Pensioni, sui rimborsi si pensa a Bot e ‘gradualità’. La Commissione Ue avverte Renzi: “Occhio al Patto di Stabilità”

Pensioni, sui rimborsi si pensa a Bot e ‘gradualità’. La Commissione Ue avverte Renzi: “Occhio al Patto di Stabilità”

La sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato il blocco degli adeguamenti pensionistici è ormai inappellabile, o meglio ancora è operativa, visto che è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale. In buona sostanza, al netto di quello che farà l’Esecutivo, l’Inps potrebbe agire autonomamente e senza aspettare i ricorsi dei pensionati o provvedimenti mirati del Governo, ma questo è altro discorso, visto che nel passato, situazioni al pari di questa sono già avvenute e vari Governi hanno riscritto e rimesso in ordine gravi sbilanci per i Conti pubblici. In sostanza potrebbe essere riscritta la norma e dunque alzare il tetto del blocco alle perequazioni come fu fatto nel recente passato con i Governi Prodi e successivamente con quello Berlusconi, ma in entrambi i casi, però, non si arrivava alla scure ideata e messa in pratica dal ‘SalvaItalia’ di Monti con la norma Fornero. Per il Governo Prodi, infatti, si vietò l’adeguamento per gli assegni oltre 5 volte il minimo, per quello Berlusconi, 8 volte il minimo, mentre per il duo Monti-Fornero, si è arrivati a 10 volte il minimo. Renzi, ha di fronte a se una strada stretta ed in salita. Il parterre dei rimborsabili è pari a 5 milioni, ma il problema è come, visto che servono molti miliardi, alcuni stimano in 16 la cifra complessiva, da mettere a disposizione dell’Inps, per restituire il mal tolto. Due i ministeri al lavoro per cercare di dare soluzione alla vicenda: quello del Tesoro e naturalmente quello del Lavoro. Il tentativo, per ora, è quello di prendere tempo, ma i Giudici, come detto, hanno già fatto sapere che i tempi a disposizione non possono essere infiniti e le Sentenze vanno rispettate e soprattutto, mai come in questo caso, onorate. Nel Governo c’è chi, come il Sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti, cerca di trovare margini di manovra: “Non è giusto pensare di rimborsare tutte le pensioni, anche quelle più alte. Una soglia di 5 mila euro potrebbe rappresentare una misura giusta per il rimborso”. Ma qualunque sia la decisione che il Governo prenderà nei prossimi giorni, questa non potrà non tener conto delle opinioni della Commissione Europea, che vuole, soprattutto per i Paesi come l’Italia, in grave congiuntura economica, i conti in ordine. Va detto anche, e l’avvertimento è già arrivato a Palazzo Chigi, che la Commissione non vuole assolutamente “deviazioni dai requisiti del Patto di Stabilità” per compensare da 16 miliardi di Euro provocato dalla Sentenza della Corte Costituzionale. Ed allora ecco una delle possibili soluzioni: dare ai pensionati come rimborsi somme in Bot, che secondo gli analisti potrebbero anche evitare di far incappare il Paese in una ‘procedura d’infrazione’ per deficit rilevante. Va detto, ancora, che il prossimo 13 maggio c’è un appuntamento importante in Europa al quale dovremmo presentarci con i numeri a posto, visto che sarà il giorno in cui la Commissione europea pubblicherà le raccomandazioni su conti e riforme dell’Italia e con le quali deciderà se concederci un pochino di flessibilità di più.
Per ora la partita si gioca tutta sulle scrivanie di Palazzo Chigi e dei ministeri interessati, va detto, però che qualcosa si muove su fronte della difesa delle tutele dei pensionati. Da registrare la presa di posizione di Carla Cantone, Segretario Generale dello Spi Cgil intervistata a Radio Anch’io: “La sentenza deve essere applicata immediatamente. Siamo disponibili a ragionare con il governo sulle modalità e sulle tempistiche della restituzione degli arretrati. Concordo sul fatto che sugli arretrati si può fare un discorso di gradualità sui tempi”. Meno disponibili al dialogo le Associazioni dei Consumatori: “La
sentenza della Corte Costituzionale va attuata dall’Inps e la restituzione da parte dell’istituto deve essere automatica”, chiarissime sulla materia le organizzazioni dei consumatori Federconsumatori, Adusbef e Codacons. Per altro proprio il Codacons ha presentato una “formale diffida all’Inps affinché dia immediata esecuzione alla sentenza della Corte” e si dice pronto a denunciare per abuso di ufficio il premier Matteo Renzi e il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Per Federconsumatori e Adusbef, il Governo deve restituire “il ‘maltolto’ trovando i fondi necessari attraverso una serie determinata lotta agli abusi, agli sprechi, ai privilegi nonché all’evasione fiscale”.

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