Bancari, primo successo dei Sindacati. Adesioni al 90% e pienone nelle piazze

Bancari, primo successo dei Sindacati. Adesioni al 90% e pienone nelle piazze
È stato un successo, lo sciopero dei lavori del credito e delle banche. Tante le adesioni alla protesta per il rinnovo del contratto di lavoro scaduto oltre un anno fa ed altrettanto elevata la presenza alle manifestazioni programmate da tutti i sindacati di categoria. Quattro le manifestazioni (Milano-Ravenna-Roma-Palermo) e oltre 20mila i lavoratori che hanno manifestato in piazza, raccogliendo l’appello dei loro sindacati. Mai si era vista una così alta partecipazione da parte dei lavoratori del credito. Per comprendere l’importanza di questa vertenza, basta dire che tutti e tre i Segretari Generali di Cgil, Cisl e Uil, hanno detto la loro, ma soprattutto hanno partecipato alle manifestazioni di piazza organizzate dai sindacati. Da registrare la presa di posizione della leader della Cgil, Susanna Camusso che avverte, senza mezze parole l’Associazione degli Istituti di Credito: “Se l’Abi non cambia idea continueremo la mobilitazione e gli scioperi. Non ci siamo dimenticati che quando è iniziata la grande crisi che stiamo ancora attraversando, tante colpe erano della finanza e del sistema bancario – ha continuato Camusso -. L’obiettivo unico era il profitto immediato, ma non ci si rendeva e non ci si rende ancora conto di cosa vuol dire rendere il mondo del lavoro sempre più povero. Se il sistema bancario non torna a fare il suo lavoro, cioè dare credito al paese, noi dalla crisi non usciremo. Il nostro obiettivo non è salvare noi stessi, ma creare nuove banche al servizio del paese. E questo – secondo il segretario generale Cgil – non vuol dire solo avere credito, ma anche avere lavoratori tutelati e professionalizzati che raccontino una verità trasparente ai cittadini. Perché la finanza cattiva non è solo negli Stati Uniti, ma è anche qui. E non si risolve con un decreto, come quello che ha fatto il governo che impone alle casse di risparmio di diventare Spa: essere grandi non vuol dire necessariamente offrire servizi migliori. Noi siamo in una situazione difficile – ha concluso Camusso -, lo sappiamo bene, ma la risposta deve essere una riduzione, non un ulteriore aumento delle disuguaglianze. Noi sappiamo quanto hanno perso i lavoratori bancari in questo periodo, e quanto invece hanno guadagnato i banchieri: questo è un pezzo della crisi del nostro paese. Io non ho mai conosciuto nessuno che lavora meglio perché è sotto minaccia, lavora meglio chi ha un futuro e una prospettiva. Abbiamo diritto al rispetto. Se l’Abi continua con questo atteggiamento, Cgil, Cisl e Uil saranno accanto ai sindacati dei bancari per continuare la battaglia. Perché è una battaglia non solo per i bancari ma per i diritti di questo paese. Oggi in piazza siamo tanti, e ci torneremo perché il contratto dei bancari è il nostro obiettivo”.
Megale (Fisac Cgil): “L’Abi cambi atteggiamento subito”
 
“Stiamo scioperando, e siamo mobilitati in tutto il Paese, per difendere, rinnovare e riconquistare il contratto nazionale di lavoro”, ha invece affermato il segretario generale della Fisac Cgil, Agostino Megale dal corteo di Ravenna. “Chi vuole, come Abi, abrogare il contratto è come se volesse eliminare la Costituzione. Per questo siamo in piazza: perché difendere il contratto è difendere la dignità del lavoro”. Alla luce del “successo” di oggi, il leader della categoria dei lavoratori del credito della Cgil, fa sapere: “Ci aspettiamo che nei prossimi giorni l’associazione bancaria cambi radicalmente posizione, ritirando le pregiudiziali e riaprendo un tavolo di trattativa sulla base di pari dignità”. In ogni caso, avverte Megale, “se tutto ciò non avviene entro due settimane, andremo nuovamente ad una mobilitazione più dura e a un nuovo pacchetto di scioperi, in tutti i gruppi, in tutti i territori e in tutto il paese”.
Barbagallo (Uil): “Pronti a lotte crescenti”
Stesso ragionamento per il leader della Uil  

Barbagallo, che avverte: “Se l’Abi non vorrà fare contratti nel settore le promettiamo lotte crescenti. Oggi c’è lo sciopero generale dei bancari – ha osservato – anche l’Abi deve sapere che con le manovre di Draghi a livello europeo, si deve mettere in testa che i contratti bisogna farli e – ha concluso – se non vorrà farli le promettiamo lotte crescenti”.
Furlan (Cisl): “Si riapra il dialogo”
“E’ uno sciopero con una altissima percentuale di adesioni e di partecipazione quello dei sindacati di categoria dei bancari. Una grande giornata di mobilitazione di tante lavoratrici e lavoratori che reclamano un nuovo contratto e un nuovo modello di banca”, sottolinea infine il segretario  generale della Cisl, Annamaria Furlan. “Speriamo che ora l’Abi non faccia orecchie da mercante e riapra subito il dialogo con i sindacati, nell’interesse non solo delle banche, ma anche delle famiglie, dei risparmiatori e dell’intero sistema  produttivo del Paese”.
Arena (DirCredito): “Dopo che il 90% dei bancari ha aderito allo sciopero non accettiamo ricatti”
Non accettiamo ricatti, soprattutto dopo che il 90% dei bancari ha aderito allo sciopero, così Maurizio Arena – Segretario Generale DirCredito, il sindacato che rappresenta le alte professionalità – commenta la nota con cui l’Associazione Bancaria, proprio nel giorno della protesta, indica il 31 marzo come scadenza chiara e netta oltre la quale è prevista, inevitabilmente, la disapplicazione del contratto.Considerare il confronto con il sindacato come fastidioso e inutile – conclude Maurizio Arena – dà la misura di quanto ABI sia distante dal Paese reale, fatto di lavoratori e cittadini, che chiede proprio alle banche di svolgere un ruolo di sostegno e di rilancio dell’economia.
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