“Knight of Cups”, il nuovo affresco di Terrence Malick

“Knight of Cups”, il nuovo affresco di Terrence Malick
Grandi applausi al Festival del Cinema di Berlino per il nuovo film di Terrence Malick, texano di Waco, uno dei registi più originali e significativi degli ultimi quarant’anni. Le sue pellicole hanno sempre suscitato grandi dibattiti, riflessioni filosofiche ed esistenziali. Ogni suo lungometraggio non passa mai inosservato. Sin dal suo primo film, “La rabbia giovane” del 1973, il cineasta statunitense ha raccontato e descritto con grande sensibilità e geniale visionarietà le contraddizioni e le sofferenze della condizione umana. Nel corso della sua prestigiosa carriera ha vinto l’Orso d’Oro a Berlino nel 1999 con lo straordinario “La sottile linea rossa” e la Palma d’Oro al Festival di Cannes nel 2011 per “L’albero della vita”. Tra le sue opere ricordiamo “I giorni del cielo” del 1978 con Richard Gere, “Nuovo Mondo” del 2005 con Christian Bale e Colin Farrell e Christopher Plummer e “To the wonder” del 2012 con Ben Affleck e Javier Bardem.
La sua ultima fatica, “Knight of Cups”, narra in chiave allegorica, la perdita da se stesso di un uomo affermato e la sua ricerca, in un’angosciosa vacanza dall’esistenza, dove è vittima del successo e dove è schiacciato dalla vacuità dei suoi incontri e degli spazi che abita, della verità della vita. “Questo film ha avuto una lunga gestazione” – spiega Bale – si parla di una persona che ha realizzato tutti i suoi sogni, ma che adesso sente di aver perso la sua anima e dunque si mette in viaggio per poterla recuperare”.
Nel cast sono presenti oltre Christian Bale e Natalie Portman anche Cate Blanchett, Brian Dannehy, Antonio Banderas e Ryan O’Neal. Come in molti film di Terrence Malick, l’ambientazione è fondamentale in un discorso estetico-narrativo. Le vicende dei protagonisti si svolgono a Los Angeles, la gigantesca metropoli di oltre 12 milioni di abitanti nota per contraddizioni, diffenze sociali e  per una varietà umana che vive in eleganti quartieri borghesi o in veri e propri ghetti in cui regna la violenza e la povertà. La capitale della California fa da sfondo alle vicende umane narrate nel film. Come ricorda la stessa Natalie Portman: “Il film riflette, nella sua esplorazione paesaggistica della città, la grande diversità di Los Angeles. Da questa coesistenza di situazioni estreme nello stesso contesto, è stato possibile far trasparire sia la superficialità delle feste di Hollywood, da cui parte la ricerca del protagonista, sia gli sprazzi di luce che vengono simbolizzati dalla generosità e dall’umanità di alcune figure, ad esempio quella di Cate Blanchett, che interpreta la prima moglie di Rick”, uno strepitoso e intenso Christian Bale che aveva già lavorato con Malick in “Nuovo Mondo”.

 

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