Ritrovato, sembra, l’unico ritratto di Shakespeare giovane, in un manoscritto di Botanica del XVI secolo

Ritrovato, sembra, l’unico ritratto di Shakespeare giovane, in un manoscritto di Botanica del XVI secolo

Uno storico e botanico britannico ha affermato di aver ritrovato l’unico ritratto conosciuto di William Shakespeare, realizzato da un suo contemporaneo. Lo studioso si chiama Mark Griffiths e sostiene di aver scoperto il ritratto sulla stampa che adorna il frontespizio della prima edizione di un famoso libro di Botanica del XVI secolo, “The herbal”, scritto da John Gerard (1545-1612). “È la prima volta che abbiamo identificato con certezza un ritratto di Shakespeare, disegnato mentre era in vita. I due altri ritratti autentici di Shakespeare sono postumi”, ha detto Mark Hedges, direttore della rivista “Country Life” che mercoledì 20 maggio pubblica in esclusiva mondiale articolo e foto.

“Si tratta di William Shakespeare a 33 anni all’apogeo della sua carriera”, aggiunge il direttore, che lo descrive come un uomo “giovane e incredibilmente bello”. L’aspetto di Shakespeare da giovane viene dunque qui osservato per la prima volta nella storia, dal momento che tutti gli altri ritratti lo dipingono da uomo maturo. La stampa contiene quattro personaggi principali ai quattro angoli, che sembrano immaginari, ma che sono stati identificati come realmente esistiti, grazie ai motivi floreali che accompagnano i ritratti e a diversi codici e rebus in cui i contemporanei della regina Elisabetta eccellevano. Lo storico e botanico Griffiths ha detto di aver identificato Shakespeare grazie ai suoi abiti di poeta, alla fritillaria, pianta delle Liliacee, intimamente collegata alla commedia Venere e Adone), e ad un rebus che, una volta risolto, dà il nome del drammaturgo. Gli altri personaggi sono stati identificati come Rembert Dodoens, celebre botanico, lo stesso autore, e il tesoriere della regina, lord Burghley.

“Sono profondamente scettico. Non ho ancora visto le argomentazioni in dettaglio, ma Country Life non è certamente la prima rivista a fare questo genere di scoperte”, ha reagito Michael Dobson, direttore dello Shakespeare Institute dell’Università di Birmingham. E altri esperti hanno già espresso i loro dubbi. “Ho fatto questa scoperta per la prima volta cinque anni fa, e stentavo a crederci”, si difende Griffiths. “Poi è venuto in soccorso un team di studiosi da Oxford e da Heidelberg, che hanno confermato le prove documentarie, storiche e scientifiche”, assicura lo scopritore. Certo, non sappiamo se il personaggio ritratto nel frontespizio del libro cinquecentesco sia Shakespeare, ma gli somiglia molto.

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