Due presunti jihadisti in fuga verso l’Italia. Arrestati

Due presunti jihadisti in fuga verso l’Italia. Arrestati

I due cittadini belgi arrestati nella giornata di venerdì in Francia e sospettati di far parte della cellula terrorista che pianificava attentati in Belgio stavano cercando di fuggire in Italia. I due uomini sono stati fermati dalla polizia nella regione di Chambéry, nell’est della Francia, su segnalazione delle forze dell’ordine belghe. I due uomini erano riusciti a sfuggire al blitz della polizia belga, che aveva portato alla morte di due persone, al ferimento di altri presunti terroristi ed all’arresto di altri sospetti. Non è detto che i due presunti terroristi, fossero diretti verso l’Italia per compiere attentati, più probabilmente, avrebbero pensato di utilizzare il nostro Paese come trampolino di lancio per raggiungere il medio oriente ed in particolare la Siria. L’Italia, secondo i nostri Servizi di Intelligence sarebbe infatti il cosiddetto ponte sia di partenza che di arrivo dall’Europa. Gran parte di quelli che sono definiti ‘foreign fighters’ in partenza ed in arrivo, utilizzano il nostro territorio. Va detto, inoltre, ed è questo che più preoccupa le nostre forze di sicurezza, che proprio nel territorio italiano, i militanti della cosiddetta jihad, avrebbero basi logistiche ben strutturate in buona parte del territorio della penisola, pronte a dare assistenza ed a garantire sicurezza operativa agli uomini ed alle donne che hanno sposato il ‘Califfato’ o al Qaeda. L’intero apparato di sicurezza nazionale, già mobilitato a presidio degli ormai più che noti obiettivi sensibili, sta lavorando in queste ore anche sul monitoraggio della ‘Inspire generation’, che appartiene ai migranti di seconda generazione, che hanno già colpito con ferocia, nel territorio francese. Alcuni di questi giovani potrebbero tornare in Italia dalla Siria, dopo l’addestramento militare e l’indottrinamento pseudoreligioso, con obiettivi da colpire già pianificati. In alternativa potrebbero aver ricevuto le necessarie indicazioni sfruttando i contenuti diffusi in rete. Per le nostre forze di sicurezza, come per quelle delle altre nazioni europee, si tratta di un compito arduo, quasi al limite dell’impossibile, che più che della prevenzione e della reazione di polizia, deve assolutamente sfruttare, fin nei minimi particolari, l’opera della nostra intelligence, la capacità di infiltrazione nel cuore del ‘Califfato’ o di al Qaeda, che in Italia, come in altre grandi nazioni europee come Germania, Francia e Gran Bretagna, hanno migliaia di ‘combattenti in sonno’, pronti a trasformare in realtà sanguinosa, le farneticazioni dei loro leader.

Share

Leave a Reply