Roma e Lazio battute da Milan e Inter, Napoli polemico pari. Giornata delle occasioni mancate e tanti veleni.

Roma e Lazio battute da Milan e Inter, Napoli polemico pari. Giornata delle occasioni mancate e tanti veleni.

È stata la giornata delle occasioni mancate da parte delle prime squadre che ambiscono alle qualificazioni europee: la sorpresa è venuta dalle milanesi che hanno superato le romane (con le reti di due ex….), paralizzandole entrambe in quella rincorsa al secondo posto, quello “sicuro”  in Champions,  al quale entrambe puntano quale briciola residua lasciata dalla Juve di un altro pianeta.

Roma, ritorno al grigiore.  La Roma, dopo due vittoriose partite con un corposo bottino di gol (5-0) arrivava a Milano fiduciosa di confermare la positiva inversione di rotta dopo mesi di insignificanti e deleteri pareggi;  l’avversario di turno era di quelli abbordabili, un Milan proveniente da tre sconfitte consecutive, in piena crisi tecnica e societaria, privo di un minimo di gioco, insomma, con tutti i requisiti per l’ennesima sconfitta.  Invece,  gli uomini di Garcia fanno un pericoloso passo indietro, lasciando troppo spazio all’avversario consentendogli, alla fine, di uscire  tunnel nel quale si era cacciato, e, soprattutto, lasciandogli tre punti che, per i rossoneri, non servono a nulla, ma, per i giallorossi, potrebbero pesare nella conta finale.  La delusione per la sconfitta, in casa romanista, in serata veniva attenuata dall’analoga battuta d’arresto della Lazio con il punticino di vantaggio rimasto intatto ma lo stesso è ben poca cosa a tre giornate dal termine e con un derby ancora da disputare, alla penultima.

Lazio battuta dal team arbitrale.  Lazio-Inter era una partita importante, da tripla A, perché entrambe le squadre miravano a vincerla:  per la Champions, l’una e per alimentare qualche speranza dell’Europa League,  l’altra. Questo delicato contesto imponeva che la stessa venisse affidata ad un arbitro esperto, tosto, abituato a sfide di questo livello, invece il designatore Messina manda all’Olimpico il giovane, ancorché recente internazionale, Massa di Imperia che, di fatto,  malamente aiutato da tre ciechi collaboratori (Damato e Candussio arbitri di linea e Passeri, assistente)  con le sue decisioni, confeziona il risultato a favore dell’Inter. Viene convalidato un gol ad Hernanes con ben tre interisti abbondantemente in fuori gioco dei quali, uno, ostacola la visuale di Marchetti che si becca pure l’ammonizione per (giuste) proteste; a mezz’ora dal termine, viene concesso un rigore molto dubbio con espulsione di Marchetti, (per fortuna che Berisha lo para), analoga a quella di Mauricio al 25′, in occasione della prima segnatura di Hernanes. Tralasciamo altre perle del sestetto arbitrale, fra cui un inesistente fuorigioco di Candreva lanciato a rete. A fine gara, persino Mancini, con molta correttezza riconosce qualche errore arbitrale.  Comunque, al di là di queste sfortunate circostanze, la Lazio si consola grazie alla sconfitta della Roma e,  con prossimo, importante,  il rientro di  de Vrij  in difesa,  dovrebbe registrare il reparto arretrato che ha risentito non poco di quest’assenza.

Napoli, occasionissima sciupata. Ancora poco gioco e tante proteste (stavolta, però, da parte degli avversari), questo l’esito finale della partita del Napoli a Parma. Dopo il pari casalingo con il Dnipro e la sfuriata europea di De Laurentiis contro Fifa e Platini, il Napoli bissa il risultato in Emilia, accendendo gli animi per presunte pressioni sui giocatori locali colpevoli di troppo impegno nonostante fossero “falliti e retrocessi”. Se persino il pacato  Donadoni, alla fine è sbottato, definendo vergognose le cose dette dal clan partenopeo durante la partita, allora qualcosa di vero ci deve pur essere stato. Fra gli azzurri, bocche cucite, con qualche flebile accenno su twitter a proteste solo per le perdite di tempo da parte dei parmensi. Davvero troppo poco per una compagine che puntava a riacciuffare le romane per  un posto in Champions, ed ora si va in Ucraina per conquistare la finale in Europa League che, se vinta, potrebbe consentire l’accesso in Champions.

Delle altre…. La Juve, con la squadra B ha pareggiato in casa col Cagliari grazie ad un gol del rientrante Pogba, con la mente e gli interessi rivolti in terra di Spagna. La Fiorentina e  la Sampdoria hanno vinto fuori casa per mantenersi in zona europea, alla quale, seppure staccata, continua a fare un pensierino anche l’Inter. Pirotecnico 2-2 nel derby veronese con Toni ancora a segno.  In zona retrocessione, la matematica spedisce il Cesena in B, dopo la sconfitta casalinga col Sassuolo che, a sua volta è salvo.  All’Atalanta necessita ancora di un punto per affossare il Cagliari nei confronti del quale è in vantaggio negli scontri diretti.

Settimana di fuoco europeo. La Juve mercoledì a Madrid, contro il depresso Real, si gioca l’accesso alla finale di Champions presumibilmente contro il pimpante Barcellona. In Europa League, giovedì, oltre al già citato Napoli, è rimasta la Fiorentina che, in casa, dovrebbe vincere con quattro gol di scarto per eliminare il Siviglia che all’andata aveva messo quasi al sicuro la qualificazione con un secco 3-0.

Milan, Berlusconi nicchia. Per la cessione del Milan, tanto rumore per nulla in casa rossonera, con le trattative thailandesi lasciate in sospeso perché Berlusconi non ha fatto capire a nessuno cosa intende fare, sciorinando le solite battute insipide e coinvolgendo anche il povero Thoir. L’ultima dell’ex cav: “se non trovo l’acquirente giusto farò del Milan una seconda nazionale con calciatori tutti italiani”. Probabilmente la cessione del Milan è rimandata solo al termine delle elezioni amministrative perché il Milan, per anni, è stato un buon portatore di voti e, nella fattispecie, meglio non mettersi contro i tifosi, i quali, però, da un sondaggio effettuato dal maggior quotidiano sportivo, per il 78%, hanno sentenziato che non vorrebbero che Berlusconi continuasse a mantenere ancora la maggioranza del Milan.  Tutti o quasi, da tempo, hanno compreso e fatto intendere che, per il bene dei colori rossoneri, Berlusconi farebbe bene ad andarsene definitivamente. Purtroppo, solo lui continua a non capire  che la sua sfavillante epoca  è trascorsa da un pezzo, non solo in politica ma anche nel calcio.

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