridis ha detto alla tv greca Skai che l’accordo permetterebbe ad Atene di pagare le rate di giugno, e di aderire al programma di Quantitative Easing di Draghi. “L’inclusione nel programma di Quantitative Easing della BCE rientra nel quadro delle priorità del governo greco”, ha detto Sakellaridis.

Dal canto suo, Angela Merkel ha invece sprizzato cautela sui colloqui con Tsipras. “Scambio cordiale e costruttivo”, ha detti la Merkel ai cronisti, “ma è chiaro che deve esserci ancora molto lavoro da fare con le tre istituzioni. C’è ancora molto da fare. Francia e Germania hanno offerto alla Grecia e al premier greco l’impegno sul fatto che qualunque sia la questiona da discutere e ovunque vi sia necessità, l’aiuto sarà fornito. Però, occorre trovare le conclusioni con le tre istituzioni, e ciò richiede tanto tanto lavoro””.

La replica di Lagarde, FMI

Da Rio de Janeiro è giunta quasi immediata la replica ai colloqui tra Tsipras, Merkel e Hollande, da parte di Christine Lagarde, il grande capo del Fondo Monetario Internazionale, uno dei principali creditori della Grecia: “so che c’è tanto lavoro da fare. Le parti stanno lavorando proprio ora. Si ricevono proposte, si lavora in collaborazione, e continueremo a farlo il più rapidamente possibile. Dev’essere un approccio complessivo, non un lavoro sporco e veloce”.

Cameron conferma il referendum

Nel corso della conferenza stampa tenuta nel tardo pomeriggio di venerdì, il premier Cameron ha precisato: “sento di avere il sostegno del popolo britannico – faremo il referendum e decideremo. È una questione di fiducia nei confronti dei britannici. Abbiamo considerato tutti i cambiamenti effettuati in base ai Trattati, da Nizza a Lisbona… i cittadini che hanno meno di 58 anni non hanno mai avuto modo di esprimere un parere sull’appartenenza alla UE”.

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