Italicum. Con tre maxiemendamenti il governo calpesta il Senato

Italicum. Con tre maxiemendamenti il governo calpesta il Senato

In Senato  è successa una cosa gravissima. Alle 20 di mercoledì  scadeva il termine per presentare gli emendamenti alla legge elettorale. Serve una breve premessa per comprendere meglio.

Nel mese di dicembre, finite le audizioni e le discussioni in commissione Affari costituzionali sulla legge elettorale (relatrice Anna Finocchiaro) era stato fissato il termine per la scadenza degli emendamenti. Come ricorderete ne erano stati presentati una valanga, soprattutto dalla Lega Nord. Con una forzatura senza precedenti da parte del Governo, il 23 dicembre si è voluto, alle 7,30 di mattina, dopo una nottata passata a votare la legge di stabilità, incardinare la legge elettorale in aula, nonostante i lavori in commissioni non fossero terminati.

Questo tecnicamente significa che la proposta di legge votata alla Camera arriva con il testo originario senza relatore direttamente in aula. Gli emendamenti presentati originariamente in commissione non hanno più valore e i senatori possono ripresentarli entro un termine fissato per le ore20.

E veniamo alle vicende odierne. Pochi minuti prima delle 20 alcuni capigruppo, tutti di maggioranza più Forza Italia hanno presentato tre maxi emendamenti che automaticamente, con una procedura mai vista soprattutto per quello che riguarda la legge elettorale, tutelata costituzionalmente, fanno decadere automaticamente tutti gli emendamenti presentati dai senatori.

Il Presidente del Senato, utilizzando le sue prerogative e rifacendosi artificiosamente agli art. 100 e 102 ( tutto da verificare) del regolamento del Senato, ha concesso un termine per i sub emendamenti: tre ore cioè le ore 23.

Peccato che nessun senatore sia stato avvisato dai capigruppo, ma nemmeno tutti i capigruppo sono stati avvisati, vedi per esempio Sel.

Quello che è successo è gravissimo e intollerabile: se l’avesse fatto Berlusconi il Senato sarebbe stato preso d’assalto dal Pd.

Ci sono state tolte le nostre prerogative di parlamentari, sono state calpestate le più importanti regole democratiche. Questo Governo ha perso la testa, deve rispettare a tutti i costi il Patto del Nazareno e regalare a Berlusconi la legge elettorale che lui vuole altrimenti non c’è accordo sul nuovo Presidente della Repubblica. Il Governo sta sostituendosi piano piano al Parlamento con un’arroganza mai vista. Una vergogna per il popolo italiano.

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