Elezioni amministrative in Trentino, calo dell’affluenza. Pd e SVP cedono, Lega ingoia la destra, si affacciano i grillini. Ad Aosta vince il centrosinistra

Elezioni amministrative in Trentino, calo dell’affluenza. Pd e SVP cedono, Lega ingoia la destra, si affacciano i grillini. Ad Aosta vince il centrosinistra

Difficile raccontare il voto amministrativo in Trentino Alto Adige e in Valle d’Aosta, sia per le particolarità delle forze politiche, sia per la singolarità del sistema elettorale. Si tratta di due Regioni particolari con moltissimi comuni piccoli e molto piccoli, nei quali, come è ovvio, sono state presentate liste civiche locali contrapposte. Nella provincia di Trento vi è anche la singolarità del ballottaggio nei comuni con popolazione superiore ai tremila abitanti, e non ai quindicimila, come accade nel resto d’Italia, compresa la provincia di Bolzano. Ed è su questi comuni che si concentra la nostra attenzione, anche perché in essi compaiono i partiti con riferimenti nazionali.

Cominciamo con la città di Trento. Qui si è confermata la vittoria del centrosinistra, con Alessandro Andreatta, che diventa sindaco al primo turno col 53,7% dei voti, staccando nettamente il centrodestra alleato con la Lega fermo al 31%. I grillini, presenti per la prima volta, hanno ottenutol’8,4%. Cala vistosamente l’affluenza al voto: dal 60,1% delle precedenti elezioni, al 54,7% del 10 maggio. A Trento, il Pd si conferma primo partito, sia pure in leggera flessione, passando dal 29,8% delle precedenti al 29,6% di domenica, ma con meno ottocento voti in termini assoluti. La Lega nord diventa il secondo partito della città, con il 13,1%, mentre Forza Italia raccoglie un modestissimo 4%. Esplode a Trento il partito autonomista tirolese che raddoppia voti e consiglieri, mentre si affacciano i grillini all’8,7%.

Nei comuni della provincia di Trento con popolazione superiore ai 3.000 abitanti, 9 vanno al ballottaggio, la Lega conquista 1 sindaco, gli autonomisti 2, le civiche 8, mentre a formazioni dichiaratamente di centrosinistra vanno 4 sindaci. Ovviamente, non è possibile fare qui raffronti dettagliati comune per comune. Alcune particolarità emergono nei comuni maggiori, come Rovereto e Riva del Garda, dove il Partito democratico avanza abbastanza nettamente insieme con gli autonomisti trentini ad esso alleati. Anche in questi comuni si conferma la tendenza alla sostanziale sparizione di Forza Italia, fagocitata dalla Lega Nord di Matteo Salvini, e a una presenza significativa dei grillini.

A Bolzano, invece, vanno al ballottaggio il candidato del centrosinistra, Luigi Spagnolli, e quello del centrodestra, ma senza la Lega, Alessandro Urzì. La differenza è notevole: 41,6% contro il 12,7%. Ma si sa, il turno di ballottaggio resta un’incognita. Dal punto di vista dei voti di lista, appare subito evidente la sconfitta del fu PDL, primo partito alle scorse elezioni con il 21,5%, ed oggi con Forza Italia che totalizza un modestissimo 3,6%, e circa 8mila voti perduti. La frammentazione a Bolzano ha colpito anche il centrosinistra: il Pd perde circa 1500 voti e l’SVP, i popolari sudtirolesi ne perdono circa 3.000. Insomma, la città di Bolzano si è svegliata lunedì con un quadro politico del tutto diverso, sia da quello del passato, sia da quello nazionale.

Nella provincia di Bolzano, sono solo tre i comuni con popolazione superiore ai 15mila abitanti: Bressanone, Laives e Merano. A Bressanone vince al primo turno il sindaco espressione della SVP, col 51,9%. A Merano vanno al ballottaggio il candidato sindaco della SVP e quello dei Verdi. Anche a Merano si conferma la discesa del Pd, che perde un terzo dei suoi voti.

Share

Leave a Reply