Radicali: o li scegli o li sciogli

Radicali: o li scegli o li sciogli

Il cappello dal coniglio (proprio così, che il coniglio dal cappello ormai lo sanno tirar fuori tutti), lo estrae, al solito, Marco Pannella; che si produce in un intervento uno e trino; nel senso che durante i lavori del Comitato Nazionale di Radicali italiani interviene tre volte: mattina, pomeriggio, sera. Tre interventi separati, ma tra loro collegati, uno porge la staffetta all’altro; e così alla fine ecco articolata la proposta per uscire da quello che sembrava un avvitarsi del movimento. “Propongo”, scandisce Pannella, “che fin da subito nella mozione che si farà al termine di questi nostri lavori, si annunci e prefiguri che i radicali coglieranno ogni occasione istituzionale, e dunque anche elettorale, e di informazione, per porre all’attenzione dell’opinione pubblica il programma che è contenuto nel solenne messaggio alle Camere inviato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano l’8 ottobre 2013. È un testo splendido, un testo radicale, che le Camere hanno dolosamente disatteso, ignorandolo, recando così offesa al presidente che aveva inviato loro il suo unico solenne messaggio come Costituzione prevede. E così facendo hanno offeso loro stesse”.

Il messaggio di Napolitano su amnistia e indulto…

Questo il fatto. Per “tradurlo” e renderlo intellegibile anche ai profani, occorre fare un passo indietro. L’8 ottobre del 2013 il presidente Napolitano “cede” alle ripetute sollecitazioni di Pannella; è già sensibile e sinceramente addolorato per la grave situazione in cui versano le carceri italiane; è consapevole che occorre una radicale riforma della giustizia, perché i processi sono incredibilmente lenti, si sa quando hanno inizio ma la fine di un procedimento è un terno al lotto; centinaia di migliaia le prescrizioni che rendono vano il lavoro di magistrati e investigatori; sa bene, glielo dicono in coro nelle sue visite in Europa e negli Stati Uniti che uno degli ostacoli a maggiori investimenti stranieri in Italia è dovuta all’incertezza del diritto, oltre che alla corruzione endemica. È anche convinto che la soluzione, in attesa delle altre soluzioni, sia un provvedimento di amnistia e di indulto, mirati, per i reati minori, che decongestioni la situazione nelle carceri e nei tribunali… Napolitano di tutto questo è convinto, e alla fine accoglie il suggerimento di Pannella: usare lo strumento costituzionale del solenne messaggio alle Camere. Pochi presidenti l’hanno finora usato, una decina di “messaggi” dall’inizio della Repubblica; e mai Napolitano. Quell’8 ottobre il messaggio viene recapitato alla presidenza del Senato e della Camera. Ci ha lavorato personalmente Napolitano, prima la copia a mano, poi trascritta, riletta, emendata…

…la sordità del Parlamento

Il messaggio solenne del Presidente, non foss’altro per una sorta di rispetto dovuto alla carica che lo ha inviato, dovrebbe essere letto e discusso da senatori e deputati; magari respinto con un gentile “Grazie no”, ma certamente oggetto di riflessione e dibattito… Invece no. Nelle innumerevoli conferenze dei capigruppo, quel messaggio non viene preso in considerazione; Senato e Camera non trovano il tempo per dibattere quel messaggio, e rendere partecipe il paese di quello che Napolitano ha inteso dire loro. Viene semplicemente lasciato cadere, come se non fosse stato mai inviato.

