Sabato di protesta per i lavoratori capitolini. Cgil, Cisl e Uil contro le politiche economiche del sindaco Marino

Sabato di protesta per i lavoratori capitolini. Cgil, Cisl e Uil contro le politiche economiche del sindaco Marino

I sindacati scendono in piazza contro le politiche di Ignazio Marino e di Roma Capitale. Cgil, Cisl e Uil chiamano a raccolta i lavoratori capitolini per la mattina di sabato 23 quando, a partire dalle 9.30 un corteo partirà da Piazza dell’Esquilino per raggiungere Piazza Santi Apostoli. Obiettivo della manifestazione, si legge in una nota dei tre sindacati confederali “è cambiare il segno del bilancio del Campidoglio e respingere le politiche dei soli tagli lineari, cioè il piano di rientro. È il momento di rivendicare una svolta, proviamo a farlo insieme. Cambiare gli indirizzi del Campidoglio è possibile e necessario: siamo ancora in tempo. Non possiamo fare nostra un’impostazione difensiva e di tradizionale contenimento della spesa. Tanto più in una fase economica come quella attuale”. Per Cgil, Cisl e Uil “servono scelte innovative, rapide e coraggiose, che sappiano guardare in primo luogo al raggiungimento graduale ma costante della piena occupazione, alla modernizzazione dei servizi, agli investimenti per le opere strutturali, alla valorizzazione del patrimonio culturale. Scelte che tornino a guardare alle periferie, alla qualificazione dei servizi sociali, alla riorganizzazione dell”intera macchina capitolina per rendere efficace e tempestivo il suo funzionamento e porre un robusto e duraturo argine al dilagare della corruzione”.

Di Berardino: “Roma in crisi, ma c’è tempo per cambiare”

“Il 23 manifesteremo per rimettere al centro il tema del lavoro, che a Roma significa ripartire da tutte le aziende del Comune percheè attraverso una loro riorganizzazione bisogna fare ripartire l’intera economia della Capitale e del Lazio”. Cosi” il segretario della Cgil di Roma e Lazio, Claudio di Berardino . “Non ci rassegniamo a un città in preda a una crisi profonda fatta di tanti licenziamenti e cassa integrazione- ha spiegato- Per questo con questa manifestazione vogliamo rimettere al centro il tema del lavoro e degli appalti. C’è ancora tempo per cambiare. Quanto al fisco, poi, “quelle romane sono le famiglie più tartassate d’Italia con l’aumento dell’Irpef. Chiediamo una rimodulazione capace di introdurre equità e progressività fiscale. Stesso ragionamento va fatto sulle tariffe e i tributi locali utilizzando l’Isee. E poi- ha proseguito Di Berardino- chiediamo la concretizzazione patto antievasione”. Il segretario della Cgil ha anche sottolineato che “non abbiamo bisogno di guastatori delle relazioni sindacali, come sono stati Marino e alcuni componenti della Giunta ma di ridefinire un modello di sviluppo e di crescita della città. Deve finire questo scimmiottamento dell’uomo solo al comando, c’è bisogno di maggiore umiltà e di essere a disposizione della città”.

Anche gli edili della Fillea saranno in piazza. Guerci: “Cambiare gli indirizzi del Campidoglio”

“Gli edili di Roma e del Lazio saranno in piazza domani nella giornata di mobilitazione unitaria indetta da Cgil, Cisl e Uil per cambiare il segno del bilancio del Campidoglio e respingere le politiche dei soli tagli lineari”. Così, in una nota, Mario Guerci, segretario generale della Fillea Cgil di Roma e del Lazio. “Cambiare gli indirizzi del Campidoglio – spiega – è possibile e necessario: siamo ancora in tempo e deve essere fatto guardando con attenzione a un settore, quello dell’edilizia, che qui a Roma ha visto sparire negli ultimi anni oltre 50mila posti di lavoro. Roma ha bisogno di investimenti per generare occupazione, ma anche perché le scuole devono essere messe in sicurezza, le strade riparate, il territorio messo al sicuro dai rischi idrogeologici: tutte cose indispensabili per disegnare il futuro di questa città”. “Bisogna poi ricordare – aggiunge il dirigente sindacale – che la nostra capitale detiene il record assoluto in materia di opere incompiute e di crescita dei loro costi: la metro C, la Nuvola, il corridoio della viabilità solo per citarne alcune, per non parlare poi delle periferie dove vive la stragrande maggioranza degli abitanti della città e che meriterebbero un trattamento decisamente migliore”. “Per questi motivi – conclude Guerci – saremo in piazza domani, per dare voce a tutti quei lavoratori che pagano un prezzo troppo alto per la crisi che sta ancora attraversando il nostro paese, un prezzo che sarebbe stato decisamente più basso con altre scelte, innovative, coraggiose e con lo sguardo rivolto all’obiettivo della piena e buona occupazione”.

 

 

 

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