Migranti: la Commissione presenta il piano delle quote. Incombono le resistenze degli Stati

Migranti: la Commissione presenta il piano delle quote. Incombono le resistenze degli Stati

I paesi dell’Unione Europea devono prendersi in carico i 40.000 cittadini siriani ed eritrei richiedenti asilo, che sbarcano in Italia e in Grecia. Questa è la proposta concreta, con tanto di tabella per ciascun paese, fatta mercoledì dalla Commissione a Bruxelles. Si considera come una sorta di primo passo nell’ambito di un piano estremamente controverso che introduce le quote di migranti nella maggior parte dei paesi europei. La mossa radicale della Commissione è stata effettuata contro un muro di resistenze di diverse capitali nazionali, nonostante l’emergenza dovuta ai quasi duemila morti annegati nelle acque del Mediterraneo nel corso del solo 2015.

Il piano delle quote della Commissione Juncker 

La richiesta fatta dalla Commissione mercoledì è di suddividersi in quote i 24.000 rifugiati che sbarcano in Italia e i 16.000 che invece arrivano in Grecia. Per cercare di rendere le quote appena più digeribili, la Commissione ha farcito il piano di numerosi “caveat”, avvertimenti e precisazioni. La proposta, ad esempio, non si applica ai rifugiati presenti sul territorio nazionale italiano e greco prima dell’entrata in vigore delle quote, né si applica ai cosiddetti migranti per ragioni economiche o agli “irregolari”. È molto probabile che il diritto di asilo sarà concesso quasi esclusivamente a coloro che giungono dalla Siria e dall’Eritrea.

“Evidentemente è solo l’inizio, un primo passo”, ha commentato William Lacy Swing, il capo dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. “C’è grande interesse per politiche più generali. Finora, le nostre politiche verso le migrazioni sono state concepite come una questione tossica per i paesi europei e non hanno mantenuto il passo della realtà migratoria. Perché? Perché non si tratta di argomenti con i quali si viene eletti o rieletti”.

La posizione degli stati membri

La Francia, la Spagna e i paesi dell’Europa centro-orientale hanno aspramente criticato il piano delle quote messo a punto dalla Commissione. In aprile, i ministri degli Interni dei 28 paesi hanno concordato che le quote si potevano accettare solo su base volontaria. Mercoledì 27 maggio, però, la Commissione ha voluto sorprendere i governi presentando un piano con quote vincolanti.

La Germania, la Svezia e l’Austria, che insieme fanno la parte del leone nell’accoglienza dei rifugiati, per numero e qualità dei servizi, insieme con l’Italia e la Grecia si sono dichiarati a favore del piano. Secondo le cifre fornite dalla Commissione, più di 220.000 migranti “irregolari” hanno raggiunto le coste italiane e greche nel 2014. Ma nei primi mesi del 2015, sembra che queste cifre siano già state abbondantemente superate. Dei migranti totali, circa il 40% erano siriani ed eritrei sfuggiti a guerre ed oppressione, con buone possibilità di accedere al diritto di asilo in Europa.

La Gran Bretagna, la Danimarca e l’Irlanda sono esentate dal piano delle quote relative ai 40.000 migranti, per effetto del Trattato di Dublino. Tuttavia, il commissario per le migrazioni, Dimitris Avramopoulos non perde le speranze che anche questi paesi possano decider di accettare piccolo quote. “Spetta al Regno Unito decidere cosa fare e scegliere. Qui c’è l’Europa”. Da parte sua, il primo ministro danese, Helle Thorning-Schmidt deve affrontare le elezioni legislative generali tra un mese e l’immigrazione rappresenta uno dei temi caldissimi della campagna elettorale, soprattutto per timore che le forze politiche di destra, xenofobe e antieuropee possano trarre enormi vantaggi, come viene già segnalato dagli ultimi sondaggi. L’Irlanda ha invece già aderito al sistema delle quote.

Le altre proposte della Commissione: domande in acque extraterritoriali e apertura sperimentale ufficio in Niger

Avramopoulos ha annunciate che la UE potrebbe decidere di verificare lo status dei richiedenti asilo già nella acque extraterritoriali, prima ancora che I barconi si avvicinino alle coste italiane o greche. Bruxelles potrebbe istituire un ufficio per l’esame delle richieste di asilo in Niger, nazione crocevia dei migranti verso le coste libiche, in via del tutto sperimentale. Se l’operazione dovesse rivelarsi positiva, uffici analoghi potrebbero essere istituiti in altre nazioni dl nord Africa e del Medio Oriente.

Nelle proposte presentate dalla Commissione mercoledì, i richiedenti asilo da ospitare potrebbero fare richiesta nei paesi dove sono inviati. I paesi ospitanti riceverebbero da Bruxelles un contributo di 6.000 euro a rifugiato accertato. Se il piano fosse implementato, però, nessuno oggi può immaginare quale sarà il vero destino di un rifugiato in Europa. Ad esempio, un rifugiato ospitato dalla Francia e in possesso del passaporto, potrebbe tranquillamente migrare verso la Germania o la Svezia, per effetto delle regole di Schengen. Inoltre, la Commissione ha già detto ai paesi membri che oltre alla cifra dei 40.000 attesi tra Italia e Grecia, si presume che occorrerà immaginare ulteriori 20.000 migranti da ospitare. Detto ciò, si attende la discussione in Consiglio, che sarà certamente non priva di tensioni e frizioni.

Le cifre delle quote riportate dal piano Juncker, paese per paese

Qui di seguito le quote, in percentuali e in valori assoluti per paese, che abbiamo rilevato nel documento della Commissione:

Allemagne 21,91% 8,763; Autriche 3,03% 1,213; Belgique 3,41% 1,364; Bulgarie 1,43% 572; Chypre 0,43% 173; Croatie 1,87% 747; Espagne 10,72% 4288; Estonie 1,85% 738; Finlande 1,98% 792; France 16,88% 6,752; Hongrie 2,07% 827; Lettonie 1,29% 517; Lituanie 1,26% 503; Luxembourg 0,92% 368; Malte 0,73% 292; Pays-Bas 5,12% 2,047; Pologne 6,65% 2,659; Portugal 4,25% 1,701; Roumanie 4,26% 1,705; Rép. Tchèque 3,32% 1,328; Slovaquie 1,96% 785; Slovénie 1,24% 495; Suède 3,42% 1,369.

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