Juve, manca un punto per lo scudetto. Appassionante sfida romana per il secondo posto. Berlusconi cede il Milan

Juve, manca un punto per lo scudetto. Appassionante sfida romana per il secondo posto. Berlusconi cede il Milan

Manca ancora un punto alla Juve per avere ragione della matematica, complice una Lazio che non molla, ovviamente, non perché speri di acciuffare la capolista ma per tenere a distanza la Roma e finire direttamente in Champions. Non male questa trentatreesima giornata infrasettimanale che ha pure emesso qualche verdetto, affossando o ridando fiato a speranze di qualificazioni europee.

Juve ostacolo superato. La Fiorentina, si sa è da un po’ la bestia nera della capolista, ma, stavolta, a differenza di quanto successe nell’andata di Coppa Italia, i bianconeri sono riusciti a domarla nonostante il vantaggio viola iniziale e i due rigori concessi agli ospiti, di cui uno sbagliato. Alla fine, due pennellate di Tevez e l’ennesimo quadro può essere incorniciato nella parete delle vittorie, anche se, in fase difensiva, s’era registrato qualche insolito sbandamento. Sabato, nell’anticipo di Genova contro la Samp la Juve conta di acquisire quel punticino che perfezionerà il puzzle scudetto per dedicarsi interamente alla Champions.   La Fiorentina registra la quarta sconfitta consecutiva con ben 10 reti al passivo, un autentico crollo in campionato, forse troppo distratta dai successi in Europa League ma, di questo passo, se non dovesse vincere questo trofeo, con la posizione che si ritrova in classifica, dovrà dare l’addio all’Europa.

Lazio, pronto riscatto, Parma in B. La Lazio si è immediatamente riscattata dal mezzo passo falso casalingo col Chievo, strapazzando (4-0) il povero Parma, facendo tornare il sereno in casa biancazzurra e, soprattutto, tenendo a distanza, seppure di un solo punto, la Roma. La volontà di rifarsi era talmente tanta, fra i laziali, che dopo 16′ minuti vincevano già 3-0, annichilendo la squadra emiliana che, con questa sconfitta, anche per la matematica, retrocede in B, serie cadetta che, però, difficilmente potrà essere mantenuta per le note vicende societarie, per le quali è assai probabile una ripartenza dalle serie inferiori.

Resuscita la Roma. Gli uomini di Garcia superano in trasferta il Sassuolo con un risultato davvero insolito (3-0) e, con Totti in panchina, finalmente si vede un gol realizzato dall’oggetto misterioso Doumbia. La Roma ha dato concreti segni di risveglio e, almeno per ora, le polemiche si mettono a tacere anche se, fra la tifoseria, vedersi dietro l’odiata Lazio è un rospo difficile da digerire. Si è ammirato un grande Florenzi e qualcuno l’ha già indicato quale successore di Totti, vista la sua romanità ma Garcia ha tenuto a sottolineare il “giusto atteggiamento” di tutta la squadra che lascia ben sperare nella lotta per il secondo posto.

Napoli, crollo inimmaginabile. Nel posticipo di Empoli, il Napoli era obbligato solo a vincere per ripristinare il distacco di due punti con la Roma, invece, proprio la squadra più in forma del momento, si fa letteralmente surclassare dall’avversario rivelazione, rimediando una batosta (4-2) di quelle indelebili. Empoli veramente super, per gioco e prestazioni individuali, Napoli irriconoscibile, da far ritornare di filato in ritiro per ritrovare se stesso, nel momento più cruciale della stagione.

Zona Europa League. Continua a deludere la Sampdoria, (1-1 in casa col Verona), che non vince da cinque giornate e, ormai, è diventata la preda da agguantare per le dirette inseguitrici a cominciare dal Genoa (a -1) tornato da Milano con una preziosissima vittoria e intenzionato a ripetere il derby romano anche sotto la lanterna per la conquista della qualificazione. Rimasta al palo la Fiorentina (a -2), si è rimessa in gioco l’Inter (a -3), con tre vittorie su quattro partite di cui l’ultima contro una deludente Udinese: in casa nerazzurra, pur senza sbilanciarsi, un serio pensierino per il ritorno in Europa cominciano a farlo. La squadra di Mancini deve, però, guardarsi anche dal Torino che, impattando (2-2) a Palermo, ha dimostrato di esserci, anche se raggiunto in classifica proprio dai nerazzurri.

Disastro Milan. Situazione bollente nella squadra ed evolutiva nella società, in casa Milan, ancora sconfitto non solo nel risultato, ma soprattutto nel gioco apparso inesistente. Le polemiche post Udine fra Inzaghi e i giocatori, con relativo ritiro punitivo, non hanno sortito alcun effetto e la reazione non c’è stata: ormai la squadra è allo sbando più totale, l’allenatore dimostra di non capirci più niente e va avanti a tentativi assurdi e impensabili (l’ultimo, Cerci falso centravanti). Tanti tifosi, e non ironicamente, sono contenti che la salvezza sia già stata acquisita perché, con questa andatura da retrocessione, i timori sarebbero stati tanti.

Intanto, nelle segrete e dorate stanze di Villa s.Martino ad Arcore, con il thailandese Bee, Berlusconi sta trattando la cessione del Milan (proposta 500 milioni per il 60%). I tifosi rossoneri, a s.Siro, con una gigantesca scritta umana “basta” hanno manifestato lo sdegno nei confronti della squadra e della società ma, soprattutto di Berlusconi il quale, forse, stavolta, lascia davvero, anche perché l’ultimo bilancio milanista approvato nei giorni scorsi si chiude con una perdita di 91 milioni e con dati allarmanti. Di fronte a certi numeri, non rimane altro che cedere il testimone.

Zona salvezza e non. Dall’Inter in giù ha vinto solo il Chievo che, raggiungendo il Verona, ha agguantato l’ennesima salvezza con cinque giornate d’anticipo; per la matematica sono ancora quattro le squadre che dovranno sudarsela per arrivare al limite di sicurezza che è 40 punti: mentre all’Udinese ne bastano due, il Sassuolo, in rovinosa caduta (tre sconfitte e un pareggio), ne deve conquistare quattro e l’Empoli cinque; l’Atalanta, quart’ultima, con otto punti di vantaggio sul duo Cagliari e Cesena è quella che, forse, deve preoccuparsi di più, anche se, con l’avvento di Reja, c’è stata un’inversione di tendenza positiva ma non ancora sufficiente per essere sicuri di non retrocedere, nonostante appaia davvero problematica un’eventuale rimonta di Cesena e Cagliari.

Una provinciale in serie A. Salutiamo con simpatia la promozione, per la prima volta nella sua storia nella massima serie, del Carpi che, dopo aver stradominato il campionato di serie B con un manipolo di sconosciuti, ha confermato che, sul campo, anche una piccola società può essere vincente, dopo aver suscitato le ire di Lotito che, per motivi economici, aveva affermato che i piccoli bacini d’utenza, citando proprio il Carpi insieme al Frosinone, non portano quattrini dagli sponsor e dalle televisioni… Appena cinque anni fa questa sorprendente realtà calcistica era in serie D e, dal prossimo torneo, si cimenterà nella massima serie, insieme al Sassuolo, per tenere alto il nome della provincia modenese. Per completare l’opera e smentire le funeste previsioni di Lotito, in Ciociaria, si attende la promozione in A anche del piccolo Frosinone, secondo a quattro giornate dal termine.

Carpi in serie A: è proprio vero che piccolo è bello.

 

 

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