Scuola. Contro la “riforma” al Pantheon assemblea con i parlamentari. Fassina: se non cambia la legge lascio il Pd

Scuola. Contro la “riforma” al Pantheon assemblea con i parlamentari. Fassina: se non cambia la legge lascio il Pd

Si dice “pronto a discutere nel merito di tutto, con tutti, dalla scuola alla P.A.” ma alla prova del fuoco, la verità è altra. Matteo Renzi accelera e, nel giorno in cui in Aula alla Camera passano i primi articoli del disegno di legge sulla  scuola, avverte che “dopo aver discusso, si decide perché  l’Italia non può più perdere tempo”. Come dire, decido io. Non l’hanno presa bene docenti e studenti che manifestavano  al Pantheon la carta giocata da Renzi che, dopo aver usato il bastone, o meglio il gesso e la lavagna, ha offerto la classica carota. Nel caso, due deputate del Pd, Anna Ascani e Simona Malpezzi, “autorizzate” a partecipare all’incontro promosso da tutti i sindacati. Una scelta infelice, le due sono state contestate. La Malpezzi fra l’altro proprio giovedì sera si era esibita in un siparietto al Tg3in cui aveva portato dure critiche ai sindacati e ai lavoratori della scuola elogiando a più non posso la legge Renzi-Giannini, in questo sostenuta da un’altra deputata, Centemero, Forza Italia.

 Renzi ancora non ha trovato il tempo di un faccia a faccia con i sindacati

 L’incontro con i parlamentari, un altro è previsto per mercoledì quando la legge dovrebbe essere approvata definitivamente, si è trasformato in una assemblea all’aperto, un lungo pomeriggio di discussioni, confronto con staffette che si muovevano fra il Pantheon e Montecitorio. Renzi aveva cercato di rimediare a quanto affermato dal garante degli scioperi, il quale aveva minacciato la precettazione dei docenti  se vi fosse stato il blocco degli scrutini. “È prematuro – dice il premier – non penso che gli insegnanti bloccheranno gli scrutini”.  Ma il rimedio è stato peggiore del male. L’intimidazione è stata respinta. Al premier i sindacati chiedono un vero confronto, ancora non ha avuto il tempo e la voglia di incontrare i rappresentanti dei lavoratori.

La maggioranza è stata  battuta nel voto su un emendamento

I commenti sulla esibizione del premier nel video durato ben 17 minuti, lavagna e gesso, meglio non riferirli. Qualcuno ha parlato di “libro e moschetto” riferendosi ad altri tempi. Molti i parlamentari presenti. La seduta era stata sospesa su richiesta del capogruppo di Sel Scotto. Fra l’altro dopo la ripresa dei lavori la maggioranza è andata sotto su un emendamento che i renziadi si sono affrettati a definire tecnico, un incidente di percorso, dicono, ma in realtà questo voto scotta, preoccupa molto la ministra Giannini, la Boschi, assistente in capo del premier e lo stesso premier. Sono molti i deputati nella piazza del Pantheon. Anche alcuni del Pd vengono contestati. “La sinistra – dice un manifestante rivolto a Stefano Fassina – non si svende”. L’ex viceministro aveva già dato risposte chiare sul suo impegno per cambiare verso alla legge.

L’ex viceministro: il pezzo del Pd che sta fuori dai palazzi è fuori anche dal Pd

 Lo ha ribadito intervistato da Omnibus. “Senza correzioni alla legge sulla scuola il mio passaggio nel Pd si conclude – ha affermato – la scuola è il passaggio decisivo”. Ribadisce “l’impegno a correggere la riforma e a valutare al fine di continuare un percorso che è molto compromesso dopo la svolta in senso liberista sul lavoro, dopo i passaggi sulla democrazia che hanno avuto, per quanto mi riguarda, un segno plebiscitario”. “La mia scelta – ha proseguito – è seriamente legata a quello che avverrà sul disegno di legge scuola: al Senato lo spazio per miglioramenti profondi non è ancora chiuso. Nel giro di poche settimane vedremo”. “Mi sto accorgendo – conclude – che tanto Pd se n’è già andato”. “Un pezzo del partito l’abbiamo già perso. Questo pezzo del Pd che sta fuori dai palazzi è ormai fuori anche dal Pd”. In piazza sono molti  i deputati della minoranza dei Democrat. C’è Gianni Cuperlo, Alfredo D’Attorre, ci  sono Epifani, Stumpo, Giorgis, Enza Bruno Bossio, Danilo Leva e altri di area riformista. C’è Pippo Civati, da pochi giorni dimissionario dal Pd.

Enrico Letta: “Ho l’impressione che si sia partiti col piede sbagliato”

L’ex presidente del Consiglio, Enrico Letta, molto critico nei confronti del disegno di legge  afferma: “Ho l’impressione che si sia partiti con il piede sbagliato. La riforma deve essere fatta per bene, non bisogna fare una riforma tanto per dire di averla fatta”. Ci sono i deputati di Sel con il capogruppo Scotto, pieno sostegno alla lotta del mondo della scuola quelli del M5S con Di  Battista che se la prende con il Pd. Presente anche Rampelli per Fratelli d’Italia.

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