Quirinale, Sel apre a Prodi

Quirinale, Sel apre a Prodi

La corsa al dopo Napolitano trova, con l’Assemblea di Sel, quella che potrebbe essere la quadra definitiva, anche se, come nelle elezioni del Pontefice, chi entra Papa, il più delle volte esce cardinale. Va detto però che molteplici potrebbero essere le strade che portano ad un nuovo inquilino del Quirinale, di gran rango, per la successione a Giorgio Napolitano. Innanzitutto il fatto che preferibilmente dovrebbe essere cattolico di Santa Romana Chiesa, il secondo aspetto è il fatto che la sua personalità e la sua esperienza da ex Presidente della Commissione Europea, ex Presidente del Consiglio ed ex leader del Centrosinistra, potrebbero essere utili e, perché no, devastanti per il Centrodestra, il terzo aspetto è quello che potrebbe essere definito un disco verde, anche dall’attuale premier. L’incontro delle ultime ore tra quello che oggi potrebbe essere definito il candidato più gettonato e Matteo Renzi potrebbe essere l’ultimo tassello, anzi il penultimo tassello di un puzzle complesso, ma in via di definizione. Nella giornata di sabato, quella che potrebbe essere la pedina della svolta, ovvero la decisione di Sel, di sdoganare Romano Prodi: “Se il Pd vuole – annuncia Vendola- dopo quattro votazioni possiamo eleggere Romano Prodi al Quirinale”. Ma se c’è il sì a Romano, ci sono anche le condizioni: “se si tiene fuori dalla partita la fonte prevalente di inquinamento, ossia il patto del Nazareno, allora è possibile eleggere subito il presidente della Repubblica. Se l’inquilino del Colle da eleggere serve per ridare speranza e un’immagine pulita delle istituzioni, aggiunge, allora Sel potrà essere della partita”.

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