Syriza avanti nei sondaggi in Grecia. In Europa, forse, comincia a diffondersi lo spirito di Syriza

Syriza avanti nei sondaggi in Grecia. In Europa, forse, comincia a diffondersi lo spirito di Syriza

Syriza in testa nei sondaggi

Sulla base della media ponderata delle rilevazioni effettuate dai maggiori istituti di sondaggio in Grecia, il partito di Alexis Tsipras, Syriza, si conferma al primo posto con il 35% degli intervistati, contro il 31% di Nuova Democrazia, il partito del premier uscente Antonis Samaras. Se domenica 25 gennaio gli elettori greci dovessero confermare i sondaggi, Syriza potrebbe conquistare la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento in virtù dell’architettura elettorale del Paese. Il Parlamento greco si compone di 300 seggi, dei quali 250 sono attribuiti con voto proporzionale, e 50 assegnati come premio al partito che dovesse risultare vincente. Vi è anche uno sbarramento al 3%. Alle ultime elezioni del 2012, Nuova Democrazia ottenne il 29.66% dei voti e 129 seggi (compresi i 50 del premio alla lista), Syriza il 26.89% e 71 seggi, i socialisti del PASOK il 12.28% e 33 seggi, gli Indipendentisti 20 seggi, e i neonazisti di Alba Dorata 18 seggi. Sinistra Democratica e Comunisti ellenici totalizzarono rispettivamente 17 e 12 seggi. Se Syriza dovesse confermare le proiezioni dei sondaggi, potrebbe ottenere nel 2015, col premio di lista, tra i 145 e i 155 seggi.

I nuovi partiti greci

Alle elezioni del 25 gennaio del 2014 gli elettori greci troveranno un quadro politico sensibilmente differente. Oltre a Syriza e Nuova Democrazia, infatti, troveranno due partiti di centrosinistra nati dalla frattura del PASOK: ciò che resta del PASOK è accreditato del 5% dai sondaggi, mentre Kinima, il partito fondato nel 2014 da George Papandreu, ex leader del PASOK ed ex premier, supera di poco lo sbarramento del 3%. Terzo partito greco per i sondaggi, a sorpresa, e con quasi il 7% delle intenzioni di voto è To Potami (Il Fiume), un partito nato poco meno di un anno fa, centrista e pro-Europa, fondato dal presentatore televisivo Stavros Theodorakis. Alle elezioni europee del 25 maggio 2014 riuscì ad eleggere 2 deputati. Dietro To Potami, i sondaggi vedono i neonazisti di Alba Dorata, che dimezzerebbero i loro voti rispetto al 2012. I comunisti greci si attesterebbero sul 5.5%, di poco superiore al risultato del 2012.

La sfida raccolta da Syriza di ricostruzione del Welfare

La sfida raccolta dal movimento di Syriza e da tutta la Sinistra greca è a dir poco titanica. Oggi, in Grecia, 3.9 milioni di persone, più di un terzo della popolazione, vivono al di sotto della linea di povertà, secondo i dati di Eurostat. Il 55% delle persone vive grazie all’appoggio delle famiglie o degli amici, oppure per aver venduto beni, o grazie a prestiti. Al contrario, le concessioni televisive restano gratuite e la spesa militare è la seconda più alta nei Paesi Nato in rapporto al PIL. Nel programma di Syriza, accolto con favore da molti greci, si parla esplicitamente di “crisi umanitaria da affrontare, di giustizia fiscale, di rilancio dell’occupazione”. Soprattutto, si prevede elettricità gratuita per 300.000 famiglie indigenti; sussidi pasto per tutte le famiglie bisognose; 30.000 mila appartamenti affittati con un canone di 3 (tre) euro al metro quadro; assistenza medica gratuita per disoccupati e non assicurati. Insomma, la grande sfida è la ricostruzione del Welfare greco distrutto dalle politiche di austerità imposte dal famigerato Memorandum redatto da UE, BCE, e FMI. Come si vede, la tanto sbandierata “Grexit”, l’uscita della Grecia dalla Eurozona, qualora vincesse Syriza, era solo una minaccia della strana coppia Merkel-Juncker, alla quale si è aggiunta anche la signora Lagarde, presidente del Fondo Monetario Internazionale, un vile tentativo di esercitare indebite pressioni sulla libertà di voto del popolo greco.

Lo spirito di Syriza in Europa? In Italia, forse. In Francia, è arrivato, ma…

A questa consapevolezza, finalmente, sono giunti i partiti di Sinistra in mezza Europa. Ormai, si parla esplicitamente del “modello Syriza” un po’ ovunque. Ne ha parlato, in Italia, Maurizio Landini quando ha commentato, in una intervista, l’uscita clamorosa di Sergio Cofferati dal Partito democratico. Ne parlano, con qualche timidezza, i compagni ed amici di SEL. Ne parlano alcuni esponenti della minoranza del Pd, Civati e Fassina, che hanno compiuto un viaggio in Grecia. In Francia sono decisamente più avanti, anche per effetto della crisi di identità che sta vivendo il Partito socialista, schiacciato dalla personalità di Hollande, da un lato, e dalle intenzioni “renziane” del premier Valls, che non vede l’ora di cambiare nome e connotati politici al partito. Lunedì scorso, presso il ginnasio Japy a Parigi, erano centinaia i dirigenti della Sinistra francese accorsi a sostegno di Syriza in Grecia. C’erano i Verdi, i Frontisti, i Comunisti e tanti socialisti. E sono emerse le tante differenze tra loro, ma anche numerosi punti di contatto e di “unità”. Lo sguardo di questa “Syriza in salsa francese” è rivolto al 2017, quando vi saranno le elezioni presidenziali. In sostanza, i socialisti francesi “di sinistra” sono alla ricerca di una nuova collocazione, dopo le spinte moderate del governo Valls; i verdi francesi, con la nuova guida di Cecile Duflot, vedono di buon occhio una contaminazione con la Sinistra, quella storica e quella nuova; i comunisti di Melenchon, forti di uno “zoccolo duro” inossidabile, vedono la possibilità di alzare il potere contrattuale nei confronti di Hollande, per il secondo turno delle presidenziali. Il quotidiano Liberation scrive che quella scattata lunedì sera, con tutti i leader vecchi e nuovi della Sinistra francese, era una bella foto. Con un futuro davanti su cui lavorare.

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