Il presidente tedesco: giusta la richiesta greca sui danni di guerra. Rimborso di 278,8 miliardi di euro

Il presidente tedesco: giusta la richiesta greca sui danni di guerra. Rimborso di 278,8 miliardi di euro

Il presidente della Repubblica tedesco, Joachim Gauck, in un’intervista pubblicata dall’autorevole quotidiano Suddeutsche Zeitung, sabato 2 maggio, per la prima volta riconosce la legittimità della richiesta del governo greco ai tedeschi di pagare i danni di guerra. “Siamo i discendenti di coloro che durante la seconda guerra mondiale hanno lasciato un’eredità di morte e distruzione”, ha affermato con coraggio il presidente Gauck. Ed ha aggiunto: “tra gli altri Paesi, in Grecia, con nostra grande vergogna, non abbiamo risolto nulla per molto tempo. È giusto perciò che un Paese consapevole della sua storia, come il nostro, valuti quali possibilità di riparazione siano reali”. Il presidente naturalmente ne ha fatto una questione di legittimità storica e giuridica, non economica. Per questo non ha aggiunto nulla sulla eventuale cifra dei danni di guerra che la Germania potrebbe pagare alla Grecia.

La dichiarazione di Gauck segna una rottura nel dibattito sui danni e sulle riparazioni di guerra. Pronunciata dalla istituzione più elevata in Germania, le cui funzioni sono essenzialmente onorifiche, ma che gode di un generale e universale rispetto, soprattutto per il suo lavoro nella ex Germania Orientale, la dichiarazione fornisce una fortissima legittimazione alle rivendicazioni greche finora respinte da Berlino. Atene reclama la cifra di 278,8 miliardi di euro per i danni subiti nel corso della Seconda guerra mondiale, e la questione è divenuta materia estremamente scottante nelle relazioni bilaterali tra Atene e Berlino.

Il dibattito in Germania si riaccende. E molti credono che la Grecia abbia ragione

“La questione delle riparazioni è giuridicamente e politicamente chiusa”, affermano invece con regolarità i membri del governo Merkel. “Si tratta solo di una manovra diversiva a buon mercato”, dice la CSU, per bocca della leader Gerda Hasselfeldt. “È una richiesta stupida”, aveva affermato in aprile perfino Sigmar Gabriel, uno dei leader della SPD, il partito socialdemocratico tedesco, sostenendo che è impossibile mettere assieme la questione dei danni di guerra e il pagamento dei debiti di Atene. Per Berlino, la rivendicazione delle riparazioni ha perso legittimità nel momento delle riunificazione tedesca, quando i Trattati di Mosca hanno regolato le dispute internazionali della Germani unita e i conti ancora aperti con la storia.

Tuttavia, molte voci si sono alzate dalla metà di marzo per dare un giudizio sonoramente critico contro queste posizioni di comodo. Alcuni giuristi del servizio scientifico del Bundestag, il Parlamento Federale tedesco, intervistati dal settimanale Spiegel, hanno espresso molte riserve sulla solidità delle argomentazioni governative. E tante personalità politiche hanno apertamente chiesto di riaprire il dossier dei danni di guerra greci. Annette Groth, deputata della Linke, il partito di sinistra radicale, che difende le ragioni delle richieste greche di rimborso, chiede l’immediato versamento di 11 miliardi di euro a favore di Atene. “Trovo giusta la posizione del ministro delle Finanze Varoufakis quando propone che il denaro venga utilizzato per creare una banca d’investimenti”, ha dichiarato. Anton Hofreiter dei Verdi giudica che “la Germania non può lavarsi le mani dinanzi alle richieste greche. Questo capitolo non è ancora concluso definitivamente, né sul piano morale, né sul piano giuridico”. Molti membri della SPD stimano ugualmente necessario fare un lavoro sul passato. È l’opinione di Gesine Schwan, membro autorevolissimo del partito e due volte candidata alla presidenza della Repubblica, che ha dichiarato: “Psicologicamente, è perfettamente comprensibile che la Grecia si chieda, nell’attuale situazione, se i tedeschi si siano comportati sempre in modo leale”.

I calcoli: il debito di Hitler mai rimborsato e i crimini di guerra

La questione delle riparazioni belliche che la Germania deve alla Grecia comporta due generi di calcoli. Il primo calcolo deriva da un prestito forzoso di 476 milioni di Reichsmark che il regime di Hitler aveva contratto con la Banca centrale greca nel 1942, e che non è mai stato rimborsato. Secondo le stime attuali, questa cifra corrisponderebbe appunto agli odierni 11 miliardi di euro, calcolati dalla deputata della Linke. Il secondo calcolo riguarda le riparazioni per crimini di guerra. Il massacro di Distomo, soprattutto, viene spesso ricordato dai greci, perché vi morirono, per mano tedesca, 218 civili, tra bambini, donne e anziani, nel giugno del 1944. In Grecia, le parole del presidente Gauck campeggiano tra i primi titoli di tutti i quotidiani, e sono in apertura di tutti i telegiornali. La sorpresa è evidente. Nessuno poteva attendersi un sostegno alle richieste greche al livello più elevato della Germania. Syriza ha trovato conferma alla legittimità delle sue richieste di riparazioni. Ora c’è da attendere la reazione di Angela Merkel.

Share

Leave a Reply

Your email address will not be published.