L’angosciante situazione dei radicali italiani

Siamo all’oggi. I radicali, che non sono rappresentati né nel Parlamento nazionale né in quello Europeo, si dibattono in una grave crisi economico-finanziaria. Di soldi non ne hanno mai avuti tanti, ma ora sono davvero sull’orlo della bancarotta; debiti tanti, crediti pochissimi, le entrate delle iscrizioni, non più di un migliaio, e le donazioni di sostenitori. Quanto alle alleanze, hanno bussato a tutte le porte, ma Matteo Renzi li vede come fumo negli occhi, quanto al centro-destra, sì, ogni tanto Silvio Berlusconi ha mostrato il suo volto di simpatizzante delle cause libertarie, ma le tematiche radicali, si tratti di fecondazione assistita, di eutanasia o legalizzazione delle droghe leggere, in quegli ambienti proprio non ne vogliono sentir parlare… Soli dunque. Una “solitudine” a cui i radicali dovrebbero essere abituati, senonché uno dei dirigenti storici del Partito, Angiolo Bandinelli propone che la baracca chiuda: “Rischiamo di diventare l’alibi del regime, la foglia di fico. Così come stiamo, non possiamo più andare avanti. O accade qualcosa di rivoluzionante, oppure è meglio chiudere”. Uno choc. Pannella prende la palla al balzo. Non stanno facendo un concordato gioco di coppia Bandinelli e Pannella; ma quest’ultimo ne approfitta subito per provocare un dibattito e una riflessione che coinvolge tutta l’area radicale, composta com’è da una quantità di associazioni tematiche: Associazione Luca Coscioni, Nessuno tocchi Caino, Non c’è pace senza giustizia…

    Al primo choc ne segue un secondo: con voce rotta dall’emozione, Emma Bonino annuncia da “Radio Radicale” che le hanno diagnosticato un cancro al polmone sinistro; che dovrà sottoporsi a un ciclo di chemioterapia; assicura che il suo impegno politico non viene meno, “perché da una passione non ci si dimette”, spiega che dovrà gestire questa nuova situazione che le sottrarrà comunque tempo, chiede a chi le vuole bene e le dà fiducia, di dimostrarlo iscrivendosi al Partito radicale, quello è il modo per sostenerla, incoraggiarla, esprimerle solidarietà. Mesi prima era stato Pannella a rivelare di avere due tumori; entrambi trasformano il “male” in un dato politico, il loro corpo in uno strumento di iniziativa. Del resto, anche Luca Coscioni, ricordate lo slogan “Dal corpo del malato al cuore della politica”?; e poi Piergiorgio Welby…

Le decisioni del Comitato Nazionale dei radicali

Il Comitato Nazionale radicale per tre giorni di questo dibatte: come corrispondere, con la scarsità di mezzi e i pochissimi strumenti di comunicazione a disposizione, all’indicazione venuta da Bonino, come scongiurare una lenta consunzione con iniziative politiche di rilancio e slancio. Ed eccoci arrivati al “suggerimento” di Pannella: lo stato comatoso della Giustizia italiana, con tutte le sue implicazioni economiche, etiche, politiche, continua a essere la “madre” di tutte le questioni, secondo l’analisi radicale; il prezioso messaggio del presidente della Repubblica alle Camere è stato ignorato; i radicali lo fanno loro, diventa il loro “programma” e con quel programma, annunciano che si impegnano a perseguirlo come obiettivo “avvalendosi”, così si legge nella mozione approvata domenica, “di ogni occasione istituzionale di confronto politico e di informazione”. E cosa significa quel passaggio “ritiene essenziale ed istituzionalmente necessario fare proprio il messaggio presidenziale ponendolo al centro della propria iniziativa politica”? Significa che presto, passato l’inverno, strade e piazze vedranno ancora radicali con i loro tavolini a raccogliere firme; e che ad ogni elezione, dove sarà possibile, ci saranno liste radicali, o con chi si vorrà alleare ai radicali; e che il simbolo, il contenuto, l’essenza del messaggio politico che i radicali cercheranno di trasmettere nei prossimi mesi sarà costituito dal patrimonio “prezioso ed essenziale” dell’azione di garante delle istituzioni svolta di da Napolitano. Per questo chiederanno a tutti (quando dicono tutti, significa tutti) di iscriversi come atto di fiducia: per quello che hanno saputo fare in passato, per quello che promettono di fare in futuro. Nell’epoca della rottamazione, un partito che nel 2015 compie sessant’anni, guidato da un leader che il 2 maggio nel compirà 85, prende come “programma” quello incarnato da un presidente che il 29 giugno compirà novant’anni… Auguri, dunque. Di una cosa comunque si può esser certi: i radicali di Pannella fanno parte di quella razza che non muore, neppure quando li ammazzi.            

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