Maestro Renzi dice bugie, dovrebbe stare dietro la lavagna

Maestro Renzi dice bugie, dovrebbe stare dietro la lavagna

Il presidente del Consiglio gioca a fare il maestro, ma non ne ha la stoffa. Nel video di diciassette minuti in maniche di camicia, davanti a una lavagna, gessetti colorati in mano, enciclopedia Treccani sullo sfondo, descrive il suo piano scuola immaginario diverso dai contenuti del disegno di legge in discussione in Parlamento. E di nuovo attacca i sindacati che non condividono la sua riforma.

Renzi evidentemente non conosce i contenuti del suo disegno di legge e forse fra troppi selfie, Twitter e Facebook ormai vive in un mondo virtuale. La realtà della scuola è diversa, è quella di personale malpagato e umiliato, di scuole che cadono a pezzi, di risorse che mancano, di dispersione scolastica in aumento, di precarietà dilagante, di ragazze e ragazzi in difficoltà perché manca una legge sul diritto allo studio” continua Pantaleo.

Il disegno di legge sulla brutta scuola non solo non risolve queste questioni ma non rinnova i contratti, concede pochi spiccioli a pochi docenti, non cancella la precarietà, mette in discussione la libertà dell’insegnamento, ignora il personale Ata e rende sudditi i docenti, concede benefici economici ai diplomifici. Il suo modello di scuola è autoritario e ingiusto per chi nella scuola lavora, per i precari e per gli studenti. Evidentemente non conosce lo stato reale della scuola pubblica e ha nascosto le vere ragioni che hanno portato l’80% del personale a scioperare e a partecipare in massa alle manifestazioni.

Dovrebbe stare dietro la lavagna  perché dice le bugie. Rispediamo al mittente le e-mail che sta inviando agli insegnanti, se ha bisogno di spiegare e giustificare vuol dire che è in difficoltà, aiutiamolo a comprendere con l’aiuto di chi la scuola la vive quotidianamente.

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