L’Onu indignata: non ci sono soldi per ricostruire Gaza. Palestinesi davanti agli uffici Onu. Crisi umanitaria

L’Onu indignata: non ci sono soldi per ricostruire Gaza. Palestinesi davanti agli uffici Onu. Crisi umanitaria

Dopo la sospensione degli aiuti previsti dall’ONU per la ricostruzione delle abitazioni distrutte a Gaza nel corso della guerra dell’estate 2014, condotta da Israele, molte centinaia di palestinesi hanno manifestato mercoledì dinanzi agli uffici dell’Organizzazione a Gaza. “Non abbiamo più una casa”, gridavano, mentre alcuni tentavano di entrare negli uffici, prima di essere dispersi dalla polizia del movimento di Hamas, che controlla l’enclave palestinese.

L’Onu ha condannato gli incidenti, sostenendo che le forze di polizia non avevano assicurato convenientemente la sicurezza del palazzo: “Nonostante le rassicurazioni ricevute, le forze di sicurezza non hanno preso le misure necessarie e rapide per proteggere il complesso dell’Onu”. Gli incidenti si sono prodotti all’indomani dell’annuncio da parte dell’Onu della sospensione dell’aiuto finanziario a decine di migliaia di palestinesi per ricostruire le abitazioni o per ripararle dopo le devastazioni della guerra con Israele. Sono più di 96.000 le abitazioni danneggiate a Gaza, o distrutte, nel corso dei 50 giorni di combattimenti tra luglio e agosto 2014. “5,4 miliardi di dollari erano stati promessi in ottobre alla conferenza dei donatori al Cairo”, per la ricostruzione dopo la guerra, “ma praticamente di questo fondo non si è visto un solo dollaro a Gaza. È doloroso e inaccettabile”, ha dichiarato Robert Turner, direttore della UNRWA (l’Agenzia Onu per i rifugiati) a Gaza. Occorrono subito 720 milioni di dollari per rispondere ai bisogni dei palestinesi, ma l’Onu dispone di appena 135 milioni. Nelle scuole messe a disposizione dalla UNRWA a Gaza continuano a vivere ancora ben 12.000 persone, e l’Onu sostiene di poter far fronte alla nuova emergenza umanitaria in Palestina solo per poche settimane.

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