Riesplode la violenza, feriti e arresti. La cronaca nera prevale su quella sportiva

Riesplode la violenza, feriti e arresti. La cronaca nera prevale su quella sportiva

Ci risiamo. Ancora una volta a prevalere sullo sport sono stati  i teppisti, i pseudo tifosi (da strapazzo)  i quali, come se non fossero bastati i delinquenziali episodi dei giorni precedenti (stadio di Varese semidistrutto, giocatori del Cagliari minacciati e picchiati), a Torino,  hanno avuto il potere di inquinare con atti di assurda, ingiustificata e inspiegabile violenza,  un gran bel derby, facendo prevalere la cronaca nera su quella calcistica. Oggi si sarebbe dovuto rimarcare il ritorno alla vittoria del Torino sulla Juventus dopo 20 anni, sottolineandone i risvolti campanilistici, evidenziando che questa sconfitta, la terza di questo torneo, comunque, non avrà alcuna influenza sul predominio bianconero nè sull’esito finale del campionato.  Invece si è costretti a parlare di un assalto, peraltro,  ben ripreso da una telecamera esterna, al bus juventino, di una bomba carta esplosa o fatta esplodere fra i tifosi granata allo stadio, di feriti e, finalmente, di arresti dei presunti responsabili. A tutta questa ennesima violenza nella civilissima Torino,  che nulla ha a che vedere con la normale, simpatica rivalità  stracittadina,  si aggiunge, poi, quanto capitato negli spogliatoi di Bergamo, dove, al termine di un’insignificante partita fra Atalanta e Empoli, si è registrata una vera e propria aggressione fisica, da parte di Denis all’empolese Tonelli, premeditata e preordinata, dopo che il secondo, in campo aveva minacciato di morte l’attaccante bergamasco.   Certo, questi sono episodi differenti e distinti ma con una identica matrice di odio giustizialista, manifestato con azioni decise a mente fredda e non istintivamente, come talvolta, capita in campo fra giocatori che perdono la testa.   Ci si chiede come sia stato possibile che il bus bianconero, nei pressi dello stadio, sia stato aggredito con oggetti contundenti, inseguito e  minacciato senza che, nei pressi, ci fossero rappresentanti della forza pubblica, in un derby sentitissimo, che avrebbe dovuto creare il massimo dell’allerta e, invece….

Idem allo stadio, dove qualcuno è entrato, tranquillamente,  con una bomba carta in tasca, lanciandola proditoriamente e provocando, per fortuna, solo una decina di feriti, medicati e dimessi dall’ospedale.  Non ci si rallegra nell’apprendere che ci sono stati cinque arresti ma almeno questa notizia attenua la delusione che forse ci sarebbe dovuta essere una più concisa prevenzione,  se non una repressione,  prima. La morte di Ciro Esposito in una situazione di analoga violenza che tanto scalpore aveva generato con i soliti, innumerevoli bla bla e promesse di intransigenza da parte di chi doveva vigilare, evidentemente non è servita a nulla.  Oggi, tutti uniti nel coro di condanna  ma,  poi, da domani cosa succederà ?  I presunti colpevoli arrestati, forse fra qualche settimana saranno collocati ai comodi arresti domiciliari, fra qualche mese processati e condannati con le franchigie legali che in Italia non si negano a nessuno, Daspo per qualche anno, ma, in carcere vero e proprio chi e quando ci andrà ? Le attuali leggi, quelle che tutti blaterano di voler inasprire  e, soprattutto, far applicare, non intimoriscono nessuno e i violenti di natura continueranno ad imperversare fino a quando non ci sarà un’azione, implacabile, impietosa e senza condizionamenti nei confronti degli ultras, bonificando le curve, recidendo i legami interessati e opportunistici che troppe società intrattengono con gli stessi. Fuori dagli stadi l’ordine pubblico  può essere gestito solo dalle istituzioni preposte ma all’interno degli spogliatoi anche i calciatori devono fare la loro parte, evitando pericolose provocazioni che contribuiscono solo ad accendere gli animi sugli spalti;  se si arriva a minacciare di morte la famiglia di un avversario non ci si deve, poi, meravigliare se la reazione diventa più violenta ancora della provocazione, attraverso una vera e propria spedizione mafiosa, meritevole, comunque,  solo di sdegno e di adeguata punizione non solo sportiva ma anche penale. Tutti contro tutti in nome non del calcio ma dei calci,  verbali, offensivi, deleteri,  finalizzati a colpire, a  far male, a “distruggere” l’avversario in campo o in tribuna.     In ambito sportivo, se i valori morali non si acquisiscono con il libero arbitrio,  allora bisogna usare il pugno di ferro come, come negli anni 80, in Inghilterra, fece  Margaret Thatcher  (soprannominata, non per nulla,  “lady di ferro”) liberando  l’Inghilterra degli  hooligans.

Perchè non fare altrettanto in Italia ?  Perché l’attuale uomo solo al comando di questo paese non impone la sua autorità anche nell’ambito calcistico alla stessa maniera di  come fa credere di fare in tutti gli altri settori ?

Ci sono state anche le partite   Per coloro che vogliono sentire parlare solo di calcio, per paura o per indifferenza,  nel 32^ turno, oltre alla battuta d’arresto della Juventus,  c’é da rilevare la giornata negativa delle due squadre romane, dirette inseguitrici dei bianconeri ma, a questo punto, anche di se stesse. Una  Roma, totalmente negativa,  è stata seccamente battuta da un’Inter che sembra essersi ritrovata e appare, ora,  ringalluzzita. La Lazio, speranzosa di fare lo scatto decisivo verso il secondo posto distanziando i cugini giallorossi, è stata frenata in casa dal Chievo  sull’1-1 e comincia a sentire il fiato di uno splendido Napoli, l’unica delle squadre al vertice ad aver vinto.  Gli uomini di Benitez hanno letteralmente disintegrato la Sampdoria, portandosi a due soli punti dalla Roma, in quarta posizione.  Chi poteva approfittarne, la Fiorentina, con un turno facile,  non lo ha fatto ed è stata battuta in casa da un sorprendente quanto disperato Cagliari. Tornano a fare capolino verso la zona europea Torino e Genoa (-3 punti dal quinto posto), in particolare,  i granata rilanciati dalla prestigiosa vittoria del derby dopo due decenni esatti. Chi, invece, continua a sprofondare è il Milan superato anche dall’Udinese in una bruttissima partita che ha creato scompiglio fra Inzaghi e i giocatori: si attende solo la fine di questo agonizzante campionato e,  soprattutto, i tifosi del Diavolo aspettano con ansia la notizia dell’uscita di Berlusconi, grande artefice dei disastri degli ultimi anni,  con la cessione della società a qualcuno dei pretendenti asiatici.  Meritevole di segnalazione un’altra vittoria dell’orgoglioso Parma, stavolta sul presuntuoso Palermo,  e l’ennesima doppietta di Luca Toni, secondo, con una rete in meno rispetto a Tevez, nella classifica dei marcatori; il trentottenne cannoniere veronese  ha dato, ancora una volta, una lezione di calcio a tanti giovani e a campioni milionari rappresentando  una boccata d’aria fresca in una domenica particolarmente grigia, in attesa della prossima giornata che si disputerà mercoledì prossimo in uno dei  turni  infrasettimanali per assecondare le esigenze televisive.

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