Juve è fatta! Sorpasso Roma sulla Lazio, rincorre il Napoli e il Milan sprofonda

Juve è fatta! Sorpasso Roma sulla Lazio, rincorre il Napoli e il Milan sprofonda

Stavolta è stata la matematica ad emettere il giudizio definitivo: con la vittoria di Genova contro la Sampdoria, la Juventus è campione d’Italia, per la quarta volta consecutiva. In un campionato nel quale era partita superfavorita, la Vecchia Signora ha concesso ben poco alle avversarie, semmai ne abbia avute, perché, una volta preso il volo, il suo vantaggio è via via aumentato in classifica, e, su qualsiasi campo, ha imposto la propria forza, il proprio gioco, il proprio predominio, totale sotto tutti gli aspetti. Dopo 34 giornate e a 4 dalla fine, le cifre di questo successo parlano chiaro: 24 vittorie, 7 pareggi e 3 sconfitte, miglior attacco (con la Lazio) e miglior difesa, 15 i punti di vantaggio sulla seconda e il capocannoniere, indovinate un po’ in quale squadra gioca…..
Ma se tutto questo ben di Dio non dovesse bastare ecco che, oltre al campionato già acquisito, la Juventus, prossimamente, si giocherà altri due titoli: in Champions è in semifinale col Real Madrid e in Coppa Italia in finale con la Lazio. Il triplete, almeno teoricamente, è a portata di mano. Meglio di così….
Il merito di questa strepitosa annata va alla consolidata simbiosi società-squadra: la prima ha individuato in Allegri (silurato sbrigativamente da Berlusconi) l’allenatore giusto, alla vigilia del ritiro di luglio, quando Antonio Conte lasciava, non avendo più fiducia nel gruppo vincente (errore, purtroppo per lui, clamoroso), mettendogli a disposizione una rosa adeguatamente puntellata; la seconda, sul campo, non ha ricominciato daccapo ma ha proseguito dove era stata lasciata, convinta più che mai della propria forza, determinata e sempre più fiduciosa, dopo aver verificato, strada facendo, che l’unica avversaria possibile, la Roma, andava sbriciolandosi in un’acuta pareggite, rivelandosi non all’altezza per competere alla pari.
Fortissima Juve, dunque, ma, osservando la classifica e i numeri degli altri, si comprende anche che i contendenti non erano adeguati se non a lottare fra di loro; di conseguenza, le ampie previsioni iniziali sono state rispettate e il campionato, dall’autunno scorso, con una squadra campione già in pectore, da tempo, ha perso l’interesse maggiore (lo scudetto) per rivolgerlo alle sole qualificazioni alle coppe europee, visto che anche per la salvezza, le ultime tre squadre sono impelagate nei bassifondi già da mesi. Questo torneo, acclarati i puntuali successi settimanali bianconeri, ha vissuto, purtroppo, più che altro di sussulti negativi quali le crisi di Milan e Inter, gli altalenanti periodi di Napoli e Fiorentina, il fallimento del Parma, per ammirare, solo negli ultimi tre mesi, una splendida Lazio che, se si fosse svegliata prima, forse avrebbe potuto fare qualche solletico alla Juve, molto di più della Roma.
Le romane, appunto… La sfida fra le due compagini capitoline, per le rimanenti giornate dovrebbe risvegliare l’interesse degli sportivi per vedere quale delle due conquisterà il posto d’onore (e i maggiori soldi provenienti dall’Europa) per accedere direttamente alla Champions. Questa giornata ha capovolto le posizioni perché la Lazio a Bergamo, non solo non è riuscita a vincere ma ha anche rischiato di perdere considerato che i padroni di casa hanno sfoderato una prestazione super e solo un’invenzione di Parolo è riuscita ad acciuffare il prezioso pareggio. Ma, al di là del risultato striminzito, la squadra di Pioli non è apparsa brillante, con un Anderson appannato ma, per sua fortuna, con un Marchetti in gran spolvero nel salvare la propria rete in più occasioni.
La Roma, dal canto suo, contro il Genoa, ha bissato la vittoria di Sassuolo, con i medesimi marcatori (Doumbia e Florenzi) e con Totti ancora lasciato in panchina; qualcuno collega questa ritrovata vena giallorossa in avanti proprio con la messa a riposo del vecchio capitano che ha favorito un gioco non più catalizzato da lui ma di più largo e più rapido movimento. L’undici di Garcia, comunque, ha ripreso a vincere, anche se per un tempo ha dovuto subire l’ avversario, raddoppiando solo nel recupero; questo contava per la classifica e, a -4 dal termine del torneo, è importante continuare su questa ritrovata verve.
Zona Europa League. Importanti i successi di Napoli e Fiorentina ma con significati differenti: i partenopei non disperano, anzi ci sperano ancora, di rientrare in zona Champions approfittando di qualche passo falso delle romane; per i viola è stata l’occasione buona per aumentare il vantaggio sulle dirette concorrenti delle quali nessuna ha vinto e chi avrebbe potuto e dovuto farlo, parliamo dell’Inter, si è lasciata irretire sullo 0-0 , a s. Siro, dal Chievo, rischiando, nel finale addirittura di perdere. Le due genovesi sono rimaste al palo ma a risentirne maggiormente è la Samp che non vince da sei partite (tre pareggi e altrettante sconfitte) e il Torino, nel posticipo di mercoledì,con l’Empoli potrebbe approfittarne per rimettersi in gioco.
Il Milan sprofonda e Berlusconi medita. La cessione del Milan ad un gruppo thailandese, prima sembrava fatta con una quota al 60%, poi al 51% e, alla fine di un paio di incontri, con la dichiarazione di Berlusconi che potrebbe conservare la maggioranza, lasciando Galliani e la figlia Barbara nei loro ruoli. A quanto pare l’ex cavaliere non vorrebbe mollare il Milan da perdente, dopo che, da anni, non ha fatto più nulla per mantenerlo vincente. Ora che succede? si chiede il povero tifoso mentre la squadra continua a sprofondare, subendo l’ennesima umiliazione a Napoli, dove, dopo una fulminea espulsione di De Sciglio (un record 49 secondi dal fischio d’inizio) con relativo rigore parato da san Diego Lopez, nello spazio di 6 minuti 6, incassa tre gol confermando e consolidando lo stato di perdente, al quale, prima ancora del povero Inzaghi, lo ha ridotto Berlusconi con le sue tante scelte dissennate e la sua volontà di poter fare le nozze con i fichi secchi, sperando di scoprire il nuovo Sacchi in personaggi via via fatti fuori (Leonardo, Allegri, Seedorf e il superPippo, l’ultima vittima sacrificale) mettendo a loro disposizione un manipolo squinternato di giocatori riciclati ma super pagati (si omette il lungo elenco per non togliere spazio all’articolo…). Berlusconi o cede il Milan definitivamente oppure rimetta mano al portafoglio, non ci sono alternative e ulteriori mezze misure, come quelle che hanno portato il Milan attuale, dai passati trionfi mondiali, per sua fortuna, ad una salvezza anticipata, tranquillizzante ma indecorosa.
Zona retrocessione La sconfitta del Cesena a Firenze offre al Cagliari, nel posticipo di lunedì, contro il Parma una decisiva possibilità di acciuffare quei tre punti che ridurrebbero il distacco dall’Atalanta da 9 a 6 punti, per tenere ancora in vita qualche flebile speranza di salvezza; qualsiasi risultato a favore degli uomini di Donadoni significherebbe per i sardi rimanere nelle sabbie mobili, affogando insieme al Cesena.

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