Confermati gli arresti per il rom alla guida dell’auto killer. Sabato i funerali di Corazon Abordo

Confermati gli arresti per il rom alla guida dell’auto killer. Sabato i funerali di Corazon Abordo

Si celebreranno sabato mattina alle 10.30 nella parrocchia di Santa Maria della Presentazione a Torrevecchia i funerali Corazon Abordo, la donna filippina morta mercoledì sera nell’incidente avvenuto a Boccea in cui sono rimaste ferite anche altre otto persone. Ai funerali sarà presente anche il sindaco di Roma, Ignazio Marino. Il Campidoglio pagherà le spese per le esequie e per il rimpatrio della salma nel Paese d’origine che dovrebbe avvenire lunedì prossimo.

Confermato il fermo del 17enne alla guida dell’auto killer

Ma la giornata di mercoledì è stata anche quella dell’udienza per la convalida dell’arresto del 17enne nomade che era alla guida dell’auto killer. Il ragazzo, grazie alle indicazioni della madre, era stato fermato lunedì mattina in un terreno in zona Massimina, dopo giorni di ricerche. Dopo l’udienza di convalida del fermo, le uniche notizie sullo svolgimento della stessa, sono state quelle del suo avvocato difensore, Antonio Gugliotta:“Il mio assistito ha risposto alle domande. Le sue dichiarazioni non collidono con quelle del padre, collimano perfettamente. Ha detto che c’era lui alla guida del veicolo. Il ragazzo ha spiegato che erano in quattro a bordo della macchina. Dietro c’era il fratello, il padre e la sua convivente”.

L’avvocato del giovane rom: “Non si è fermato perché aveva paura di essere picchiato dalla Polizia”

Poi Gugliotta ha anche dato una sommaria ricostruzione di quanto accaduto mercoledì della scorsa settimana in via di Boccea: “Il mio assistito si è spaventato e non si è fermato all’alt perché in una circostanza precedente era stato picchiato dalla polizia e pansava di prendere di nuovo delle botte perché non aveva patente e assicurazione”. Sui giorni trascorsi in fuga dal minore e dall’altro rom maggiorenne arrestato lunedì scorso lo stesso legale ha precisato: “Sono stati all’addiaccio e ha raccontato di essere andato a piedi a Fregene e di aver trovato riparo nella macchia, senza mangiare”. Sulla dinamica dell’incidente, il ragazzo – stando sempre a quanto riferito dal suo difensore – ha raccontato di “aver toccato l’acceleratore per sbaglio invece del freno”, inoltre che “la macchina era la sua, comprata dieci giorni prima per settecento euro. Era un catorcio e sicuramente non poteva andare a 180 chilometri orari. Il fratello dal sedile posteriore gli gridava disgraziato e voleva scendere. Non credo che si sia reso conto di ciò che ha fatto. Il problema è proprio questo, ovvero di valutare il grado di maturità del minore. Era terrorizzato, tremava. Ha chiesto perdono, è addolorato. Va detto, inoltre, che sempre in questo mercoledì dal clima decisamente surriscaldato, si è consumato anche un altro pezzo del rito che precede il processo.

Dopo aver cercato di addebitarsi l’assurdo incidente, per il padre dei rom c’è l’accusa di concorso in omicidio volontario

Oltre alla convalida dell’arresto del giovane alla guida dell’auto killer, la magistratura ha anche indagato per concorso in omicidio volontario il padre dei due fratelli arrestati. A darne notizia l’avvocato Carola Gugliotta il cui studio assiste praticamente tutta la famiglia coinvolta nel tragico impatto: il padre Bahto Halilovic, i due figli dell’uomo, Samuel (di 19 anni) e Enthony (17enne), nonché la moglie di quest’ultimo, Maddalena (17enne). Il padre in più occasioni si è autoaccusato, riferendo di essere lui alla guida ubriaco quel mercoledì sera, ma gli inquirenti allo stato non sembrano dare peso alla sua versione dei fatti. Chi indaga è comunque al lavoro per capire se nella Lancia Lybra vi fossero tre o quattro persone. Per gli investigatori al volante vi era il 17enne, la moglie si trovava sul sedile posteriore. “Probabilmente il signor Bahto è a piede libero a causa delle sue gravi condizioni di salute – aggiunte il penalista – Del resto altrimenti sarebbe indagato per autocalunnia. Sul suo corpo sono state riscontrate diverse lesioni e ferite riconducibili all’esplosione dell’airbag compatibili con l’incidente”.

