Unioni Civili, Roma capitale ha detto sì. Farà da apripista per una legge nazionale?

Unioni Civili, Roma capitale ha detto sì. Farà da apripista per una legge nazionale?
Dopo aver sfiorato la rissa, per la dura opposizione di partiti e movimenti dell’estrema destra romana, la Capitale ha deliberato, in Aula Giulio Cesare, per l’istituzione del registro delle Unioni Civili. Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale e militanti di Casa Pound avevano tentato, provocatoriamente, di bloccare i lavori dell’Assemblea Capitolina, in parte riuscendoci, visto che il voto sulla delibera è slittato alla mattinata di mercoledì per l’irruzione di alcune decine di manifestanti, in Aula Giulio Cesare nella serata di martedì, impedendo, di fatto, lo svolgimento dell’Assemblea Capitolina. La provocazione, però, è stata respinta, visto che il Consiglio Comunale è tornato a riunirsi  per poi deliberare favorevolmente con 32 sì, 10 contrari e un astenuto. Ad accogliere quella che può essere definita, a giusta ragione, una vera e propria svolta ed un segnale da riprendere legislativamente a livello nazionale il canto di “Bella ciao”, che ci eravamo abituati a sentire in occasione della vittoria di Tsipras in Grecia.
La delibera istituisce dunque il registro unico per tutti i Municipi di Roma Capitale, omogeneizzando quindi quelli già esistenti in alcuni di loro. Potranno iscriversi “le coppie formate da persone maggiorenni e conviventi di qualsiasi sesso, italiane o straniere, e che non siano legate tra loro da vincoli giuridici, che non facciano parte di un’altra unione civile e che non siano sposate, vincolo quest’ultimo che cade al momento dell’annotazione della separazione, senza quindi dover aspettare il divorzio”. Inoltre l’atto dell’iscrizione potrà essere accompagnato da una cerimonia – nei locali comunali solitamente adibiti alla celebrazione dei matrimoni civili – che celebrerà il rilascio dell’attestato di unione civile. Tra gli altri emendamenti inseriti, spicca quello che prevede che “gli attestati delle trascrizioni dei matrimoni contratti all’estero sono inseriti nel registro delle unioni civili”. Immediatamente dopo l’approvazione è scattata la festa in Piazza del Campidoglio dove alcune centinaia di militanti dei partiti del centrosinistra si sono uniti alle associazioni pro-delibera e tra queste l’Arci Gay e quelle Lgbt. Nella monumentale piazza, tra lo stupore dei turisti, sono stati organizzati caroselli intorno alla statua del Marco Aurelio. Insieme ai tanti militanti il provvedimento è stato festeggiato anche e giustamente, dalla prima firmataria del testo, il consigliere capitolino Imma Battaglia (Sel), che in piazza ha ricevuto il plauso dell’ex parlamentare di Rifondazione comunista Vladimir Luxuria. Orgoglio e tanta soddisfazione anche per il Sindaco Marino, che tenacemente è voluto arrivare al varo del provvedimento.
Il Sindaco Marino: “Un successo per i cittadini romani. E’ una risposta all’indifferenza di certa politica”
“L’approvazione della delibera sul registro delle Unioni Civili – ha detto Marino-rappresenta un grande successo per i cittadini romani, e corona il lavoro serio e puntuale dell’Assemblea capitolina, che ha saputo portare avanti un dibattito complesso e articolato su un tema che la cittadinanza, nella sua maggioranza, ha già fatto proprio rispetto alla indifferenza di certa politica ormai fuori tempo massimo. A tutti i consiglieri che hanno votato a favore va dunque il ringraziamento della Giunta e mio personale, come pure un grazie speciale va alla presidentessa Valeria Baglio, che ha guidato i lavori con determinazione e competenza, imprimendo quella spinta necessaria per arrivare al traguardo. Abbiamo così mantenuto fede agli impegni assunti in campagna elettorale da questa maggioranza, anche coinvolgendo pezzi dell’opposizione”.
Arcigay ed Arcilesbica plaudono ma guardano avanti: “Ora serve una legge nazionale”
“Bene il registro sulle unioni civili a Roma- commenta Carlo Chiattelli, Presidente Arcigay di Roma-  E’ un risultato molto importante che deve avere un riscontro in termini politici per una legge nazionale. Da oggi i gay a Roma hanno uno strumento per vedere riconosciute le loro relazioni di coppia ma la piena parità di diritti deve venire da una legge che ci renda tutti uguali. Renzi ha più volte annunciato una legge ma ancora non se ne vede traccia. Ringraziamo i consiglieri D’Ausilio e Tempesta che hanno inserito con il loro emendamento nel registro anche i matrimoni gay contratti all’estero, facendo in modo che anche il Consiglio si sia espresso favorevolmente alle trascrizioni fatte dal sindaco Marino”. In sintonia la posizione espressa da Lucia Caponera, Presidente di Arcilesbica Roma: “Sono tante le donne lesbiche che aspettano una legge che riconosca i loro amori. Speriamo che in tante si iscrivano al registro di Roma e che questo sia un primo passo per arrivare ad una legge che dia a tutti e tutte piena parità di diritti. Sicuramente il Sindaco Marino ha svolto un ruolo decisivo per arrivare a questo risultato raccogliendo le istanze che in tanti anni abbiamo portato avanti anche a Roma”.
Di Berardino (Cgil): “E’ un riconoscimento ai diritti delle persone ed ai loro legami affettivi”
Tra chi ha espresso soddisfazione, se non vera e propria gioia per il provvedimento, anche il Sindacato ed in particolare la Cgil, con il suo Segretario di Roma e del Lazio Di Berardino: “Finalmente il registro delle unioni civili. Finalmente una buona notizia che attribuisce a Roma Capitale un ruolo degno di una grande capitale europea sul piano nel riconoscimento dei diritti delle persone e del loro legame affettivo. E’ un grande risultato – aggiunge – dall’indubbia valenza simbolica, soprattutto per le coppie lgbt, che da anni combattono per essere riconosciute come tali, e che ci auguriamo possa aprire la strada, a livello nazionale, a una legislazione davvero al passo con i tempi. In una fase in cui le diseguaglianze aumentano è fondamentale che le istituzioni e le parti sociali si impegnino per sradicare qualsiasi forma di discriminazione”.
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