Primarie Liguria. Vince Paita ma per Cofferati inquinamento pesante. Votano cinesi, nordafricani, rom, e anche la malavita

Primarie Liguria. Vince Paita ma per Cofferati inquinamento pesante. Votano cinesi, nordafricani, rom, e anche la malavita

Primarie inquinate in Liguria per eleggere il candidato del centrosinistra alla Regione? Ha vinto Raffaella Paita, ma per Sergio Cofferati vi è stato un clamoroso e gigantesco inquinamento del voto, al punto che non riconosce i risultati e rimette il verdetto ad una ponderata decisione del Comitato dei Garanti, e anche della Procura della Repubblica di Genova. Altra pessima prova del Pd, che non sa più garantire primarie democratiche. Raffaella Paita si è affermata (per ora) con circa 29.000 voti, mentre Cofferati ne ha ottenuti circa 25.000, e il terzo contendente si è fermato a 680. La vigilia del voto era già stata molto tesa per le accuse di pesanti infiltrazioni di elettori trascinati nei gazebo da leader del centrodestra. Domenica, la questione si è aggravata per una serie pesantissima di denunce a proposito di truppe cammellate ai gazebo di provenienza cinese, nordafricana e perfino malavitosa.

L’affluenza è stata regolare, sembra, in linea con le precedenti primarie. I votanti nei 300 seggi sono stati circa 55 mila, pochi i giovani, ma in compenso si sono presentati cinesi, marocchini, rom. Le segnalazioni arrivano da diversi seggi. Ancora, non c’è certezza della dimensione di questo “fenomeno”, ma Cofferati lancia un segnale di  forte allarme. “Mi sono stati segnalati numerosissimi casi di violazione esplicita delle regole – afferma -l’inquinamento è in corso, molto pesante e non solo per i voti della destra ma con il voto organizzato di intere etnie, come quella cinese alla Spezia e quella marocchina a ponente”. “Quello che temevamo si sta verificando – ha proseguito – in misura ancora più consistente di quella che avevo segnalato come un pericolo. Prendiamo nota di tutto e segnaleremo alla commissione di garanzia e anche alla segreteria nazionale del partito. È inimmaginabile quello che sta succedendo in queste ore in Liguria”. Per dare un’idea di quanto sta avvenendo valgono segnalazioni che arrivano da alcuni seggi, da dirigenti del Pd come il coordinatore  provinciale Pd di La Spezia, Alessandro Pollio, che parla di una massiccia presenza di stranieri, in particolare  nordafricani, soprattutto quello allestito presso il centro Allende. A Imperia sono stati allontanati diversi nordafricani sprovvisti di documenti, altri con le carta in regola, ma senza certificato elettorale, hanno potuto votare. A Genova risultano presenze ai seggi di rom dei campi nomadi. Un presidente di seggio a Certosa, in Valpolcevera, denuncia alla segreteria del partito possibili infiltrazioni malavitose al seggio: tanti esponenti della comunità riesina locale sarebbero stati avvicinati da un ex Idv che distribuiva santini elettorali e monete da due euro. In un seggio nel quartiere collinare di Voltri 2 si denuncia possibili alterazioni del voto lo stesso presidente. “È stata una situazione incresciosa – afferma – siamo stati costretti ad allontanare delle persone che non sapevano nemmeno come si chiamava la via in cui abitano perché trasferiti da poco e trascinati al voto da un esponente di un comitato molto conosciuto in zona. Sembrava un tour operator, per tre volte è entrato quasi portando sotto braccio degli ‘amici’ per farli votare e poi ha pagato per loro. Siamo stati costretti a consentire il voto in questa maniera di circa una ventina di persone, in linea con i nostri regolamenti, ma stiamo scrivendo il verbale da inviare in direzione per segnalare tutto. Abbiamo allontanato solo tre persone che erano anche senza documenti. È vergognoso”.  E qui ci fermiamo anche se continuano ad arrivare segnalazioni da diversi seggi di possibili irregolarità. A conclusione si tireranno le somme, commissione di garanzia e  segreteria nazionale del Pd forse avranno da lavorare.

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