Nuova tegola su cittadini e Caf. A rischio le certificazioni Isee

Nuova tegola su cittadini e Caf. A rischio le certificazioni Isee

Nuovo grido d’allarme e denuncia da parte dei Caf. A parlare è il coordinatore della Consulta, Valerio Canepari, che rende noti i primi numeri della richiesta di prestazioni con l’introduzione del nuovo Isee, che prevede nuove regole e ulteriori e stringenti controlli. Valeriani fa sapere che, con ogni probabilità, potrebbero esserci dei disservizi, visto che manca ancora la Convezione dei Caf con l’Inps. Questo riguarderà, come detto, tutte le pratiche del nuovo Isee che lo scorso anno hanno visto passare, negli uffici dei Caf, oltre 6 milioni di cittadini. “Potrebbero esserci disservizi per i cittadini che si preparano a chiedere ai Caf di avviare la pratica per la richiesta del nuovo Isee (l’indicazione della situazione economica) all’Inps- fanno sapere dalla Consulta dei Caf- Manca ancora infatti la convenzione e si fa fatica ad assicurare il servizio”. E se lo scorso anno sono stati sei, i milioni di cittadini che hanno visto assicurati i servizi grazie proprio ai Caf, ad oggi, sono solo poche migliaia quelle che hanno inviato la richiesta per il nuovo indicatore andato in vigore dal primo gennaio (appena un centinaio tramite i Caf che invece generalmente veicolano oltre il 90% delle richieste). Lunedì 12 è prevista una riunione della consulta dei Caf per definire la posizione da tenere in assenza della convenzione. I Caf si augurano che la firma arrivi a breve. C’è comunque il rischio di allungamento dei tempi dato che l’Istituto al momento ha un direttore per il quale è scaduto il mandato (ma ci si aspetta il rinnovo di un anno), un presidente designato che attende il parere delle commissioni parlamentari per entrare in carica e un commissario in scadenza. “Ci sono nuove procedure e nuove regole per l’Isee – ricorda il coordinatore della consulta dei Caf Valeriano Canepari – ci sono problemi di responsabilità. Se non c’è la convenzione su quale base operiamo?”. Inoltre i Caf hanno posto un problema economico chiedendo per le nuove pratiche un aumento di circa il 50% rispetto a quelle dell’anno scorso (circa 15 euro a pratica a fronte dei 10/11 del 2014). “Non abbiamo l’autorizzazione – fa sapere ancora Canepari – a fornire questa attività. Senza convenzione si fa fatica a garantire il servizio”. Se quindi la platea non cambierà rispetto al 2014 (circa sei milioni di persone) la spesa prevista nel 2015 per la convenzione con l’Inps sarà di circa 100 milioni di euro rispetto ai 70 milioni del 2014.

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