Tsipras e il suo governo giurano. Primi atti: no a sanzioni contro la Russia e Sanità universale e gratuita

Tsipras e il suo governo giurano. Primi atti: no a sanzioni contro la Russia e Sanità universale e gratuita

Con una velocità da fare invidia, il governo greco guidato da Alexis Tsipras ha giurato nel pomeriggio di martedì 27 gennaio, appena due giorni dopo il voto. Per la prima volta nella storia della Repubblica greca, il giuramento è stato diviso in due segmenti: uno laico e uno religioso. Il nuovo capo del governo, Tsipras, ha cioè lasciato ai ministri e ai viceministri la libertà di scegliere tra un giuramento laico nelle mani del presidente della Repubblica, Papoulias, e un giuramento religioso, sulla Bibbia ortodossa nelle mani del delegato del Patriarca Ieronimos, il vescovo di Methoni, Klimis.

Il governo: 40 membri, ma i posti chiave a Syriza

Il primo governo Tsipras si compone di 40 membri, tra ministri con e senza portafoglio, e viceministri. Tra loro, sette sono le donne. Quattro sono i cosiddetti iperministri: quello dell’Economia affidato a Yanis Varoufakis, 53 anni, docente di Economia all’Università di Austin, negli Stati Uniti, radicalmente contrario a qualunque politica di austerità e autore del programma economico di Syriza per l’uscita dalla “crisi umanitaria”. Varoufakis aveva criticato in profondità il cosiddetto Memorandum della Troika per il “salvataggio” delle banche greche e ha già annunciato di voler lavorare per realizzare profonde riforme economiche, “indipendentemente da chi siano i creditori che lo richiedano”. Infine, Varoufakis ha già sostenuto che la Grecia non chiederà ulteriori prestiti: “il nostro stato deve vivere coi propri mezzi nel prossimo futuro. Siamo pronti ad affrontare una vita austera, che è cosa diversa dall’austerità”. E ha concluso che “i negoziati coi creditori hanno già avuto inizio, ma non con la Troika”.

La promessa del ministro della Sanità: assistenza gratuita ai 3 milioni di greci non assicurati

Il ministro della Sanità è Panagiotis Kouroumblis, il primo ministro non vedente nella storia greca, che ha rilasciato la seguente dichiarazione: “le nostre priorità al ministero della salute saranno relative alla protezione dei non assicurati. Ci sono 3 milioni di non assicurati nel nostro paese e noi vogliamo garantire che vi sarà uguaglianza in materia di salute”.

Gli altri ministri importanti

Yannis Dragasakis, 68 anni, diventa il ministro supervisore dell’insieme dell’azione economica del governo e dei negoziati coi creditori. Transfuga del Partito comunista e deputato di una circoscrizione di Atene per Syriza, dirige la commissione interna del partito di Tsipras che si occupa di elaborare un nuovo modello di sviluppo per la Grecia. L’altro iperministro dell’Economia, con delega alle infrastrutture, alla Marina mercantile e al Turismo, è l’economista Georges Stathakis. A Panagiotis Lafarzanis viene affidata la delega allo sviluppo produttivo, all’ambiente e all’energia. Lafarzanis rappresenta la cosiddetta “Piattaforma di sinistra” di Syriza, una delle correnti di opposizione interne al partito. Ad Aristides Baltas va il il Ministero che raggruppa Cultura, Istruzione e Affari religiosi.

Per effetto dell’alleanza con i Greci indipendenti (Anel), Panos Kammenos, il suo leader diventa ministro della Difesa. La concessione di Tsipras non è di poco conto, perché Kammenos dovrà occuparsi della questione turca e della questione macedone, e la sua posizione appare molto distante da quella espressa da Syriza.

Il no a nuove sanzioni contro la Russia

Il docente universitario ed ex consigliere di Papandreu, Nikos Kotzias è stato nominato ministro degli Affari Esteri. Kotzias non ha perso tempo e ha già fatto sapere che le nuove sanzioni contro la Russia previste dai capi di governo e dai ministri degli Esteri “non hanno il consenso di Atene”. Il ministro del Lavoro è il portavoce di Syriza, Panos Skourletis e quello della Giustizia, Nikos Paraskevopoulos.

La partita del nuovo presidente della Repubblica

Sembra inoltre che Tsipras abbia definito anche la partita relativa al prossimo presidente della Repubblica greco. Si dice negli ambienti vicini al neopremier che egli abbia in mente di proporre l’attuale Commissario europeo Dimitri Avramopoulos, molto vicino a Nuova Democrazia e a Samaras. La strategia è chiara: per l’elezione del presidente della Repubblica sono necessari 200 voti per le prime due sessioni, e 180 per la terza, altrimenti si torna a votare, esattamente come è successo a fine dicembre 2014, quando non si trovò la maggioranza sul nome proposto dal leader di Nuova Democrazia. L’accordo con quest’ultimo partito sul presidente appare inevitabile, dal momento che Tsipras vuole far correre il Parlamento per rilanciare l’economia greca, a partire da quella legge sul reddito minimo a 751 euro al mese, che è stata un cavallo di battaglia della sua campagna elettorale, insieme con la ristrutturazione del welfare.

L’ultima annotazione divertente giunge dal settimanale tedesco Der Spiegel che sulle pagine online scrive: “a Tsipras non è stata lasciata la password del WiFi del palazzo presidenziale, i computer e le risme di carta sono stati portati via, e perfino le saponette non ci sono più”. Chi è il colpevole? Lo staff del premier uscente, Samaras.

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