Consiglio europeo sulla Grecia: nuova lista di riforme. Tsipras accetta, ma chiede subito aiuti. Juncker trova 2 miliardi dai Fondi non utilizzati

Consiglio europeo sulla Grecia: nuova lista di riforme. Tsipras accetta, ma chiede subito aiuti. Juncker trova 2 miliardi dai Fondi non utilizzati

I colloqui della prima giornata del Consiglio europeo a Bruxelles, sono terminati alle 2 della notte tra giovedì e venerdì, e sono ripresi nella tarda mattinata del 20 marzo, dopo l’eclissi di sole. Subito dopo i colloqui della prima giornata, il premier greco Tsipras è stato invitato a consegnare una lista dettagliata di riforme, con molta celerità, in cambio degli aiuti indispensabili per evitare il default economico della Grecia. E la Grecia ha accettato di presentare “un lista completa di riforme specifiche”, molto presto. C’è la speranza che i colloqui tra i principali potentati della Eurozona possano spezzare l’impasse coi creditori. La BBC ha rilanciato una dichiarazione di un importante membro del Consiglio, rimasto anonimo: “il messaggio alla Grecia è stato semplice, ‘dateci presto una lista, e presto avrete il denaro’”.

Ad Atene, in effetti, i soldi servono, e presto. Il timore di una crisi di liquidità cesce, perché la Grecia deve rimborsare 350 milioni di euro al Fondo Monetario Internazionale entro venerdì 20 marzo. Dopo l’interruzione dei colloqui, Angela Merkel, cancelliera tedesca, ha detto alla stampa che Alexis Tsipras aveva condiviso la necessità e la richiesta di presentare le riforme: “il primo ministro greco”, ha detto Merkel, “ha dichiarato la sua volontà di sottoporre questa lista e di farlo velocemente. Questa è la richiesta urgente, e su questo ci concentreremo”. La replica di Tsipras non si è fatta attendere. All’Agenzia internazionale Reuters ha dettato: “è chiaro che la Grecia non è obbligata ad implementare misure recessive. La Grecia deve solamente sottoporre le sue riforme strutturali, e sono quelle da implementare”.

La dichiarazione del Consiglio europeo

Al termine della prima giornata di colloqui, i presidenti del Consiglio europeo, la Commissione e l’Eurogruppo hanno diffuso la seguente dichiarazione sulla Grecia: “Aderiamo completamente all’accordo dell’Eurogruppo del 20 febbraio 2015. Nello spirito della fiducia reciproca, siamo tutti impegnati a velocizzare il lavoro e a concludere prima possibile. Nel quadro dell’accordo dell’Eurogruppo del 20 febbraio 2015, le autorità greche avranno la responsabilitàdelle riforme e presenteranno una lista completa di riforme specifiche nei prossimi giorni. Abbiamo riconfermato l’accordo pratico sul processo: i colloqui sulle politiche avranno luogo a Bruxelles. Le missioni relative all’accertamento dei fatti avranno luogo ad Atene. L’Eurogruppo è pronto a riconvocarsi non appena possibile”.

La posizione del governo greco espressa nella mattinata di venerdì

Il portavoce del governo greco ha detto che Atene si aspetta di ricevere i fondi di cui ha disperatamente bisogno non appena sarà presentata la nuova lista dettagliata delle riforme economiche. Gabriel Sakellaridis ha tenuto a spiegare dopo la diffusione del comunicato che: “quel che è stato dibattuto è che una volta che le riforme sono state consegnate, e in modo dettagliato, all’Eurogruppo, il finanziamento verso l’economia greca sarà sbloccato”. Sakellaridis ha aggiunto che Atene intendeva fare veloci progressi nella implementazione di tali proposte. Ha dovuto farlo perché durante la notte alcuni organi di stampa hanno sostanzialmente speculato sul fatto che l’Eurogruppo potesse incontrarsi già la prossima settimana per discutere delle nuove riforme greche, ma in realtà la notizia non era stata confermata da fonti ufficiali.

Varoufakis: costruiamo insieme un’Europa migliore

In un post sul suo blog, al termine della prima giornata di incontri a Bruxelles, il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis ha voluto precisare che, a proposito delle relazioni diplomatiche tra Grecia e Germania, messe a dura prova in queste settimane, entrambi i paesi devono mettere da parte gli errori del passato. “Innanzitutto”, scrive Yaroufakis, “dobbiamo lavorare verso la fine del ‘blame game’, il gioco a chi ha la colpa, tossico e al moralistico ‘indice puntato’ che porta benefici solo ai nemici dell’Europa. In secondo luogo, dobbiamo concentrarci sui nostri interessi comuni: su come crescere e su come riformare la Grecia rapidamente, così che lo stato greco possa meglio ripagare i suoi debiti, come non ha mai fatto prima, mentre considera i suoi cittadini come uno stato europeo moderno deve fare. In termini pratici, l’accordo dell’Eurogruppo del 20 febbraio offre un eccellente opportunità di progresso. Implementiamolo immediatamente, come i nostri leader hanno consigliato nell’incontro di giovedì a Bruxelles. Guardando oltre, e al di là delle attuali tensione, il nostro sforzo comune è quello di ridisegnare l’Europa così che tedeschi e greci, insieme con tutti gli europei, possano re-immaginate la nostra unione monetaria come il regno della prosperità condivisa”.

Due miliardi di Fondi europei subito

Intanto, il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, ha annunciato nella seconda giornata del Consiglio europeo di aver messo a disposizione della Grecia 2 miliardi di euro di Fondi europei non utilizzati, per il 2015. La somma non sarebbe destinata a “rimpinguare le casse dello Stato greco”, ha precisato Juncker, proprio nel momento in cui Atene ha più bisogno di liquidità. I Fondi europei potrebbero, al contrario, essere utilizzati “per rafforzare le misure per la crescita e per la coesione sociale”, soprattutto “in risposta all’enorme problema della disoccupazione giovanile”. Nella convinzione che la Grecia stia soffrendo di una profonda “crisi umanitaria”, Juncker ha presentato la scorsa settimana a Tsipras un documento sulle possibilità che avrebbe la Grecia di utilizzare meglio i Fondi strutturali europei. Un team tecnico è stato messo a disposizione a Bruxelles, e funzionari europei sono già ad Atene “per lavorare in buona sintonia con le autorità greche”, ha concluso Juncker. In realtà, Juncker ha anche detto che la Grecia è già favorita e privilegiata, “perché può beneficiare di tassi di cofinanziamento del 5%” sui progetti sostenuti dai fondi europei, soprattutto i fondi sociali, contro il 15% in media nella UE.

 

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