Arte e filosofia del Novecento, Gnam valorizza le sue collezioni con due conferenze di Maria Sole Cardulli e Maria G. Di Monte

Arte e filosofia del Novecento, Gnam valorizza le sue collezioni con due conferenze di Maria Sole Cardulli e Maria G. Di Monte

La Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, in collaborazione con il Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università “La Sapienza”, organizza le conferenze di Maria Giuseppina Di Monte, “Alberto Giacometti fra rappresentazione e presenza”, e di Maria Sole Cardulli, “Dimostrazioni di nulla: procedimenti e percorsi in Giacometti e Sartre”, inserite nella rassegna “Arte e filosofia del ‘900”, curata da Giuseppe Di Giacomo e Maria Giuseppina Di Monte. Il ciclo si conclude con queste conferenze, ai fini di valorizzare le collezioni della Galleria nazionale d’arte moderna, nelle quali si trovano tre opere dell’artista.

Maria Giuseppina Di Monte: “Alberto Giacometti fra rappresentazione e presenza”

Sartre, nel famoso saggio “La pittura di Giacometti” ha posto l’enfasi non tanto sul singolo ritratto quanto sui gruppi di figure che Giacometti scolpisce e che il filosofo interpreta come un popolo: “Ha scolpito degli uomini che traversano una piazza senza vederla; s’incontrano, sono irrimediabilmente soli, eppure sono insieme: si perdono di vista per sempre ma non si perderebbero se non si fossero cercati”. Queste figure sono legate fra loro da un uguale destino, di solitudine e incomunicabilità; sono fatti della stessa sostanza, una materia corrosa e sfibrata, a tratti quasi impalpabile ma anche dura e forte. Potrebbero avere dei nomi come i più noti protagonisti immortalati nei ritratti di famiglia: Diego e Annette in particolare, di cui sembrano essere le anonime controfigure, tanto decisive sono le somiglianze fra questi corpi e questi volti ugualmente consunti e scarniti. Nella conferenza si cercherà di concentrare l’attenzione sul problema del rapporto fra rappresentazione e presenza nei ritratti dell’artista svizzero: evidenziando come il “mostrarsi” costituisca il momento cruciale nella logica della presentazione. Attraverso il mostrarsi la rappresentazione si fa presenza superando la realtà nel processo di rappresentazione in quanto la realtà stessa si fa immagine. Maria Giuseppina Di Monte è dottore di ricerca in Storia dell’arte all’Università di Basilea, storica dell’arte della Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma. Direttore della collana “Visual Studies” edita da Carocci (Roma) e co-direttrice del Rome Network of Visual Studies, membro del board di “Sensibilia. Colloquium on Perception and Experience”. Fra gli ambiti di ricerca: l’arte del XX secolo, teoria dell’immagine, museologia, Visual and Cultural Studies. Tra le pubblicazioni più recenti, oltre ai cataloghi di mostre e a tre monografie si segnalano le curatele di “Gottfried Boehm. La svolta iconica” con M. Di Monte (Meltemi, 2009), “Meyer Schapiro e i metodi della storia dell’arte” con altri autori (Mimesis, 2010), “L’immagine che siamo. Ritratto e soggettività nell’estetica contemporanea” con M. Di Monte ed H. de Riedmatten, (Carocci, 2014), “Geschicht und Identität” con altri autori (Fink Verlag, 2014).

Maria Sole Cardulli: “Dimostrazioni di nulla: procedimenti e percorsi in Giacometti e Sartre”

Alla verifica della poetica di Giacometti espressa nei numerosi scritti, oltre che all’analisi della sua produzione artistica, l’artista rivela tendenze di ricerca comuni con il Sartre dell’“Essere e il nulla”, che vanno al di là della fama di Giacometti “per la platea” quale “tipo dell’artista esistenzialista”, come scriveva Palma Bucarelli nella celebre monografia del 1962. Categorie sartriane come quelle di distanza, di fuga, di interrogazione, di assenza funzionano nel dispositivo di Giacometti che attua, attraverso la produzione scultorea, un procedimento dimostrativo affine a quello del “Saggio di ontologia fenomenologica”. L’operazione artistica di Giacometti dialoga con la dissertazione di Sartre, in una consonanza d’intenti giustificata anche dal rapporto personale fra i due, se pur non sempre lineare. Se il nulla, in Giacometti, genera la scarnificazione della figura, questa, ancorché corrosa dalla stessa carica di fragilità di cui è investita dalla interrogazione dell’artista, tuttavia rimane per dimostrare il nulla. Maria Sole Cardulli è Specialista in Storia dell’Arte Medievale e Moderna e Dottore di ricerca in Storia dell’arte alla Sapienza Università di Roma. Lavora presso la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma. Le sue ricerche spaziano dal Medioevo al contemporaneo, nell’ambito del quale si è occupata principalmente di scultura del Novecento, da Giacomo Manzù, cui ha dedicato numerosi saggi nella rivista “Raccolta Manzù. Allestimenti e ricerche”, a Medardo Rosso, da Angelo Zanelli a Napoleone Martinuzzi, da Hendrik Christian Andersen a Marcel Duchamp. Fra le più recenti pubblicazioni: “Napoleone Martinuzzi scultore nelle collezioni della Galleria nazionale d’arte moderna”, nell’ultimo numero di “Saggi e Memorie di Storia dell’Arte”.

mercoledì 27 maggio 2015, ore 15.30 Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea viale delle Belle Arti, 131 – Roma

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