Liguria e non solo. Il Pd punta all’alleanza con il centrodestra. Primarie, indaga la Procura di Savona

Liguria e non solo. Il Pd punta all’alleanza con il centrodestra. Primarie, indaga la Procura di Savona

In Liguria è ancora bufera sulle primarie, che con simpatica ironia vengono definite “primarie multietniche”. Solo la vicesegretaria del Pd e presidente della regione Friuli Venezia Giulia non se ne è accorta. “Cinesi ai seggi?”, si domanda e si risponde  “Non è così”. Allora ci dica com’è, visto che ci sono foto che parlano chiaro. Dai seggi arrivano anche testimonianze da scrutatori renziani i quali minimizzano, uno dice che “nel mio seggio se ne sono presentati una ventina”. Elettori? Non si sa perché, non era previsto fra i documenti il certificato elettorale. Intanto, la Procura di Savona ha aperto un fascicolo per violazione delle norme in materia di candidature.

Il presunto reato: pagato il voto di alcune persone

Il presunto reato: aver pagato alcune persone in cambio del voto. L’ex sindaco di Albenga, la leghista Rosy Guarnieri, dove  Raffaella Paita ha vinto, facendo quasi cappotto (1300 voti contro 200), sostiene  che un politico ex Forza Italia abbia pagato  i voti per l’assessore regionale uscente e che lo abbia fatto essendogli stato promesso un posto sicuro nella lista di Paita. Gli ex si affollano,  ne sono tanti, vengono anche dall’estrema destra e, come da testimonianze, si sono dati molto da fare. Anche altre Procure  della Regione sarebbero state allertate. Questa è la parte “visibile” di una vicenda che comunque vada a finire è sconcertante, mostra tutte le magagne che si nascondono dietro questo strumento tanto esaltato, che invece apre la strada a elementi di corruzione. Ma, forse conta ancora di più la parte “invisibile”, che resta in ombra: la Liguria è un test che indica la nuova strada che il Pd intende percorrere, l’abbandono  delle alleanze di centrosinistra per costruire un rapporto sempre più stretto con il  Nuovo centro destra di  Alfano insieme al redivivo “popolare”  Pier Ferdinando Casini, il quale figura fra i candidati alla presidenza della Repubblica. Guarda caso Alfano non perde occasione di sostenere che un “cattolico” deve salire al  Colle. Forse un po’ troppo, ma le alleanze con il centro destra sono all’ordine del giorno.

La “confessione” di Paita:  la Giunta  insieme   al  centro, ovvero Ncd

La stessa Raffaella Paita, come si dice, “Arlecchino scherza ma si  confessa”, dice a chiare lettere quali sono le alleanze cui lavora. Per la futura Giunta parla di alleanza fra la sinistra, intendendo il Pd, davvero un azzardo, il centro riformista e il centro. Non si capisce cosa intenda per centro riformista. Ma si capisce che il centro senza aggettivo è quello di destra. E c’è la benedizione di Roma, di Renzi in primo luogo che ha lasciato alla ministra Pinotti, che ha guidato la campagna elettorale di Paita, il lavoro sporco.  “Ma qual è il problema?”, aveva detto, con l’Ncd  siamo insieme al governo nazionale. Ma  il “centro rifomista” che ha partecipato alle primarie con un suo candidato ha definito queste elezioni una “carnevalata” e Sel con una dichiarazione del deputato Quaranta, annuncia che  alle elezioni presenterà un proprio candidato.

Civati: si è perso il concetto di alternativa rispetto alla destra

C’è “disagio” nel Pd, dice Pippo Civati, che si è acuito in queste ore fuori dalle soglie cui eravamo abituati. “Quando si perde, non tanto l’identità che abbiamo smarrito tempo fa-prosegue-ma il concetto di alternativa rispetto alla destra, questo porta a una serie di problemi che devono essere valutati per le conseguenze a cui possono portare”. “Spesso la facciamo troppo facile, ma in Liguria mi sembra che la situazione sia apertissima. Quello che faranno Cofferati, Quaranta e la parte più tradizionale della sinistra potrà avere rilevanza non soltanto a livello ligure”.

I “garanti” prendono tempo fino a venerdì. 25 le segnalazioni di irregolarità

Attesa, intanto, per la decisione della Commissione di garanzia  che aveva previsto una rapida conclusione dei lavori per mercoledì. Invece, ha rinviato a venerdì essendo ben 25 le segnalazioni di irregolarità. C’è anche, raccontano gli scrutatori, una “particolarità” che distingue queste primarie multietniche: la richiesta da parte di votanti non italiani di avere la ricevuta dei due euro pagati. Gli scrutatori si sono trovati spesso imbarazzati. Non si aspettavano richieste di ricevute per due euro. Evidentemente, il “committente”, come ai vecchi tempi in cui in cambio del voto una scarpa sola, un pacco di pasta e poi si regolavano i conti a voto dato, voleva la prova.

Italicum e “riforma senato”. Il governo umilia il Parlamento

Procedono di pari passo la “questione politica” e quella che riguarda l’inquinamento delle primarie, due volti di una sola faccia.  Entrano a piede giunto anche  nelle vicende di questi  giorni in cui si intrecciano la riforma  del Senato, l’Italicum  con la minoranza Pd decisa a dare battaglia minacciando di non votare le legge se non cambia la norma sui capolista bloccati. E battaglia annunciano Sel, M5S, Lega che avevano chiesto di fermare alla Camera l’esame del disegno di legge costituzionale fino all’elezione del  nuovo presidente della Repubblica, cui si è opposta la ministra Boschi a nome del governo.

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