Province, dopo l’abolizione ‘cancellati’ anche gli stipendi dei lavoratori? La denuncia della Cgil

Province, dopo l’abolizione ‘cancellati’ anche gli stipendi dei lavoratori? La denuncia della Cgil

Allarme della Cgil per gli stipendi dei lavoratori delle ormai ex Province. Secondo il responsabile dei Settori Pubblici della Confederazione di Corso Italia, Michele Gentile, sarebbe concreto il rischio che “dal mese di giugno i dipendenti delle province non prendano più lo stipendio, visti i tagli della legge di Stabilità e i ritardi, lo stallo, nel ricollocare gli esuberi derivanti dalla legge Delrio”. Mancherebbero, in buona sostanza, le risorse per onorare gli impegni contrattuali e salariali, visto che in gran parte di questi Enti ‘cancellati dalla ‘Delrio’, le casse sarebbero vuote. Accanto a questo, che poi è la questione determinante della possibile crisi di liquidità, c’è da dire del mancato ricollocamento degli esuberi, “un’operazione – aggiunge Gentile- che doveva partire ad inizio 2015 e che invece è stata bloccata”. A far di conto i lavoratori destinati ad altro impiego, circa 20mila, restano al loro posto, malgrado ci siano state richieste chiare da altre amministrazioni dello Stato, che sono in crisi di personale, come quella del comparto della Giustizia, che accoglierebbe, se ci fossero le risorse, a braccia aperte nuovo personale. C’è però da dire che su 86 Amministrazioni provinciali che dovevano entro fine marzo, fornire l’esatto numero dei lavoratori da destinare alla mobilità, solo due avrebbero onorato l’impegno, quella di Avellino e quella di Savona, tutte le altre sono ancora impegnate a far di conto. Il nodo comunque resta e gli stipendi, a partire da giugno, rischiano, come denuncia la Cgil, di non essere accreditati ai lavoratori.

 

 

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