Scuola. Indecente Tg3 elimina i sindacati. L’autoritarismo in cattedra: achtung insegnanti, vi precettiamo

Scuola. Indecente Tg3 elimina i sindacati. L’autoritarismo in cattedra: achtung insegnanti, vi precettiamo

Singolare coincidenza fra un indecente Tg3, quello della notte con l’intervento  del cosiddetto garante degli scioperi, un tal  Roberto Alessi, il quale avverte gli insegnanti: il blocco degli scrutini è illegittimo ed io vi precetto. Questo signore, pagato dallo Stato, non è nuovo a sortite di questo tipo, che non sono ovviamente solo farina del suo sacco. Ma prima di parlare dovrebbe pensarci due volte, perché se i docenti decidono di scioperare nei giorni in cui nelle scuole si svolgono gli scrutini, diversi da istituto a istituto, lui vieta lo sciopero, diritto fondante delle libertà democratiche?

 Grave intimidazione da parte del cosiddetto garante degli scioperi

Del signor Alessi, della sua intimidazione, si fa portavoce il Tg3 della notte. Certo che la notizia andava data ma, non ci dovrebbe essere bisogno di ricordarlo ai colleghi del tg diretto da Bianca Berlinguer, l’informazione ha il dovere della completezza. Proprio quello che il tg ha fatto escludendo una delle parti in causa, i sindacati. In studio due signore, una tal  Elena Centemero, deputata di Forza Italia che si scopre essere  dirigente scolastico, altra tale Simona Malpezzi, deputata, in collegamento video un tale Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli, chiamato anche a consulto dalla Commissione cultura della  Camera, non si sa perché. La Fondazione Agnelli di cui si dice pienamente autonoma da Fiat è presieduta da Maria Sole Agnelli, vicepresidente John  Elkan, annovera  Sergio Marchionne fra i consiglieri. Insomma un bell’impatto di autonomia. Sul tavolo degli accusati il conduttore Mannoni mette i sindacati. Le due signore inorridiscono all’idea del blocco degli scrutini, nel caso non potrebbe essere eterno, non viene loro a mente l’esistenza del diritto di sciopero. Trattano i dirigenti dei sindacati come fossero dei “forconi”. Ambedue, con un aiutino del conduttore, esaltano la “riforma”e il presidente Renzi. Quella di Forza Italia dice che il disegno di legge si muove nel solco della “riforma” Gelmini, Mannoni si accorge che Malpezzi è imbarazzata, essendo lei una che si vanta di essere scesa in piazza contro la “Gelmini” allora, dopo due o tre “insomma” dice che è meglio “non entrare in polemica”.

Scambio di cortesie fra deputate di Forza Italia e del Pd: ma quanto è bella la riforma

Le due sono pappa e ciccia, il moderato in questo caso è proprio il direttore della Fondazione targata Fiat. E altrettanto fa quando Malpezzi accenna a una legge che ha odore di centrosinistra, cosa che dispiace a Centemero. Ambedue si esaltano quando parlano del “merito”. Finalmente gli insegnanti verranno valutati e classificati e già che c’erano esultano di fronte alla figura di un preside “forte”, che tanto piace alla ministra Giannini. Brutti, sporchi e cattivi questi docenti, finalmente qualcuno vi mette in riga. Riflessione: ci sarà una sorta di campionato dei docenti, come quello di calcio, serie A, B,C, e via verso il fondo. Ci saranno scuole dei primi in classifica, magari nelle grandi città, dai secondi fino agli ultimi, nelle campagne, magari nel Mezzogiorno. Il problema è un altro, riguarda la formazione degli insegnanti, l’aggiornamento, l’uguaglianza nel diritto alla istruzione dei giovani. A proposito di studenti, un’altra accusa fatta ai docenti riguarda il boicottaggio dei test Invalsi. Sarebbero stati loro a sobillare gli studenti, ci credono anche i giornalini, con editorialisti svagati, distratti, tutti preso nell’elogio del renzismo imperante. Se avessero letto qualche presa di posizione delle  organizzazioni degli studenti non avrebbero scritto tante sciocchezze. Perché proprio da loro parte questa iniziativa che ha avuto successo. Forse anche il conduttore del Tg3 era all’oscuro.

Ignorati scioperi, manifestazioni, i temi al centro delle lotte

Se avesse invitato qualche dirigente sindacale, qualche studente, avrebbe avuto modo anche di parlare delle lotte di questi giorni, dello sciopero, dei cinquecentomila in piazza, dei flash mob che si susseguono, dei sit in davanti a Montecitorio. Ma tutto ciò non si può fare. Altrimenti la lavagna di  Renzi Matteo, maestro e insieme capoclasse, vi segna fra i cattivi. Del resto lo ha fatto anche con la ministra Giannini, un prestanome a buon mercato, accusata , certo senza mai nominarla ma era lei l’indirizzo, di aver fatto la comunicazione sbagliata. Lei si è risentita, ma non c’è niente da fare. L’uomo solo al comando è fatto così. Sulla sua strada ha trovato un ostacolo, un passaggio a livello sbarrato. Quello di un grande movimento di massa, docenti, personale della scuola, studenti, famiglie. Difficile nasconderlo, anche se il Tg3 della notte ci ha provato. E già questo è molto grave.

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