Atene rassicura i mercati e i creditori: pagheremo ma no a nuova austerità

Atene rassicura i mercati e i creditori: pagheremo ma no a nuova austerità

Pur di fronte a enormi problemi di liquidità, la Grecia onorerà “tutti gli obblighi finanziari, nella misura in cui sarà in condizioni di pagare”, ha detto alla stampa il portavoce del governo greco Gabriel Sakellaridis lunedì 25 maggio, in piena tempesta internazionale per le dichiarazioni del giorno precedente del ministro dell’Interno, per il quale la Grecia non avrebbe potuto pagare le rate in scadenza tra il 5 e il 19 giugno, di 1 miliardo e seicento milioni di euro. Nel corso di una conferenza stampa, il portavoce del governo ha cercato di placare i timori, ma la frase è risultata davvero troppo ambigua, anche se ripetuta: “nella misura in cui saremo in condizioni di pagare, pagheremo tutti i nostri obblighi finanziari”. Intanto, già il prossimo 5 giugno c’è una scadenza importante che riguarda il rimborso al Fondo Monetario di 300 milioni di euro.

Su questo punto, il ministro Yanis Varoufakis ha voluto rassicurare i mercati e i partner europei lunedì, che il governo greco è pronto ad accettare tutte le riforme volute dai creditori, ma egli ha rigettato nuovi progetti di austerità, considerati “rimedio peggiore del male”. Secondo Varoufakis è falso che Atene “non possa né voglia mettere in opera un programma di riforme economiche”. Al contrario, il governo è “estremamente desideroso di mettere in opera un piano che includa tutte le riforme economiche sulle quali insistono gli esperti europei”. Inoltre, sottolinea Varoufakis, l’esecutivo al potere da gennaio “occupa una posizione unica per conservare il sostegno popolare a un programma di riforme economiche sano”. Secondo Varoufakis, la Grecia è pronta a mettere in campo le seguenti riforme: “agenzia indipendente per le tasse, eccedenze primarie ragionevoli e permanenti, programma sensato di privatizzazioni e agenzia di sviluppo che sfrutti l’attivo pubblico per creare investimenti, vera riforma delle pensioni che ne assicuri la sostenibilità nel lungo periodo, liberalizzazione dei mercati dei beni e dei servizi”. Se è così, perché i negoziati sono ancora in fase di stallo? “Semplice”, replica Varoufakis, “i creditori della Grecia insistono su un’austerità ancora più dura per quest’anno e per l’anno prossimo, ma il nostro governo non può e non vuole accettare un rimedio che ha dimostrato nel corso di cinque anni di essere stato peggiore del male”. La conclusione di Varoufakis sulle ragioni per cui nonostante questa disponibilità greca, totale, verso le riforme ma non verso una maggiore austerità, è amara: “la vera motivazione è questione che è meglio lasciare ai futuri storici”.

Ancora a proposito della vicenda dei rimborsi, sempre il portavoce del governo ha precisato lunedì che “è responsabilità del governo essere nella capacità di rimborsare tutti gli obblighi, ma è altrettanto responsabilità dei creditori essere rispettosi verso i loro impegni”. Il portavoce ha smentito seccamente l’instaurazione di un controllo dei capitali per bloccare il flusso dei prelievi dei depositi bancari che da cinque mesi continuano ad avere un ritmo sostenuto. Obiettivo del governo greco, ha ribadito il portavoce Sakellaridis, è di pervenire ad un accordo tra fine maggio e l’inizio di giugno, con i creditori, in modo sbloccare il versamento di 7,2 miliardi di euro di prestiti nel quadro del secondo piano di assistenza internazionale al paese in corso dal 2102.

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