Assalto alle coste italiane. Migliaia di migranti pronti a fuggire dalla Libia. In tilt i centri d’accoglienza

Assalto alle coste italiane. Migliaia di migranti pronti a fuggire dalla Libia. In tilt i centri d’accoglienza

È continuo l’allarme sbarchi ed il rischio naufragi nel Canale di Sicilia. In migliaia, complice il bel tempo, si sono imbarcati o lo starebbero facendo in queste ore, con destinazione Italia. L’emergenza è continua. Tutti i centri di prima accoglienza sono ormai fuori controllo ed iniziano anche le prime ulteriori emergenze di carattere sanitario, con casi di scabbia e varicella, che metterebbero a rischio anche il personale di primo soccorso. Sembrerebbe non sia servita a nulla la visita del premier Renzi, in compagnia del segretario delle Nazioni Unite, proprio nel Canale di Sicilia la scorsa settimana. A farsi carico di questo esodo biblico, ci pensano sempre e comunque, il personale della Marina Militare, gli uomini e le donne della Protezione Civile e delle associazioni no-profit. Poco o nulla, tranne qualche lacrimevole dichiarazione di circostanza, è arrivata dall’opulento nord dell’Europa, Germania e Gran Bretagna in testa. La fredda cronaca ci fa descrivere quello che è accaduto nelle ultime ore. È stata una nave portacontainer, la Zeran, a portare la scorsa notte un nuovo carico di migranti in Italia. Erano 194 le donne, i bambini e gli uomini scampati ad un nuovo drammatico naufragio. A bordo della nave commerciale anche cinque cadaveri, recuperati dal personale di bordo. Secondo le prime testimonianze raccolte da traduttori di Caritas e Save the Children, poco prima delle operazioni di salvataggio dei profughi, un gommone avrebbe avuto dei problemi   e sarebbe affondato. A bordo dell’imbarcazione alcune decine di persone, molte delle quali sarebbero finite in acqua perdendo la vita. La Procura di Catania, dove il mercantile è ormeggiato, ha aperto una inchiesta. Secondo le testimonianze raccolte le vittime di questo ennesimo incidente nel Canale di Sicilia, potrebbero superare il numero di 50. Va detto, infine che 150 dei 675 migranti arrivati lunedì su nave Vega ad Augusta sono stati messi in isolamento nel porto Siracusano per casi sospetti di varicella e scabbia. Lo hanno disposto i medici a scopo precauzionale contro un possibile rischio di contagio.

 

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