Elezioni. Caso “impresentabili”: alcune dichiarazioni eloquenti, da leggere e meditare

Elezioni. Caso “impresentabili”: alcune dichiarazioni eloquenti, da leggere e meditare

A poche ore dal voto alle elezioni regionali del 31 maggio, è esploso il caso dei cosiddetti impresentabili, ovvero della lista dei 16 nomi emersa dopo il lavoro effettuato dalla Commissione antimafia in circa un mese, su complessivi 4mila candidati. La lista è stata presentata alla stampa e all’opinione pubblica dal presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Rosy Bindi, e naturalmente ha scatenato un’ondata di dichiarazioni, a favore e contrarie. In altro articolo di questo giornale scriviamo il nostro punto di vista. Qui di seguito, invece, vorremmo che i nostri lettori leggessero alcune dichiarazioni. Ogni nostro commento è superfluo.

Il commento del parlamentare PD, Davide Mattiello, una vita passata nell’associazione Libera di don Ciotti: “Oggi la Commissione Antimafia crea un precedente dal quale non si potrà più prescindere. Lo fa applicando coerentemente la legge istitutiva e il codice di autoregolamentazione che abbiamo votato all’unanimità a settembre”.

La posizione della Cgil, in una dichiarazione di Gianna Fracassi, della segreteria nazionale: “Siamo francamente stupefatti per le reazioni in merito al lavoro della Commissione Antimafia. Se vi sono regole condivise, come nel caso del Codice di autoregolamentazione, vanno applicate. Attaccare la Commissione Antimafia perché lo fa, è paradossale”. 

E questa è la dichiarazione all’agenzia di stampa AGI del presidente emerito della Corte Costituzionale, Gaetano Silvestri, a proposito dell’accusa mossa contro Rosy Bindi, dal deputato Carbone, Pd e membro della Commissione Antimafia, di aver violato la Costituzione: “Si violerebbe la legge o la Costituzione se le indicazioni date fossero false, ma trattandosi di fatti veri e di carattere pubblico come sono gli atti giudiziari, non si fa che mettere i cittadini nelle condizioni di scegliere”.

E, nonostante il coro di voci a sostegno di Rosy Bindi da parte delle minoranze del Pd, questa è invece la dichiarazione di Roberto Speranza, ex capogruppo Pd alla Camera, poi dimessosi per gravi dissidi col segretario Renzi: “Conosco bene Vincenzo De Luca e vedere il suo nome accostato all’Antimafia è in totale contraddizione con il suo impegno e con la sua storia che sono stati sempre rivolti al servizio esclusivo della comunità”.

Lasciamo al lettore il giudizio… con la promessa di aggiungere eventuali altre dichiarazioni che riterremo opportune, per la comprensione di questo surreale dibattito.

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