Delrio scavalca Cantone, favorito per le Infrastrutture

Delrio scavalca Cantone, favorito per le Infrastrutture

Interim breve per Renzi, ma pieno di incognite. Le dimissioni obbligate di Lupi, hanno aperto non solo il capitolo successione al ministero delle infrastrutture, ma anche tutta una lunga serie di dinamiche interne ed esterne al Governo, che potrebbero creare non pochi problemi al Presidente-Segretario. Le piste che portavano Cantone al ministero delle infrastrutture e Gratteri sulla poltrona di Presidente dell’Autorità anti-corruzione, sembrano essersi spente in sole 24 ore. Cantone resterà con ogni probabilità al suo posto e Gratteri conserverà la Presidenza della Commissione di studio nella lotta alla mafia. Chi invece esce rafforzato nella corsa verso il palazzone di Porta Pia, sarebbe il sottosegretario Delrio, una scelta tutta politica in una stagione costellata di tecnici prestati alla politica. Con questa scelta verrebbe meno anche la necessità di depotenziare, sfilando al ministero l’ingombrante ma ambitissima Struttura Tecnica di Missione, quella governata per anni dal potentissimo Ercolino Incalza, che tanti guai ha portato in casa Lupi. Salta anche lo spacchettamento dellle Infrastrutture in due tronconi: Lavori Pubblici e Trasporti. Per far questo, visto che non si trattava di sostituire solo un ministro ma almeno tre, ci sarebbe stata la necessità, o meglio l’obbligo, di passare attraverso un nuovo voto di fiducia, con il rischio concreto per Renzi di inciampare sul percorso in qualche trappolone parlamentare. Ma la partita delle ‘caselle’, non finisce qui, visto che Renzi dovrà comunque risarcire gli alfaniani. Come detto venerdì, per l’Ncd ci sarebbe pronto il ministero degli Affari Regionali e per quella casella c’è un solo nome: Quagliarello, va detto, inoltre, come racconta oggi Francesco Bei sul quotidiano la Repubblica, che potrebbe addirittura cambiare il nome del ministero. Un ritorno a vecchi fasti e potentati: ministero del Mezzogiorno. Ma alla luce di tutto questo è sempre più problematico, l’assetto interno proprio nell’Ncd, anche alla luce delle prossime elezioni regionali. Se ci sarà un risarcimento al partito nel Governo, al tempo stesso Alfano dovrà garantire un risarcimento al dimissionario Lupi, ed ecco allora il problema. I mal di pancia sono molti e primo fra tutti quello dell’attuale Capogruppo, l’ex ministro Nunzia De Girolamo, che vedrebbe spodestata dal ruolo con l’arrivo proprio di Lupi, a meno che, l’ex ministro non rinunci. Un partita a scacchi delicatissima, visto che Alfano dovrà cercare di far convivere le tante anime del suo partito, molte delle quali già guardano ad un mesto rientro in Forza Italia. Decisiva la partita delle alleanze in Campania, dove l’Ncd potrebbe trovare un accordo di cartello con i democratici ed allora, su questo punto tutto potrebbe deflagrare. Va detto, ancora, della fronda anti-alfaniana, guidata da parlamentari di spicco come Giovanardi, Formigoni, Cicchitto, oltre naturalmente alla stessa De Girolamo, che punterebbe al ritiro della delegazione Ncd nel Governo. La volontà sarebbe quella di approdare immediatamente nell’altro campo politico, in Forza Italia, ma le elezioni sono imminenti ed allora la strategia sarebbe quella di condizionare il ministro degli Interni fino all’uscita dal Governo, senza però lasciare la maggioranza. In buona sostanza per Renzi solo un appoggio esterno. Questa la posizione dei pasdaran della demolizione di vecchi accordi, ma ci sono anche coloro che nell’Ncd vanno in direzione opposta e sembrerebbe comunque questa la linea maggioritaria. Ad oggi, sabato, tutto sembra comunque congelato e con ogni probabilità nulla si muoverà prima dell’incontro, fissato lunedì, tra il Capo dello Stato, Mattarella ed il Presidente del Consiglio Renzi. Lì si deciderà il riassetto del Governo in primis, ed in conseguenza di questo partirà la giostra che vi abbiamo raccontato. Sembrerebbe certo che Renzi andrà al Quirinale con il nome dei nuovi due ministri (Del Rio e Quagliarello ndr) già in tasca. Infine, ultimo, ma non ultimo, visto che Mattarella ha già ricevuto al Quirinale il ministro dimissionario, Lupi, non è escluso che lo stesso Renzi si consulti son il Capo dello Stato, sul caso dei 4 Sottosegretari indagati e che, fino ad ora sono rimasti al loro posto. Uno più uno fa due, ed allora, con ogni probabilità ci sarà una cura dimagrante per il Governo, visto che i 4 componenti del Governo, potrebbero seguire, ob torto collo, la strada aperta da Lupi, che per altro non era neppure indagato.

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