Renzi e Madia scatenati contro dipendenti pubblici. I media grancassano. Di Berardino (Cgil): serve un confronto collettivo

Renzi e Madia scatenati contro dipendenti pubblici. I media grancassano. Di Berardino (Cgil): serve un confronto collettivo

Renzi e Madia come morsi dalla tarantola scatenati contro  i lavoratori  pubblici, i vigili urbani di Roma che hanno dato vita ad una protesta “inaccettabile”, come  ha detto la Cgil.  Hanno dato loro una mano la  maggioranza dei media, grandi e piccoli, tv comprese. Aperture a tutta pagina, dagli all’untore, fannulloni, interviste, twitter del premier dalla Val D’Aosta dove si trovava in vacanza, arrivato con famiglia a bordo di un Falcon, aereo di Stato, ma si tratterebbe, dicono da Palazzo Chigi, di un fatto “protocollare”, ragioni di sicurezza. Ci chiediamo: non c’erano proprio altre notizie con cui aprire i giornali? Nel mondo tormentato da guerre che uccidono, mietono vittime anche nei giorni di festa, la barbarie che vive in tanti paesi, barconi che affondano, fame e miseria ovunque, non si potevano trovare altre “aperture”? Certo, non mettendo la sordina su quanto avvenuto nella  capitale, ma dando il rilievo e lo spazio che meritava. Magari cercando anche di approfondire i motivi di una così grande esasperazione che ha portato i vigili urbani a disertare le strade nell’ultimo giorno dell’anno. A Roma, solo a Roma.

Francamente ci sentiamo di dire che se comunque andava cercata un apertura per i giornali c’era, bastava volerlo: in un paese civile non si può morire di freddo, come è accaduto, e non solo a Roma. Ma noi siamo “retrò”. Che importa di un poveraccio trovato stecchito, accovacciato su una panchina o appoggiato ad un muro.

Tre milioni di lavoratori pubblici meritano rispetto

I media “dovevano” dare grande spazio all’ira di Renzi Matteo e di Madia Marianna. I vigili urbani di Roma e i dipendenti pubblici sono  il loro nuovo nemico per nascondere i fallimenti del governo. Appena approvato il Jobs Act, si è aperta la polemica se le nuove regole dovessero essere applicate anche agli statali. Così chiama Renzi i più di tre milioni di lavoratori che svolgono le più diverse mansioni. Chi lavora nei ministeri, chi negli enti locali, chi negli ospedali, nella scuola, i vigili del fuoco, i vigili urbani appunto e tanti altri “mestieri”. Ma Renzi e i suoi ministri sono poco informati, o meglio non hanno alcun interesse a conoscere  le diverse realtà che compongono quel grande mosaico che si chiama lavoro. Ignorano per esempio che gli “statali” non possono fare il loro comodo, ci sono leggi e regolamenti che lo impediscono. Ma  per chi governa tutto ciò che è passato non esiste. Rottamare e cambiare, come, perché, non si sa. Con un voto di fiducia si fanno passare leggi vergogna, perché di questo si tratta nella maggior parte dei casi. Allora bisogna creare il nemico.

Un fallo da rigore commesso dai vigili urbani romani. Una manna per il governo

Se poi questo nemico commette un fallo da rigore, i vigili urbani di Roma che la notte di fine anno  non si sono presentati al lavoro in una percentuale altissima, quasi l’80%, la gioia di Renzi e Madia, l’autrice di una “riforma” della pubblica amministrazione  senza capo né coda, si fa prorompente. Fanno finta di essere preoccupati per la sicurezza dei cittadini. In cuor loro non possono che ringraziare i vigili urbani della capitale, certo non tutti. Quelli che hanno protestato, “una protesta inaccettabile – dice Rossana Dettori – ma bisogna accertare le singole responsabilità, hanno fatto un gran regalo al governo”. Le grida, non manzoniane, di Renzi e Madia, non  sono degne di chi ha la responsabilità di governare il Paese. La ministra parla  di “normalizzare” il pubblico impiego. Forse non sa che questa parola è stata più volte usata dai regimi autoritari per eliminare il dissenso nei modi più diversi, dal carcere alla tortura fino all’assassinio. E  Renzi usa parole che offendono milioni di lavoratori, da sei anni, o giù di lì, senza contratto. A voi ci penso io, vi sistemo, cambio tutto. Ci manca che prometta bastonate e olio di ricino, pensa ad un grande progetto di licenziamenti, facili, titolano subito i giornalini.

Camusso: non  servono nuove leggi. Le sanzioni disciplinari ci sono già e durissime

In realtà o fingono o ci fanno perché non c’è alcun bisogno di nuove leggi, di proclami. In questo ha ragione Brunetta, l’ex ministro autore di una legge sui “fannulloni” quando dice che non c’è bisogno di inventare niente. Davvero incredibile. Solo il premier e un ministro che fanno parte del Partito del socialismo europeo possono riuscire in una prova di grande difficoltà come quella di dar ragione a Brunetta. Possibile che Renzi e Madia, con loro i nostro colleghi giornalisti, non sappiano, come ricorda  Susanna Camusso, che “le norme per procedere ci sono già, non serve nessun Jobs Act apposito. Le sanzioni disciplinari previste dal contratto collettivo sono dure, e vanno dalla multa, alla sospensione arrivando al licenziamento. Non servono altre leggi, basta applicare quelle che già colpiscono chi ruba, chi si assenta ingiustificatamente e via discorrendo. Certo poi la giustizia deve valere per tutti, anche per i lavoratori, e non basta un sospetto per poter procedere. Sono necessarie tutte le più scrupolose verifiche”.  Le indagini in corso dovranno accertare le responsabilità, se si verificassero abusi, dice sempre il segretario generale della Cgil, “vanno puniti senza se e senza ma. Un comportamento del genere non può essere condiviso”.

Le responsabilità del comandante dei vigili e quelle del Comune

“Ma c’è anche da vedere come il comandante ha gestito i suoi uomini, perché Roma è un caso unico in tutta Italia perché  nel resto del Paese le polizie hanno funzionato e perché il Comune non ha dato risposte alle domande che pur in tutti questi mesi gli sono state poste”. E ora, oltre ai proclami bellicosi di chi governa, che succede? Si andrà verso scioperi selvaggi, si procederà con licenziamenti di massa? Oppure, come dice il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio, Claudio Di Berardino, che richiama “la mancata contrattazione e il mancato confronto richiesto tante volte dai sindacati”, occorre aprire una fase diversa  mettendo al centro “la contrattazione”, parola che fa venire i brividi al premier. “Senza un momento collettivo di confronto –prosegue – ognuno individualmente è portato a difendersi seppure in modo sbagliato”. Parole sagge. Vorremo sbagliarci ma quasi certamente non avranno l’onore di una citazione  dei nostri media.

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