 

Auto killer a Boccea. Parla il legale di due dei rom: “L’etnia di appartenenza influisce sull’attenzione mediatica”.

Parla l’avvocato Carola Gugliotta, legale di Maddalena, 17 anni e Samuel, 19 due di rom che erano nell’auto che la scorsa settimana ha provocato la morte di una donna filippina ed il ferimento di altre otto persone. Lo ha fatto dai microfoni di Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano, nel corso del format, condotto da Roberto Arduini ed Andrea Di Ciancio. L’avvocato ha fatto il punto su quanto accaduto e ad una delle prime domande su quanto l’etnia di appartenenza dei due ragazzi rischia di influire sul processo, ha così risposto: “ Un caso come questo deve destare sicuramente allarme sociale, noi difendiamo il diritto, non il delitto. Sicuramente l’etnia di appartenenza influisce sull’attenzione mediatica che può avere questo caso, sarebbe sciocco non sottolinearlo. La grande attenzione è data soprattutto dall’etnia di appartenenza di questi ragazzi. Certamente, comunque, non nella formulazione del capo d’accusa”.

La ragazza arrestata “non sta bene. L’incidente l’ha sconvolta”

Poi sulle condizioni di Maddalena, la giovane che assiste legalmente: “Non sta bene, l’incidente l’ha sconvolta. Lei è molto turbata, la vettura non la guidava lei, quindi salvo la responsabilità che le si vuole attribuire nel procedimento penale non si può sminuire l’impatto che un episodio come questo può avere su una ragazza di diciassette anni”. Poi l’avvocato Gugliotta pala delle fasi che anticiperanno il processo: “Questa mattina c’è la convalida dell’arresto del minore che sembra guidasse la macchina – aggiunge – Il mio assistito, Samuel, è in attesa della fissazione dell’udienza di convalida. Per Maddalena abbiamo presentato istanza di riesame al tribunale della libertà, le possibilità che torni libera non sono molte, considerando l’attenzione mediatica su questo caso, ma se la nostra richiesta dovesse essere accolta, potrebbe tornare in libertà durante la prossima settimana. Noi ovviamente difendiamo il diritto, non il delitto. L’imputazione che formula la procura è quella di concorso in omicidio volontario, ovviamente ci sarebbe rispetto alla pena massima lo sconto di un terzo previsto per la minore età – aggiunge – Tuttavia mi auguro che nel corso del procedimento questa imputazione venga modificata perché laddove si ritiene che si tratti di omicidio volontario dobbiamo ritenere la volontarietà del passeggero nel sedile posteriore di determinare un incidente che di fatto è stato causato soltanto dal guidatore della vettura”. Il legale si è poi soffermato anche sulla dinamica dei fatti e nello specifico sugli istanti dell’incidente: “Stando a quanto riferito fino a questo momento risulta che sia Maddalena che Samuel fossero sul sedile posteriore della vettura. Ovviamente questo è ancora al vaglio degli inquirenti. Con Samuel non ho potuto parlare, per ora c’è un divieto di colloquio col difensore imposto dalla procura, ho parlato solo con Maddalena che conferma quanto dichiarato dal suocero, anche lui indagato: loro riferiscono che in macchina in totale erano in quattro, non ci sarebbe una quinta persona”.

 

 

 

 

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