La Grecia paga gli stipendi dei dipendenti pubblici. Una buona notizia. Resta alta la tensione con la UE

La Grecia paga gli stipendi dei dipendenti pubblici. Una buona notizia. Resta alta la tensione con la UE

Il ministero delle Finanze greco, guidato da Yanis Varoufakis, ha comunicato venerdì 15 maggio di aver provveduto a pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici, per una somma che si aggira attorno ai 500 milioni di euro. Il ministero, in una nota riportata dall’Agenzia di stampa Reuters, fa sapere che “pagamenti di stipendi e pensioni sono stati effettuati nel tempo debito”. L’unico ritardo, ma di sole poche ore rispetto al previsto, riguarda i contributi europei agli agricoltori, “esclusivamente per ragioni burocratiche”. Tuttavia, scrivono nella nota i funzionari del Ministero delle Finanze greco, i pagamenti “saranno effettuati a partire dalla tarda serata di venerdì”.

Intanto, si fa sempre più forte la tensione tra membri del governo greco e autorità economiche europee. Venerdì mattina è toccato al ministro dell’Energia greco, leader dell’ala sinistra di Syriza, Panagiotis Lafazanis (nella foto con il premier Tsipras), aprire il fuoco delle polemiche nel corso del suo intervento alla Conferenza di Atene organizzata dall’Economist. “Le decisioni unilaterali estreme stanno distruggendo il continente”, ha tuonato il ministro Lafazanis. Ed ha aggiunto: “Il problema dell’Europa non è la Grecia di sinistra domata, ma le decisioni unilaterali estreme che sono un problema per la Grecia. Esistono circoli potenti nella UnioneEuropea e nel Fondo Monetario Internazionale che, proprio ora, cercano di soffocare e strangolare l’esperimento che è in corso con la sinistra greca”. Lafazanis è considerato il numero 3 del governo Tsipras, e quando sostiene pubblicamente che l’obiettivo “di questi circoli è di cacciare a calci nel sedere la Grecia fuori dall’eurozona” vi è da crederci. E ha concluso: “se alcuni progettano di creare un’architettura europea in cui la Grecia è esclusa, perché non si sottomette, allora sappiano che una tale Europa sarebbe disabile e storpia”.

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