Viareggio, il Carnevale si farà: la satira riesce sempre a farsi strada

Viareggio, il Carnevale si farà: la satira riesce sempre a farsi strada

Il tempo cambia molte cose e mantenere un rito costituisce una forma di lotta, talvolta ostinata e donchisciottesca,  contro questo ineluttabile processo. Questo è vero sia per le singole esistenze, sia nella vita di comunità e di nazioni. Quando il rito sarà svuotato di ogni energia, si perderà nel fluire delle cose e sarà solo una traccia lasciata nei testi.

Cosa è dunque una manifestazione identitaria per un luogo, per una città? Niente, se la città stessa è talmente cambiata da non riconoscersi più in essa, molto, se invece tanti la vivono profondamente come propria e l’intensità della loro partecipazione è tale da coinvolgere anche chi ci si trovi immerso per la prima volta. Il Carnevale di Viareggio è una di quelle manifestazioni che rinasce ciclicamente dalle sue ceneri: dissesto finanziario, infinite polemiche, apparente disinteresse fanno temere ogni anno per la sua esistenza fino a che poi ci si accorge che i carri sono stati costruiti, i costumi per gli innumerevoli figuranti sono stati cuciti e il programma è stato tirato giù.

La Regione sostiene la manifestazione .

Quest’anno poi la Fondazione è stata addirittura commissariata, come del resto l’intero comune e allora cosa accadrà? La Regione ha deciso di sostenere la manifestazione che ovviamente è fonte di lavoro non solo direttamente, ma anche nell’indotto; tutti hanno tirato un primo respiro di sollievo per qualcosa che  non può sparire anche se certamente non può bastare a dare benessere a una cittadina stremata dalla crisi  generale e dalle inefficienze locali. Il mese di Febbraio vedrà quindi svolgersi, pur con ogni possibile risparmio, la manifestazione, almeno nelle sue parti essenziali, in primis, naturalmente, le sfilate delle grandi costruzioni allegoriche: per chi non l’ha mai visto, sarà sempre uno spettacolo grandioso, per chi vi partecipa ogni anno, potrà mostrare il bisogno di qualche novità.

Un’aderenza all’ attualità  che sfiora la preveggenza

Ciò che lo rende però assolutamente necessario per l’Italia, ma anche per il resto del mondo dove la sua risonanza è maggiore di quella che si può immaginare, è l’impianto satirico delle sue tematiche: con un tono che può variare dal goliardico, al grottesco, all’amaro, è sempre irriverente, e mostra un’aderenza all’attualità che sfiora la preveggenza e una fantasia inesauribile anche quando i personaggi irrisi se ne stanno per decenni incollati nella vita pubblica.Del resto il legame che Dario Fo, giullare da Premio Nobel, ha riaffermato anche quest’anno con la manifestazione, assumendo il titolo di antica memoria di Capo Carro,  conferma che  lo spirito anarchico della satira riesce a farsi strada anche fra bilanci e beghe  burocratiche e a mostrare al mondo la sua maschera beffarda.

Proprio quest’anno non se ne può fare a meno.

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